Il giorno 07/ott/2009, alle ore 19.04, Piero Cavina <[email protected]> ha scritto:

http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/tecnologia/navigatori-spiati/navigatori-spiati/navigatori-spiati.html

Qualcuno vuole commentare questo articolo?
In particolare il passaggio..:

"Insomma, cari utenti di internet di quegli anni, siete avvertiti: da
qualche parte esisteva (e "dovrebbe" non esistere più) un complesso
sistema di grossi hard disk sui quali c'erano gli indirizzi (URL) di
tutte le nostre pagine internet visitate. "Tutte, ma proprio tutte".
Più le password che immettevate per entrare nella vostra mail, i
codici di accesso alla banca (se il sistema non era protetto) e anche
sì, la password di quel sito un po' scollacciato che ogni tanto
allieta una vostra serata un po' uggiosa. Per non parlare di chat e
messaggi posta. Tutto era "captivato" e tutto era leggibile."

Storia molto vecchia, ed in questo articolo, troppo (mal) amplificata. Sui tempi di retention gli operatori ormai sono molto attenti (ti porto la mia esperienza diretta sui temi dell'articolo in 2 degli operatori citati). In passato no, più che altro per noia, niente storie e/o trame occulte da film di 007.

Tra l'altro l'uso del passato è scorretto. I sistemi di indagine mica si sono fermati da un giorno all'altro. Fortunatamente... :)

Delle due una:
o l'articolo contiene "qualche" esagerazione

Ma giusto qualche eh !

ma aiuta almeno a far discutere di certe cose, quindi ben venga anche quell'articolo. :P

PS: quali sarebbero gli home banking senza https?


Nessuno? 
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