Il giorno 14 marzo 2009 14.06, Marco <[email protected]> ha scritto:

> Diciamo che prima delle questioni tecniche io metterei una questione
> anche etica.  Personalmente sono abbastanza restio a mettere tutti i
> miei dati personali nelle mani di una azienda, per vari motivi. Prima di
> tutto questi dati sono sicuramente venduti, naturalmente non in forma
> diretta ma in forma aggregata (sostanzialmente statistiche), il che a
> qualcuno potrebbe non importare mentre per me è abbastanza fastidioso.


sulle questioni etiche (come giustamente riporti) consiglio anche la
lettura, per chi non l'avesse ancora fatto, di "the dark side of google"
che, a dispetto del titolo, e' in italiano.
in ogni caso, mentre google afferma di usare i dati che raccoglie per fini
statistici, altri non dicono nulla e molto probabilmente continuano a
vendere i dati a terzi.
si puo' parlare anche delle pubblicita' "ad hoc" che hai all'interno di
gmail, che pure danno fastidio.
ma se si basa il tutto sulla questione etica, bisognerebbe ognuno avere il
proprio server di posta. con questo non dico che si debba trascurare questo
aspetto, ma semplicemente che molti fanno le stesse cose (o peggio) in modo
velato.


>
> Ma veniamo alle ragioni tecniche: prima di tutto il filtro antispam, ma
> questa è più una opinione che un dato oggettivo; in generale li odio ma
> quello di gmail è ancora peggio. Qualche volta ho l'impressione che il
> "training" non serva a niente perchè alcune email mi vengono
> sistematicamente spostate in spam (non ho alcun filtro attivato).


il filtro antispam di google (parlo della webmail, perche' e' li' che puoi
verificarlo) credo sia tra i migliori in circolazione. personalmente (e sono
anni che uso gmail) avro' avuto un centinaio di mail non taggate in modo
corretto (ho una media di 2500 mail di spam al mese). altri filtri antispam
funzionano bene, come quello di yahoo, ma sinceramente non usando in modo
cosi' frequente quell'account non posso dare un giudizio sincero. certamente
l'antispam che offre virgilio funziona veramente male: la posta di mio padre
e' invasa letteralmente dallo spam (tampono molto con thunderbird).


> Spesso poi le mail mi arrivano con un discreto ritardo (è capitato anche un
> giorno di ritardo), e alcune mail non mi sono arrivate affatto. Questo
> però mi succede anche con altri provider quindi non è un discriminante.


beh non e' discriminante in quanto ci possono essere vari fattori che
causano un rallentamento nella consegna della posta. di qualunque provider
si parli.


>
> Molto più importanti invece sono le considerazioni ingegneristiche
> sull'inutilità di accentrare molti servizi diversi (che purtroppo è una
> cattiva abitudine che si diffonde peggio di un tumore, un pò come
> l'XML).


sinceramente non capisco cosa ci sia di "oncologico" nell'XML che trovo un
metodo abbastanza semplice per trasportare/trasformare informazioni.
detto cio', l'accentramento di qualsiasi cosa e' in se' un punto di
fallimento.


> Se la i server smtp e pop3 di tin.it cadono per un'ora, creano
> un danno a 2-3 milioni di persone (volendo essere pessimisti). Se cadono
> quelli di gmail, il danno è a oltre 100 milioni di persone.


beh si ma questo problema risiede nella diffusione di un prodotto: e',
quindi, anch'essa un male? in questo caso si ritornerebbe al punto di prima,
ovvero che ognuno debba avere il proprio server di posta e se cade quello in
realta' non si da' fastidio che a poca gente. sinceramente non ritengo
questo un corretto parametro di valutazione.


> E non mi sembra poco. Inoltre, se la signora Google un giorno si sveglierà
> nervosa e deciderà di rendere i suoi servizi a pagamento, terrà per le
> p***e 100 milioni di persone, che saranno praticamente costrette a
> continuare ad utilizzare il servizio a pagamento.


questo discorso lo puoi fare anche per i servizi (posta, IM, blog) che offre
microsoft od aol (che risulta ancora essere il piu' grande ISP mondiale).
google non e' il solo ad avere in mano un potere del genere.


>
> Tra l'altro, dopo la questione di google.cn e tanti altri episodi
> simpatici, io a google non affiderei nemmeno gli auguri di Natale: chi
> mi assicura che le mie mail non verranno vendute al governo x perchè
> scomode per il paese y? Naturalmente può farlo qualunque altro provider
> di servizi su internet: il fatto è che google mantiene dati su utenti di
> centinaia di nazioni diverse. Su questo non penso sia necessario
> aggiungere altro.


posso solo essere d'accordo su questo, ma si ritorna al problema etico, dove
non c'e' da discutere.


>
> Fermo restando che avere a disposizione tanti Mb di spazio per la posta
> è una cosa che fa sempre piacere.
>
>
>
i vantaggi di gmail non sono certo solo i tanti gigabyte che ti offre.
infatti ce ne sono altri che secondo me sono degni di nota:
- webmail magari poco carina esteticamente (in ogni caso ci sono i temi da
poter applicare) ma molto efficiente, tanto da poter sostituire quasi del
tutto un MUA
- antispam molto valido
- filtraggio delle mail efficiente (etichette + filtri)
- accessibilita' da cellulare (cosa sempre piu' richiesta) o per connessioni
lente utilizzando una struttura piu' elementare

ciao

bisco

-- 
.. andare al matrimonio di chi ti ha detto "scegli: o me o world of
warcraft" non ha prezzo!
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