On Fri, 1 Apr 2022 17:03:25 +0200 Vincenzo Mario Bruno Giorgino wrote:

> Il Ven 1 Apr 2022, 10:46 Marco Giustini ha scritto:
> > In città europee avanzate nella consapevolezza del citizens' data
> > management come Barcellona e Amsterdam, si è profilata una terza
> > via.
>
> Sarebbe utile avere una definizione chiara delle tre vie indicate. 

In estrema sintesi potremmo dire che le 3 vie sono:

- USA: i dati alle aziende ed ai governi cui ne concedono l'utilizzo

- China: i dati al governo ed alle aziende cui ne condedono l'utilizzo

- hacker: i dati SOLO alle persone che li creano (contenuti, software) o
  emettono (dati personali) che possono decidere di concedere
  puntualmente l'uso di alcuni di essi a terze parti.

La terza via è quella più stretta e difficile, perché richiede anzitutto
un'approfondita educazione informatica di massa da cui siamo
lontanissimi.

Senza, i cittadini non sanno interpretare i dati che emettono o
selezionare quali condividere, con chi e per quali finalità.


Le altre due sono più facili... e ci portano dritti dritti alla distopia
peggiore della storia. ALLA distopia, perché alla fine, chiunque vinca
il controllo di questi strumenti, imporrà lo stesso regime oppressivo e
totalitario senza vie di fuga. Che strumentalizzi la libertà o la
comunionione, chi persegue il potere vuole sempre le stesse cose.


Quella di Barcellona ed Amsterdam è una sperimentazione che si colloca a
cavallo di queste tre vie: i dati vengono raccolti in forma anonima (ma
per chi vi ha accesso è SEMPRE possibile de-anonimizzarli, volendo
veramente farlo) e la loro elaborazione è trasparente (software libero,
etc...) ma NON è eseguita in prima persona dai cittadini, bensi dal
governo della città e dai suoi partner privati.

Insomma questa "consapevolezza del citizens' data management" sarà pure
consapevolezza del management sul valore dei dati dei cittadini, ma NON
è consapevolezza dei cittadini su come gestire i propri dati!


Naturalmente è un bene che si provino strade nuove.
E ben vengano iniziative che rendono evidente la questione.

Ma finché accettiamo l'assunto che in fondo il popolo vuole rimanere
ignorante, non potremo mai avere democrazie compiute.

Per questo temo che, nel lungo periodo, anche questa sperimentazione
potrà essere strumentalizzata per giustificare l'adozione su più vasta
scala della prima o della seconda via.


Giacomo
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