L’analisi non tiene conto del meccanismo delle aste con cui oggi si pagano le 
inserzioni pubblicitarie:

- si paga solo se l’ad viene cliccato e si paga il posizionamento tramite 
un'asta competitiva con altri inserzionisti, e si paga un cent in più di quanto 
offrono gli altri.

Ossia la competizione è indiretta tra gli inserzionisti per accaparrarsi 
l’audience migliore, non è diretta tra inserzionisti e target potenziali.

L’obiettivo non è quello di minimizzare i costi selezionando i destinatari per 
pagare di meno, ma di massimizzare la platea dei potenziali fruitori.

In altri termini, e₀ è in pratica irrilevante, in quanto tutte le persone per 
cui si paga l’invio del messaggio lo accettano per definizione, e l’unica cosa 
che conta è di raggiungerne quante più possibile.
Se si sbaglia a scegliere il target, non si hanno costi vivi, ma solo spreco di 
tempo.

Su questo intervengono gli intermediari di pubblicità, che forniscono criteri 
per individuare i target, attraverso l’utilizzo di cookie di terze parti o loro 
sostituti quali FloC o PAIR proposti da Google/DoubleClick.
Ad esempio FloC si basa sulla classificazione dei target secondo 350mila 
categorie di interessi..
L’individuazione di queste categorie e l’inserimento di un determinato soggetto 
in una di queste è ciò che viene fatto aggregando i dati degli utenti, in 
particolare della loro esperienza online (traffico, locazione, affiliazione, 
ecc.).
È questo il valore dell’aggregazione a cui mi riferivo: se hai i dati di 
milioni di utenti, possibilmente ben classificati, puoi convincere gli 
inserzionisti a rivolgersi a te per le loro campagne e a guadagnare: chi ci 
guadagna è il venditore di pubblicità, non l’inserzionista.
Per il venditore di pubblicità l’obiettivo è di massimizzare il numero di 
messaggi venduti, non l’efficacia della campagna dell’inserzionista.
Pertanto il suo obiettivo è di mantenere il più a lungo possibile l’attenzione 
dei visitatori, e di qui il ruolo del materiale più controverso o degli 
influencer.
(Che poi le campagna di targeted advertising siano così efficaci è 
probabilmente una leggenda, che propaga chi ha interesse a vendere quel tipo di 
spazi pubblicitari).

Per questo ribadisco che il valore a cui tendono gli intermediari di pubblicità 
(non gli inserzionisti che sono solo loro clienti) è la raccolta di dati di 
milioni di utenti.
Il valore del dato di ciascun singolo è irrilevante rispetto al complesso.

L’idea di affidare i dati degli utenti a delle Cooperative di dati è esposta in 
questo seminario allo Stanford HAI da Divya Siddarth:
        
https://hai.stanford.edu/news/radical-proposal-data-cooperatives-could-give-us-more-power-over-our-data

Oppure in uno store decentralizzato come quello di Solid:
        https://solidproject.org/

A me paiono tutte soluzioni per liberarsi dell’asservimento alle piattaforme 
che si impadroniscono dei dati degli utenti, quindi un modo per affrancarsi da 
loro.

> L'unico modo democratico di gestire i dati personali e minimizzarne la
> diffusione, vietarne la raccolta e limitarne al massimo la ritenzione,
> punendo con il carcere chiunque effettui e/o faciliti la manipolazione
> di una o più altre persone.

Un po’ estremo: vietarne la raccolta bloccherebbe anche servizi cruciali come 
il servizio sanitario.

— Beppe

PS. Ho parlato di tracking cookie in un seminario al Garante della Privacy e 
hanno confermato lo scarso valore dei singoli dati sulla base degli esiti di 
cause, in cui il risarcimento per i casi di abuso dei dati di un singolo è 
stato insignificante.


