Ciao Flavio,
On 18/04/20 12:20, Flavio Scrima wrote:
Ciao a tutti. Partecipo poco (anzi mai sigh) ma mi sforzo di leggervi
sempre e con attenzione. Sono il presidente di Associazione Genitori
Bernareggio Villanova e anche il presidente del Consiglio di Istituto
di IC Bernareggio. In questo momento, come ovviamente saprete, la
scuola sta vivendo una delle sue sfide più grandi e lo sta facendo
puntando su quello che ha in termini di dotazione standard ma
soprattutto puntando sul plus che molti fra docenti e non stanno
mettendo in campo per far si che la scuola stessa continui ad essere
presente nelle nostre vite seppur a distanza; mi riferisco tanto a
risorse hardware quanto a risorse di tipo umano e a loro va la mia stima.
L'iniziativa di https://iorestoacasa.work segnalata da Paolo Mauri ne è
un esempio
Come associazione negli anni ci siamo sforzati di proporre molti
laboratori prevalentemente di carattere scientifico ma anche di altra
natura. Alcune iniziative hanno attecchito bene, altre si sono spente.
Abbiamo ad esempio fatto dei corsi di "robotica" (virgolette
d'obbligo) alle medie che hanno avuto un buon successo ma che se non
coltivati e alimentati dalla passione di qualche volontario e di
qualche docente rischiano di morire. Nel proporre queste attività ci
siamo sforzati di sfuggire dalla logica del "compro bello e fatto" e
lo giro alla Scuola, anzi abbiamo sempre fatto e prodotto con le
nostre mani i setup da laboratorio e anche i progetti di robotica
raggiungendo forse una non sempre perfetta estetica ma di sicuro
trasmettendo interesse e competenze a chi si è sforzato di seguirci.
Complimenti per te e per l'associazione.
Nel mio quotidiano uso sia software a pagamento (sono l'unico pazzo
che paga per MS Office 365 in Italia forse… :) ) che software open
source, ho anche un paio di PC rivitalizzati (a fatica) con Ubuntu e
cerco sempre di imparare se posso. Ma a scuola, non è facile come a
casa; i Dirigenti scolastici come i Docenti hanno dei margini di
movimento non proprio ampi, e qualsiasi soluzione messa in atto e data
in pasto al pubblico (genitori, studenti e personale scolastico
stesso) deve avere requisiti di sicurezza e affidabilità molto
precisi; non è pensabile che un Preside (per usare un termine antico
ma a me caro) o un Docente si inventino e avventurino in soluzioni su
cui non abbiano la garanzia di un supporto costante e sempre presente.
Spero non mi fraintendiate, non sto dicendo che le soluzioni offerte
alla scuola da Microsoft o da Google o da altre software house siano
migliori di quelle prodotte e messe a disposizione da singoli
appassionati (capaci ed esperti) o da comunità disposte a spendersi in
questo. Sto solo dicendo che possiamo trasformare e digitalizzare la
scuola in modo diverso da come lo si sta lentamente facendo ma poi
dobbiamo assicurarci e assicurare che il supporto a queste soluzioni
sia costante e sempre sempre sempre (tre volte son pure poche)
presente, se no si rischia di perder tempo se non addirittura far
danno. E' una questione di "politica di basso livello"? Forse si. E'
una questione che tocca interessi economici non sempre piccoli?
Certamente si. E' una questione di cultura? Si. E' una questione di
abitudine? Si. Per questo la questione è tutt'altro che semplice da
approcciare e la trasformazione non possiamo aspettarci avvenga solo
calata dall'alto ma deve poggiarsi anche sulla duttilità di chi la
scuola la vive e parlo sia del personale scolastico che di noi
genitori che non sempre (e sono buono) siamo presenti e attori vivaci
di questa parte della vita dei nostri figli.
Su questa parte vorrei aggiungere qualcosa:
1. i Presidi (termine caro a te ;) ), visto che dici "hanno margini di
movimento non proprio ampi", avrebbero il dovere, in quanto PA, di
rispettare le linee guida su acquisizione e riusco di software per la PA
indicate dall'AGID [0]. Purtroppo spesso non le conoscono e se le
conoscono le disattendono senza problemi tanto non rischiano niente. I
cavilli burocratici li usano solo quando conviene a loro. Queste linee
guida, riassumendo molto, dicono che nella scelta di qualunque software
dovrebbero seguire dei criteri ben precisi: prima verificare se esistono
già software sviluppati ad hoc per la PA (riuso), poi software
opensource, poi soluzioni in cloud e poi tutto il resto del software.
Quindi, tanto per fare un esempio semplice, nella scuola, seguendo
questi criteri, non dovremmo vedere Office 365 ma LibreOffice.
2. "/...qualsiasi soluzione messa in atto//...deve avere requisiti di
sicurezza e affidabilità molto precisi; non è pensabile che un Preside
(per usare un termine antico ma a me caro) o un Docente si inventino e
avventurino in soluzioni su cui non abbiano la garanzia di un supporto
costante e sempre presente.../": i Dirigenti scolastici devono mettersi
in testa che non è che se il software è opensource l'assistenza
dev'essere gratuita e su base volontaria. Se non vogliono pagare
l'assistenza esiste la community di volontari sempre pronti a dare una
mano, e ti asicuro che, da professionista IT, spesso è di altissima
qualità. Ma se vogliono sentirsi più sicuri con un'assistenza
"professionale" esistono fior di professionisti skillati sulle soluzioni
opensource, spesso gli stessi che paghi per le soluzioni proprietarie,
con cui stipulare dei contratti di assistenza.
Per esperienza personale (insieme ad altre persone abbiamo realizzato
laboratori full-Linux in alcune scuole) ho notato che:
- studenti: zero problemi. Dato in pasto Linux e qualcunque altro sw
opensource mai visto prima, si sono mossi senza necessità di formazione
- docenti: fatto il corso di formazione ma il livello che abbiamo
trovato è stato abbastanza demotivante, non dal punto di vista tecnico,
quanto alla voglia di mettersi in gioco. Abbiamo trovato alcuni docenti
veramente dinamici, ricchi di idee e con tanta voglia di imparare e di
fare progetti con i ragazzi. Altri docenti terribilmente chiusi, zero
voglia di imparare e di mettersi in gioco. Alcuni addirittura
infastiditi nel vedere che i ragazzi si muovevano senza problemi.
Parlando con uno di questi gli suggerivo di lasciar sperimentare i
ragazzi per trovare anche soluzioni diverse per fare la stessa cosa, e
successivamente chiedergli di esporre al resto della classe cosa avevano
trovato, scoperto, utilizzato. Lo ritenevo un ottimo esercizio per
sviluppare capacità analitica ed espositiva. La risposta m'ha lasciato
sbalordito: "Sta scherzando. Noi non dobbiamo far vedere che ne sappiamo
meno di loro altrimenti siamo finiti". Sono più che convinto che il
docente in questione non rappresenti la media dei docenti (per fortuna)
però molte volte queste persone hanno peso anche sui Dirigenti
scolastici che per evitare "scontri", fanno la scelta più comoda ed
accomodante.
Quindi per concludere, le leggi esistono (sempre disattese), le
soluzioni software esistono, l'assistenza c'è sia su base volontaria che
di tipo professionale ...manca sicuramente cultura e poi c'è il pressing
delle grandi aziende MS e Google.
ciao a tutti
Paolo
[0]
https://docs.italia.it/italia/developers-italia/lg-acquisizione-e-riuso-software-per-pa-docs/it/stabile/index.html#
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