quello che io trovo scandaloso e' che a lascuolacontinua.it e' stato chiesto di assicurare
per iscritto che non ci sarebbe stato tratamento dei dati personali salvo quelli
essenziali per l'erogazione dei servizi, che non sarebbe stato nulla usato a fini di
marketing, che i servizi sarebbero stati sempre gratuiti
e i partner lo hanno fatto, in particolare weschool che e' 100% nazionale e, fino a quel
momento, leader nei licei.
ci e' voluto un mese e mezzo ad essere elencati sul sito del ministero
ad altre multinazionali Usa non e' stato chiesto nulla di cio'; sono stati promossi e
google ha sopravanzato weschool nei licei.
NB, fino a quel momento, G per promuovere i suoi servizi faceva pubblicita' su Weschool,
non viceversa...
On 17/11/21 09:41, Damiano Verzulli wrote:
Il 17/11/21 00:57, Giacomo Tesio ha scritto:
Sono allibito.
https://web.archive.org/web/20211116234929/https://twitter.com/GoogleForEdu/status/1362427377666707456
È un tweet del 18/02/2021 e tenendo conto dei tempi richiesti per la preparazione, direi
che è significativamente antecedente.
In questo contesto _NON_ mi sento di "criminalizzare" chi è stato costretto a prendere
delle decisioni _IN_FRETTA_
Ad alcuni potrebbe non piacere.... ma va tenuto conto che la realtà è piu' complessa di
quello che sembra. Come rispondere alla domanda, che arriva _oggi_, e che dice: "Ok! Da
domani dobbiamo switchare da `didattica in presenza` a `didattica a distanza`. Come si fa?"
E come fare a rifiutare le proposte di Google e Microsoft che, _IN_QUEL_MOMENTO_,
offrivano una soluzione pronta ed a costo estremamente contenuto (forse addirittura gratis).
Qualunque altra scelta --ad esempio basata su piattaforme open-- avrebbe portato altre
domande, del tipo: "Chi mi allestisce quelle soluzioni? Avro' le competenze per farle
gestire? L'hardware che c'e' a disposizione sara' sufficiente? Quanto tempo impieghero' a
rilasciare la soluzione? E se non funzionera' qualcosa.... a quali responsabilita' andro'
incontro?"
In sintesi: non trovo scandaloso quello che è successo, nelle scuole e negli Atenei, allo
scoccare del lockdown. È scandaloso quello che è successo _DURANTE_ (ossia che nessuno
abbia lavorato ad una alternativa, considerando le soluzioni "proprietarie" unicamente
come uno strumento 'emergenziale') e, ancora di piu', quello che succede _ATTUALMENTE_
(ossia quando sono chiari i problemi giuridici, economici e sociali legati a queste scelte
e, nonostante questo, né il legislatore né la classe dirigente 'interviene' adeguatamente.
Anzi: si accelera sull'adozione di questi [ora, costosi] servizi).
A tal proposito, dalle parole del Ministro riprese dal video [vedi sotto], trovo
interessante il riferimento a questa "Task Force per le emergenze educative del Ministero
dell'Istruzione" e.... mi piacerebbe capire di piu': qualcuno ha dettagli?
================================
"...Quando è scoppiata la pandemia la scuola non era pronta ad affrontare un periodo cosi'
complesso. Abbiamo immediatamante messo su la task force per le emergenze educative del
Ministero dell'Istruzione e ci siamo attivati per fare una call pubblica. Alcune
piattaforme hanno risposto e da li insieme anche alle Compagnie telefoniche ci siamo
inventati da zero la didattica a distanza..."
"...in un momento pandemico di grande crisi, si e' fatto squadra. E quindi compagnie
telefoniche e piattaforme ci hanno aiutato per dare una risposta al mondo della scuola e
devo dire che è stata molto molto apprezzata..."
"...tutte le famiglie, gli insegnanti, gli studenti sanno che cos'e' la Didattica Digitale
Integrata. Penso si siano fatti dei grossi passi avanti. Quindi la scuola italiana post
coronavirus sarà una scuola arricchita. La didattica digitale in classe si potra' fare, si
dovra' parlare la lingua del ventunesimo secolo che è quella che ormai i nostri studenti e
le nostre studentesse ci chiedono..."
=======================
Bye,
DV
[1] https://peertube.devol.it/w/3xNUB1U1g3WeXW9Gt8Geot
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Damiano Verzulli
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possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
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"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
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