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Ciao a tutti,
ho appena acquistato l'ultimo numero di Funboard, per me in senso lato. Vi
spiego il perch�:
non vi sar� sfuggito l'articolo di Stefano Lentati sulla cosiddetta
Globalizzazione. In realt� non ci sarebbe molto da stupirsi, visto che tutti
i media si stanno occupando di questo argomento soprattutto dopo i
fatt(acc)i di Genova. Quello che per me � inaccettabile � il modo, come
dire, semplicistico di etichettare la Globalizzazione come fenomeno
essenzialmente negativo soprattutto, poi, in forza di posizioni che traggono
vantaggio dalla globalizzazione stessa. E' facile, molto facile, per questi
soloni, siano essi giornalisti, artisti e politici manifestare il proprio
dissenso verso tale fenomeno, quando essi stessi per primi ci lucrano alla
grande. A me personalmente ci� appare come uno "sputare nel piatto dal quale
si mangia".
Tornando comunque al “contributo” di Lentati su Funboard sono
rimasto allibito ... Insomma, da tale articolo sembra trasparire che il
benessere del mondo occidentale � conseguenza diretta del malessere
mantenuto ad arte nei paesi del terzo mondo dall'Occidente e soprattutto
– devo evincere - dal "grande Satana" statunitense. Insomma, noi
viviamo alle spalle dei paesi sottosviluppati a causa di accordi sottobanco
fra multinazionali e governi locali acquiescenti con questo status quo.
Governi locali "fantoccio", che secondo questa elegante teoria sarebbero
sponsorizzati dall'occidente e dalle multinazionali. Quale mirabile
ragionamento, sembrerebbe quasi funzionare ... senonch� il buon Lentati
scrive ad un certo punto che fra le varie attrezzature windsurfistiche
alcune – molte! - sono prodotte in ... Cina che se non ricordo male �
un paese ad economia pianificata, cio�, a regime comunista.
Wow, gli Stati Uniti D'America e le multinazionali sosterrebbero quindi un
paese comunista! Niente male come teoria. Ma il Sig. Lentati ha studiato
economia? Ma lo sa che la vera panacea di quel sistema che a quanto pare
detesta o quantomeno critica non � lo “sfruttamento”, che � una
stronzata inventata dall’uomo che ha causato pi� povert�, pi� morti,
pi� malcontento e pi� catastrofi di un milione di Hitler messi insieme,
cio�, Carlo Marx con la sua bella utopia comunista? No, il massimo per il
capitalismo – anche un bambino lo capirebbe - � l’APERTURA DEI
MERCATI non il mantenerli asfittici al solo scopo di andare a produrre in
quei luoghi. Il Sig. Lentati dovrebbe riflettere sul fatto che le condizioni
disumane dei lavoratori che operano anche (ma non solo) per le
multinazionali in quei paesi � un problema strettamente locale, non imposto
dai paesi occidentali che anzi elargiscono miliardi di dollari di prestiti a
vario titolo solo per vederli impiegati male o intascati dai burocrati
locali, vedi Russia, paese che pagher� per diecine di anni ancora
l’arretratezza causata dal comunismo. Molti di quei paesi, poi,
pensano a scannarsi a vicenda – e potrei citare Eritrea ed Etiopia
– o a pianificare la soluzione finale – India e Pakistan hanno
ormai approntato arsenali nucleari – di fatto distogliendo risorse
preziose dalla creazione di infrastrutture all’ambito militare e
queste situazioni NON sono imposte da noi occidentali, ovviamente. Potrei
continuare all’infinito citando esempi di questo tipo ma quello che mi
preme sottolineare � che in questi paesi poveri le multinazionali non
sottraggono ricchezza ma la portano ed anche in questo caso un bambino lo
capirebbe senza problemi. I vari Agnoletto, Casarini, Bertinotti e compagni,
quindi, dovrebbero non gi� manifestare – si fa per dire, visto il modo
con cui ci� viene fatto ... - contro la Globalizzazione ma contro i governi
dei paesi sottosviluppati, alcuni dei quali post-comunisti, che non riescono
a creare una classe dirigente degna di tal nome, un sindacato capace di
difendere gli interessi dei lavoratori ed in assoluto un sistema che possa
creare i presupposti per lo sviluppo economico. Se il bel ragionamento
dipinto da questi rari geni avesse una parvenza di realt� non si capirebbe
come le multinazionali in quanto tali producano anche e soprattutto in paesi
sviluppati. Non mi sembra, tanto per non andare troppo lontano, che gli
stipendi pagati qui in Italia da IBM, Microsoft e Procter & Gamble, tanto
per citarne alcune, siano da fame. No, la realt� � che questi signori, anzi
compagni, sono orfani del fratellone sovietico che tanta ricchezza ed
opulenza (sic!) ha creato nel corso degli anni ma che guarda caso � crollato
come un castello di carte, esattemente come l’utopia antistorica che
essi ed i loro servi si ostinano a difendere. Nessuno, anche durante il
"mitico" 68 si lagnava in quei tempi bui quando milioni e milioni di persone
vedevano schiacciati da regimi liberticidi i pi� elementari diritti umani,
vedendosi affamati, spiati, torturati ed uccisi se oppositori. No, quelli
erano paradisi del proletariato, isole (che non c'erano) dove tutti erano
felici e contenti. Cos� contenti da rischiare la propria vita per cercare di
fuggire da tali tirannie. No, la storia non ha insegnato nulla! Ecco che
quindi oggi la globalizzazione in quanto espressione del “meno
peggiore dei sistemi politici inventati dall’uomo”, cio� il
capitalismo, diventa una mera scusa con cui attaccarlo, fomentando disordini
e proteste in vista di una – Dio ce ne scampi, altro che
Globalizzazione – restaurazione o meglio rifondazione (vero
Bertinotti?) del comunismo. Basterebbe vedere le bandiere sventolate dalle
tute bianco-nere (mi perdonino gli juventini) che a questo punto sarebbe
bene considerare rosse. Molte persone, e questo lo dico a beneficio del
Lentati, sono stufe di ascoltare e leggere analisi storiche a senso unico,
di vedere i cosiddetti proletari con i miliardi alla Moretti, Benigni,Grillo
... Manu Chao ecc. – si scrive cos�? – che lucrano dalla e
prosperano sulla cosiddetta Globalizzazione per poi ergersi a paladini degli
“sfruttati” e dei deboli. Per ritornare al calcio – e lo
dico da tifoso romanista – � come il buon Damiano Tommasi, che fa il
filantropo per poi incazzarsi per il mancato pagamento di un premio partita
ed � storia recente. E per ritornare al giornalismo � come il direttore di
una rivista sul windsurf che scopre improvvisamente che vele, kite e tavole
sono prodotte in paesi sottosviluppati – orrore! -, salvo poi
intascare i proventi pubblicitari elargiti(gli) dagli “sfruttatori del
proletariato”, nella fattispecie Neil Pryde, North Sails, Mistral,
Roberto Ricci, Naish ecc.! Per quanto mi riguarda il Sig. Lentati pu� andare
a vendere i numeri della sua rivista (che non acquister� pi�) ... a Cuba.
Sono convinto che molti mi attaccheranno per questo sfogo, ma non mi
interessa! Bene o male viviamo in un paese in cui si pu� ancora esprimere
liberamente il proprio pensiero ... Questa mail � sicuramente off topic e mi
scuso con tutti, ma lo era evidentemente anche l’articolo in questione
pubblicato su una rivista di windsurf, non politica!
Ciao,
ICHABOD
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