> Come si legge il CEO Ren Zhengfei della cinese Huawei, che ha messo sul > tavolo 400mln USD rispetto ai 50mln USD della israeliana Radware, è un ex > militare. > Era il "engineering director for the Chinese military's telecom research > department" ... > Significa forse che per la tecnologia governativa, anche non destinata ad > uso tattico, si va verso una "autarchia tecnologica" ?
Ciao Fabio, non mi stupisce per nulla, e sono sicuro che la stessa cosa avverrebbe anche in Italia anche in questo specifico settore. Come tu ben sai l'infrastruttura network nazionale di molte pubbliche amministrazioni centrali, compresi i militari, è basata su HW "sicuro" pensato e prodotto (a volte) in Italia da 1-2 società del gruppo Finmeccanica. Non se la passano economicamente benissimo, eppure escluderei categoricamente che possano essere rese preda di fondi stranieri. Oltretutto lo stesso HW di cui parlo, sotto diverse spoglie, è certificato in ambito NATO e viene quindi utilizzato nelle missioni internazionali. Vien da se che questo tipo di aziende non usciranno mai dal protettorato nazionale (in Italia quasi para-statale). Ciao Alessio PS è OT ma segue lo stesso filo del topic: è noto che a seguito della crisi economica e del crollo delle quotazioni e del credito in occidente, i fondi sovrani medio-orientali e asiatici hanno l'incredibile opportunità di fare incetta di asset importanti in Europa e USA (sta già succedendo) a basso costo; ebbene, la cosa è ora sotto stretta osservazione da parte dei governi (Italia compresa) e sono state create delle strutture di controllo delle operazioni finanziarie mirate ad ostacolare le acquisizioni potenzialmente ostili ad opera di fondi esteri. ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
