Piero Cavina ha scritto:
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/tecnologia/navigatori-spiati/navigatori-spiati/navigatori-spiati.html

Qualcuno vuole commentare questo articolo?
In particolare il passaggio..:

"Insomma, cari utenti di internet di quegli anni, siete avvertiti: da
qualche parte esisteva (e "dovrebbe" non esistere più) un complesso
sistema di grossi hard disk sui quali c'erano gli indirizzi (URL) di
tutte le nostre pagine internet visitate. "Tutte, ma proprio tutte".
Più le password che immettevate per entrare nella vostra mail, i
codici di accesso alla banca (se il sistema non era protetto) e anche
sì, la password di quel sito un po' scollacciato che ogni tanto
allieta una vostra serata un po' uggiosa. Per non parlare di chat e
messaggi posta. Tutto era "captivato" e tutto era leggibile."

Delle due una:
o l'articolo contiene "qualche" esagerazione
oppure si tratta di una cosa veramente pazzesca, meno male che ho
sempre utilizzato piccoli ISP :-)
Purtroppo non è un'esagerazione... Leggetevi (fino in fondo) i testi (pubblici) dei provvedimenti del Garante, in particolare quelli che riguardano Telecom Italia (per TIM) e H3G: su http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1485475 c'è l'indice dei provvedimenti di gennaio 2008, tra cui quelli che vi ho citato: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1524263 e http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1484726

Credo che se la comunità "ICT Security" si fosse indignata un anno e mezzo fa, approfondendo e dibattendo la questione, oggi in Italia ci sarebbe maggiore consapevolezza dei rischi e anche del valore del lavoro che facciamo...
PS: quali sarebbero gli home banking senza https?

Molti di più di quelli che immagini, se non ti lasci impressionare dai cosiddetti "box sicuri" nelle home page...

Buonanotte a tutti!

--CO2

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