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[EMAIL PROTECTED] ha scritto:

zac
> infatti PRC e qualche pezzetto di sinistra DS probabilmente riusciranno
> a fare una sorta di federazione (dove arriveranno i transfughi di Verdi
> e soprattutto i cossuttiani del PdCI). Ma riscoprire il socialismo
> europeo (che poi europeo non vuole dire nulla: Blair, D'Alema, Zapatero,
> Jospin, Segoyene, Schroeder, gli scandinavi...) è un po' tardi e non
> risolutivo.
> 
> Il problema IMHO è la forma partito e la demolizione della
> partitocrazia. Cosa che con una federazione (di centro o di sinistra)
> non si riesce a fare.

ritorno su questi 2 paragrafi perche' ero di fretta e non vorrei essere
stato troppo tranchant.

Al momento l'unico esempio di partito della "sinistra-sinistra" (ma un
nome dovremo pur trovarglierlo) e' quello realizzato da LaFontaine in
Germania (LINKE). In pratica LaFontaine, da presidente dell'SPD fonda un
partitino ci va alle amministrative prende 4 consiglieri e poi lancia il
LINKE alle politiche insieme al PDS (ex comunisti della DDR). Operazione
simile a quella fatta da Berlusconi con ex-fascisti e leghisti se vogliamo.

Alle scorse europee avrei ben visto un cartello analogo in Italia tra
comunisti (PdCI e PRC) e Verdi che avrebbe potuto ambire ad un risultato
notevole (intorno al 10%). Prevalse il proporzionalismo.

Oggi pensare di rifare a tavolino la Germania è poco credibile. Da un
lato è ovvio che PRC ha intrapreso la strada della Sinistra Europea
(dove stanno quasi tutti i partiti comunisti d'europa), dall'altro si e'
liberata dei trotzkisti di Ferrando, pero' finora di socialismo nelle
loro parole non ne ho proprio visto (se non chiamare socialismo un
"comunismo borghese").

I Verdi non possono rinunciare alla loro identita' (soprattutto quando
sono al loro massimo storico), PdCI esiste per garantire poltrone e non
credo che rinunciera' alla propria identita'. Quello che c'e' da
riaggregare sono i fuoriusciti dal PdCI (cossuttiani) ed i probabili
fuoriusciti dei DS (mussiani e salviani) che saranno meno di quanto si
pensa. Difficile pensare che questo dara' luogo ad un nuovo partito o ad
un partito nuovo (rinnovato).

Elettoralmente poi penso che non saranno cosi' folli da presentarsi
separati, ma non vedo processi di fusione alle porte anche perche':

1) al momento sono disucussioni sui giornali da parte dei leader, gli
organi dei partiti non si sono espressi
2) socialismo e comunismo non posso coesistere tutti insieme
3) PRC sta nella Sinistra Europea, sinistra DS e PdCI nel PSE, i Verdi
negli Eurogreen
4) se è difficile ridurre da 2 a 1 le cariche in un partito, figuriamoci
da 3 a 1

Volenti o nolenti il partito democratico e' l'unica proposta sulla carta
che possa modificare il quadro. E' d'altronde ovvio che ha senso entrare
nel partito democratico per iniziare da subito una battaglia "di
sinistra". Lo schema e' creare un polo composto da 1 solo partito che
automaticamente cessera' di essere organizzato come il vecchio PC o la
DC, ma diventera' una struttura "leggera" con ridotti spazi di ingerenza
sugli eletti, vera espressione della democrazia.

Ciao
Stefano

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