Concordo. Giovedì mi trovavo al Garante della Privacy per un seminario su La Guerra dei Cookie. Alla fine il vicedirettore mi ha chiesto che suggerimenti potevo dare a loro su normative per difendere i cittadini.
Ho risposto che nessuna misura potrà essere efficace se si mette il singolo contro la grande azienda: il confronto è troppo squilibrato tra chi detiene enormi poteri, tecnologici e finanziari. Nella presentazione avevo usato la metafora del gigante contro un insetto. Quindi il mio suggerimento è stato che le difese devono avvenire a livello collettivo, non individuale, che il valore dei dati sta nella collezione, non nel dato singolo. Pertanto la protezione deve avvenire sul bene comune, che è la raccolta complessiva dei dati. Pertanto la loro difesa andrebbe affidata a una cooperativa di utenti, come quelle che gestiscono i Beni Comuni, secondo le indicazioni della premio Nobel Elinor Ostrom. Nella fattispecie andrebbero create delle cooperative di dati, che io chiamo Digital Utopia, a cui i cittadini aderiscono e affidano i propri dati e la gestiine, anche economica, di ciò che essi fanno in rete. Queste organizzazioni dovrebbero negoziare con le aziende i termini e l’uso di tali beni comuni, anche remunerandoli eventualmente. Tali remunerazioni, insieme con le donazioni da parte degli associati, consentirebbero loro di mantenersi, offrire servizi agli associati e svolgere studi e ricerche per migliorare e aumentare il valore dei beni comuni. In particolare, per la gestione dei cookie, invece di dovermi sobbarcare singolarmente di scegliere e leggere ogni due minuti le condizioni di accettazione, un utente potrebbe aderire una volta per tutte a una cooperativa di cui si fida, a cui delegare la scelta di come utilizzare i cookie. Un team di esperti della cooperativa si occuperebbe di decidere quali sia la migliore politica da adottare a seconda dei casi. Nello specifico della posta, ricercatori e studenti universitari potrebbero affiliarsi ad un’associazione a cui affidare la gestione della posta elettronica in modalità autonoma dalle aziende private. Questa associazione potrebbe poi negoziare con le università la fornitura del servizio, o pagando, come adesso pagano Exchange e GMAil, o entrando come soci nell’associazione stessa. Va sens dire che un’associaziine del genere esiste già, anche se sottoutilizzata per questi fini. — Beppe > > Date: Fri, 27 Jan 2023 14:13:01 +0100 > From: "J.C. DE MARTIN" <[email protected]> > To: [email protected] > Subject: Re: [nexa] mail studenti UniMi outsourced a Microsoft > Message-ID: <[email protected]> > Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed" > > Esatto: la soluzione deve essere istituzional-politica. > > Scaricare tutto sui singoli, ovvero, pretendere comportamenti più o meno > eroici da parte dei singoli invocando principi, anche sacrosanti, non > solo non è, a mio avviso, moralmente difendibile, ma non funzionerà _mai_. > > jc > > >> On 27/01/23 13:39, Antonio Vetro' wrote: >> Condivido di aver fatto una cosa molto simile, da genitore, per uno >> dei miei figli alla scuola materna (!!). >> >> Nonostante tanta perseveranza e telefonate con il preside, non ha >> portato risultati, e siamo stati anche oggetto di discriminazioni in >> alcune circostanze >> (es. l’anno scorso non abbiamo potuto svolgere i colloqui con gli >> insegnanti, perché fruibili solo attraverso l’account google >> dell’alunno, nemmeno per telefono!). >> >> Non abbiamo ceduto e non lo faremo perché finché è la materna i danni >> al bimbo sono davvero limitati. >> >> Tuttavia, non mi sentirei di consigliare questa strada ad altri >> genitori, soprattutto se meno addentro la questione, >> che deve -a mio avviso- essere affrontata a livello politico, invece >> di essere scaricata a livello individuale, >> come tante altre cose (es. questione ambientale, ecc). >> >> Un caro saluto, >> Antonio >> >> >>> Il giorno 27 gen 2023, alle ore 13:28, graffio via nexa >>> <[email protected]> ha scritto: >>> >>> Ciao, >>> approfitto per riportare la mia esperienza di genitore di una >>> studentessa di un primo liceo scientifico di Roma. >>> >>> Senza chiedere nessun consenso, un giorno mi è arrivata la seguente mail: >>> >>> "Gentile Genitore. >>> le comunico che è stato creato l'account alla posta del Liceo Cavour >>> e ai servizi Gsuite per suo figlio/a. >>> Il nome utente è: nome.cognome.stud@ >>> <mailto:[email protected]>liceopincopallino >>> <mailto:[email protected]>.edu.it >>> <mailto:[email protected]> >>> la password è così composta: sezioneliceopincopallinonumeroordineregistro >>> >>> esempio [email protected] >>> <mailto:[email protected]> >>> 1Aliceopincopallino3 >>> >>> La password dovrà essere modificata al primo accesso. >>> Cordiali saluti" >>> >>> Ho risposto chiedendo gentilmente di verificare se la piattaforma >>> utilizzata fosse a norma con le direttive europee in materia di >>> privacy, corredando la mail con una serie di riferimenti al GDPR, >>> alla Schrems II, al rapporto sulle violazioni della privacy di Human >>> Right Watch, etc. >>> >>> In risposta alla mia mi è stata inviata l'informativa sulla privacy >>> di Google, che, secondo la responsabile, avrebbe potuto fugare i miei >>> dubbi. Nella stessa mail però, ed è questa la cosa importante, c'era >>> scritto anche: >>> "In ogni caso, se Lei ritenesse rischioso per sua figlia l'utilizzo >>> di questa piattaforma, può benissimo non dare il Suo consenso. I >>> docenti organizzeranno il proprio lavoro anche tenendo conto della >>> Sua scelta." >>> >>> A seguito di questo scambio la responsabile ha scritto alla >>> coordinatrice di classe, con me in copia: >>> "ti informo che il genitore della studentessa XXXXXXXX non ha >>> acconsentito all'utilizzo della Gsuite per la propria figlia. >>> Ti chiedo la cortesia di informare i colleghi del Consiglio di Classe. >>> Se su Classroom dovessero essere assegnate attività o inseriti >>> documenti, vi chiedo la cortesia di farli avere all'alunna per le vie >>> brevi, ad esempio utilizzando delle fotocopie. >>> Tenete anche conto che la studentessa non è in possesso della mail >>> istituzionale." >>> >>> Vi sembra una strada da proporre anche ad altrie che potrebbe >>> smuovere le acque? >>> >>> buon tutto >>> >>> -- >>> Maurizio "Graffio" >>> Pillole di informazione digitale -https://pillole.graffio.org >>> "C.I.R.C.E. -https://circex.org" >>> AvANa -https://avana.forteprenestino.net/ >>> Lynx -https://www.lynxlab.com >>> _______________________________________________ nexa mailing list [email protected] https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
