Esatto: la soluzione deve essere istituzional-politica.
Scaricare tutto sui singoli, ovvero, pretendere comportamenti più o meno
eroici da parte dei singoli invocando principi, anche sacrosanti, non
solo non è, a mio avviso, moralmente difendibile, ma non funzionerà _mai_.
jc
On 27/01/23 13:39, Antonio Vetro' wrote:
Condivido di aver fatto una cosa molto simile, da genitore, per uno
dei miei figli alla scuola materna (!!).
Nonostante tanta perseveranza e telefonate con il preside, non ha
portato risultati, e siamo stati anche oggetto di discriminazioni in
alcune circostanze
(es. l’anno scorso non abbiamo potuto svolgere i colloqui con gli
insegnanti, perché fruibili solo attraverso l’account google
dell’alunno, nemmeno per telefono!).
Non abbiamo ceduto e non lo faremo perché finché è la materna i danni
al bimbo sono davvero limitati.
Tuttavia, non mi sentirei di consigliare questa strada ad altri
genitori, soprattutto se meno addentro la questione,
che deve -a mio avviso- essere affrontata a livello politico, invece
di essere scaricata a livello individuale,
come tante altre cose (es. questione ambientale, ecc).
Un caro saluto,
Antonio
Il giorno 27 gen 2023, alle ore 13:28, graffio via nexa
<[email protected]> ha scritto:
Ciao,
approfitto per riportare la mia esperienza di genitore di una
studentessa di un primo liceo scientifico di Roma.
Senza chiedere nessun consenso, un giorno mi è arrivata la seguente mail:
"Gentile Genitore.
le comunico che è stato creato l'account alla posta del Liceo Cavour
e ai servizi Gsuite per suo figlio/a.
Il nome utente è: nome.cognome.stud@
<mailto:[email protected]>liceopincopallino
<mailto:[email protected]>.edu.it
<mailto:[email protected]>
la password è così composta: sezioneliceopincopallinonumeroordineregistro
esempio [email protected]
<mailto:[email protected]>
1Aliceopincopallino3
La password dovrà essere modificata al primo accesso.
Cordiali saluti"
Ho risposto chiedendo gentilmente di verificare se la piattaforma
utilizzata fosse a norma con le direttive europee in materia di
privacy, corredando la mail con una serie di riferimenti al GDPR,
alla Schrems II, al rapporto sulle violazioni della privacy di Human
Right Watch, etc.
In risposta alla mia mi è stata inviata l'informativa sulla privacy
di Google, che, secondo la responsabile, avrebbe potuto fugare i miei
dubbi. Nella stessa mail però, ed è questa la cosa importante, c'era
scritto anche:
"In ogni caso, se Lei ritenesse rischioso per sua figlia l'utilizzo
di questa piattaforma, può benissimo non dare il Suo consenso. I
docenti organizzeranno il proprio lavoro anche tenendo conto della
Sua scelta."
A seguito di questo scambio la responsabile ha scritto alla
coordinatrice di classe, con me in copia:
"ti informo che il genitore della studentessa XXXXXXXX non ha
acconsentito all'utilizzo della Gsuite per la propria figlia.
Ti chiedo la cortesia di informare i colleghi del Consiglio di Classe.
Se su Classroom dovessero essere assegnate attività o inseriti
documenti, vi chiedo la cortesia di farli avere all'alunna per le vie
brevi, ad esempio utilizzando delle fotocopie.
Tenete anche conto che la studentessa non è in possesso della mail
istituzionale."
Vi sembra una strada da proporre anche ad altrie che potrebbe
smuovere le acque?
buon tutto
--
Maurizio "Graffio"
Pillole di informazione digitale -https://pillole.graffio.org
"C.I.R.C.E. -https://circex.org"
AvANa -https://avana.forteprenestino.net/
Lynx -https://www.lynxlab.com
_______________________________________________
nexa mailing list
[email protected]
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________
nexa mailing list
[email protected]
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________
nexa mailing list
[email protected]
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa