[n] come pubblicare
http://newbrainframes.org/project/lineeditoriali.php

Caro Stefano, 

condivido la tua analisi sulla nascita del partito democratico, cioè, se ho
inteso bene, come un partito all'interno del quale si cristallizzeranno
definitivamente alcuni interessi, legittimi, ma in alcuni casi in completa
antitesi con ciò che dovrebbe essere un movimento progressista. 
Non condivido però le conclusioni, e cioè che debba rivincere la destra. A
mio parere è più corretto organizzarsi in aree e correnti di sinistra, che
con contenuti autonomi e innovativi possano influenzare politicamente ed
economicamente il futuro partito falsoprogressista che si sta andando a
costituire. 

Francesco 

> -----Messaggio originale-----
> Da: [EMAIL PROTECTED] [mailto:newbrainframes-
> [EMAIL PROTECTED] Per conto di [EMAIL PROTECTED]
> Inviato: venerdì 13 ottobre 2006 11.09
> A: [EMAIL PROTECTED]
> Cc: [email protected]
> Oggetto: [n] Riflessione sul riformismo del partito democratico
> 
> [n] come pubblicare
> http://newbrainframes.org/project/lineeditoriali.php
> 
> Butto giu' una piccola riflessione mattutina.
> 
> Alla luce della mia esperienza lavorativa in Atac sia nel periodo
> rutelliano che in quello veltroniano mi sono convinto che la cultura
> espressa da questa maggioranza sia per forza radicata in alcuni
> interessi ed in alcuni settori. Sicuramente la macchina burocratica
> comunale, ma anche il complesso reticolo di aziende (ex)municipali, i
> fornitori privati, gli stakeholders insomma.
> 
> I due partiti che daranno luogo al partito democratico, ma io direi
> anche l'area culturale che spinge per la sua realizzazione, sono
> fortemente legati a questi attori per interessi, convenienza, progetti
> etc etc.
> 
> La mia sensazione, a Roma come altrove, è che il Partito Democratico
> cementerà queste relazioni e, dando stabilità al quadro politico,
> creerà anche un blocco di interessi che condizionerà necessariamente
> il riformismo che questo partito sara' in grado di esprimere al di la'
> delle discussioni culturali (che nei fatti sono orientate da varie
> fondazioni e riviste finanziate, guarda un po', proprio dagli
> stakeholders di cui sopra).
> 
> Insomma, per farla breve, credo che il partito democratico in se' non
> possa non esprimere gli interessi di questi soggetti. Potrà essere un
> partito riformista e progressista, ma difficilmente un partito
> innovatore (nel senso di portatore di novità rispetto allo status quo
> economico, sociale e culturale) se non in senso punitivo nei confronti
> dei settori "nemici".
> 
> Allo stesso modo mi convinco sempre più che a Roma servirebbe una
> vittoria della destra per sbloccare un quadro che si sta
> sclerotizzando trasformando i legittimi interessi e le normali
> convergenze in clientelismi di "caffiana" memoria.
> 
> L'unica alternativa che mi viene in mente, ma non credo possibile, è
> che venga rigettata la forma partito facendo esplodere l'organicità di
> queste relazioni ed interessi. Si tratterebbe però di un colpo di
> stato che ribalterebbe la partitocrazia, cosa che ripeto non mi pare
> possibile chiedere ad un nuovo partito.
> 
> Ciao
> Stefano
> 
> --
> newBrainframes
> http://newbrainframes.org
> 
> _______________________
> [n] archivi dei messaggi
> https://www3.autistici.org/pipermail/newbrainframes/
> [n] modifica le tue impostazioni
> https://www5.autistici.org/mailman/listinfo/newbrainframes



_______________________
[n] archivi dei messaggi
https://www3.autistici.org/pipermail/newbrainframes/
[n] modifica le tue impostazioni
https://www5.autistici.org/mailman/listinfo/newbrainframes

Reply via email to