> On 28 Jan 2023, at 17:40, Giacomo Tesio <[email protected]> wrote:
> 
> Ciao Giuseppe,
> 
> On Sat, 28 Jan 2023 11:51:21 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
> 
>> il valore dei dati sta nella collezione, non nel dato singolo.
> 
> Questa affermazione, seppur formalmente corretta è talmente fuorviante
> da poter diventare estremamente pericolosa da un punto di vista sociale
> e politico.
> 
> 
> Il valore d'uso dei dati personali dipende dall'effetto moltiplicativo
> che questi applicano all'efficacia di un messaggio su chi lo riceve.
> 
> Definiamo l'efficacia di un messaggio come il rapporto fra il numero di
> persone che, dopo averlo ricevuto, attuano il comportamento desiderato
> dal mittente e il costo di trasmissione del messaggio stesso a tutti i
> riceventi.
> 
> Diserzioni a parte, l'ordine di un generale in battaglia ha un efficacia
> che dipende quasi esclusivamente dal costo di trasmissione ai
> sottoposti (che però può essere elevato): tutti coloro che ricevono
> l'ordine DEVONO ubbidire in quanto hanno accettato di essere pedine
> sacrificabili di uno scontro.
> 
> 
> Un messaggio pubblicitario su un quotidiano cartaceo ha un efficacia
> molto inferiore sebbene il costo sia nettamente inferiore, semplicemente
> perché la stragrande maggioranza dei riceventi lo ignora.
> 
> 
> I dati disponibili sui riceventi permettono sempre di aumentare
> l'efficacia di tali messaggi riducendone i costi:
> 
> - selezionando in anticipo solo i destinatari più propensi ad ubbidire
> - selezionando il canale migliore per raggiungerli
> - selezionando il messaggio migliore per convincerli
> 
> 
> Definiamo e₀ il rapporto fra il numero di persone che attuano il
> comportamento desiderato e il costo di inviare un messaggio alla
> totalità della popolazione raggiungibile.
> 
> Per qualsiasi mittente, e₀ è l'efficacia di base che può avere un
> messaggio data la popolazione di destinatari che riesce a raggiungere,
> senza conoscere NULLA di tali destinatari (ovvero conoscendo 0 bit
> sulla popolazione di riferimento)
> 
> 
> Il valore d'uso dei dati personali consiste nel fattore moltiplicativo
> applicabile a tale efficacia di base.
> 
> Ad esempio, se voglio vendere un profumo da donna e conosco il sesso
> degli individui della mia popolazione raggiungibile, posso dimezzare il
> costo necessario al loro raggiungimento e probabilmente selezionare un
> canale più frequentato da donne per veicolare un messaggio promozionale.
> 
> Ne deriva che e₁ ≥ 2¹ × e₀
> 
> Se però so che la metà di quelle donne non può permettersi il prezzo
> del mio profumo, posso ulteriormente dimezzare il costo di inviare 
> il mio messaggio promozionale:
> 
> Dunque e₂ ≥ 2² × e₀
> 
> Se scopro che la metà delle donne che possono permettersi il mio
> profumo l'ha già acquistato pochi giorni fa e ne avrà ancora per mesi,
> posso ulteriormente dimezzare il costo di invio del mio messaggio
> promozionale
> 
> Dunque e₃ ≥ 2³ × e₀
> 
> 
> E così via con una crescita esponenziale: ogni nuovo bit acquisito sulla
> popolazione che posso raggiungere duplica almeno l'efficacia dei
> messaggi che posso inviare ai destinatari.
> 
> 
> Ogni nuovo bit aumenta l'influenza del mittente sulla popolazione di
> riferimento quanto tutti i bit precedentemente raccolti dallo stesso
> mittente messi insieme.
> 
> In altri termini, ogni nuovo bit duplica (almeno) il POTERE di chi lo
> raccoglie.
> 
> 
> Vi sono poi dinamiche ulteriori per cui il fattore moltiplicativo può
> diventare molto maggiore, ad esempio individuando correlazioni dirette
> o inverse fra diversi segmenti di popolazione.
> 
> Questo è noto ed evidente per gli "influencer" professionali.
> 
> Ma ogni singolo individuo può avere influenza su un determinato insieme
> di persone e se io che controllo il loro canale di comunicazione posso
> identificare questa relazione (che può essere anche inversa) mi può
> essere sufficiente influenzare un determinato individuo (o un gruppo)
> per ottenere un comportamento analogo (o inverso) in un gruppo più
> ampio.
> 
> 
> Ora è chiaro che se tu non veicoli messaggi coercitivi e non cerchi di
> indurre le persone che conosci a fare ciò che desideri, e₀ per te è
> trascurabile per ogni messaggio.
> 
> E' trascurabile anche perché il numero di destinatari dei tuoi messaggi
> si riduce a poche decine di persone (nella stragrande maggioranza dei
> messaggi che trasmetti).
> 
> Anche duplicando tale efficacia di base, e₁ rimane trascurabile.
> E se non consideri l'andamento esponenziale appena descritto, ti puoi
> ben immaginare che 10 o 100 bit su di te, producano un efficacia dei
> messaggi che subisci pari a 100 volte e₁ invece che pari a 2¹⁰⁰ × e₀
> 
> Ma da buon informatico sai bene che se 100 volte e₁ può restare
> trascurabile se e₁ è trascurabile, 2¹⁰⁰ × e₀ sarà tutt'altro che
> trascurabile, qualsiasi sia e₀!
> 
> E stiamo parlando di appena 100 bit di entropia.
> 
> 
> Per chi può raggiungere puntualmente milioni o miliardi di persone, 
> e di mestiere fa il manipolatore cognitivo-comportamentale:
> 
> - e₀ è tutt'altro che trascurabile
> - 100 nuovi bit sono ottenibili in una frazione di secondo
> 
> 
> E ogni nuovo bit accresce il Potere coercitivo sulla popolazione di
> questi manipolatori quanto tutti i bit precedentemente raccolti.
> 
> 
> Per questo, parlare di dati personali come bene comune è
> straordinariamente pericoloso.
> 
> E' come parlare della schiavitù come un bene comune!
> 
> 
> Non si può pagare per usare i dati personali, anzitutto perché la copia
> dei dati non lascia tracce, e poi perché sarebbe come pagare a schiavi
> il rancio: se non è giusta la schiavitù, non può esserlo neanche l'uso
> dei dati personali di una persona per manipolarla.
> 
> 
> L'unico modo democratico di gestire i dati personali e minimizzarne la
> diffusione, vietarne la raccolta e limitarne al massimo la ritenzione,
> punendo con il carcere chiunque effettui e/o faciliti la manipolazione
> di una o più altre persone.
> 
> 
> Giacomo
> 
> PS: spero di essere stato chiaro, ma se ti va di approfondire cosa
> intendo o magari di correggermi laddove riscontrassi errori nel mio
> ragionamento, ti suggerisco questo video in cui spiegavo questi
> concetti in maniera più estesa:
> https://es.sonicurlprotection-fra.com/click?PV=2&MSGID=202301281640191026430&URLID=1&ESV=10.0.19.7431&IV=993E51AC9238B33616F8700C5DC0F946&TT=1674924020657&ESN=eyPQnHpRkrYE7PK1UVNr8cT4%2F4azBoJ0Z7KPUmMoZFU%3D&KV=1536961729280&B64_ENCODED_URL=aHR0cDovL3ZpZGVvLmxpbnV4dHJlbnQuaXQvdy9zV0ZjWGo0RHBXUFRrdmRpN2pBNjF1&HK=1210C722242E670A8B6B7F15C18D2EB71176454694B1EF30C702422AB6ABE385

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