Buongiorno Maurizio, avrei un commento con relativa domanda
Maurizio Borghi via nexa <[email protected]> writes: [...] > Condivido in parte i dubbi espressi da Carlo sull’impiego del GDPR per > dirimere questioni che riguardano diritti collettivi più che la tutela di > diritti o interessi individuali. Non penso però che sia completamente fuori > luogo l’utilizzo di questo strumento giuridico, con tutti i suoi limiti, > almeno per ricondurre il discorso sul piano razionale dei diritti della > persona. dato per scontato (ci sono ancora dubbi?) che su internet sono violati /sistematicamente/ i diritti del singolo in materia di dati personali, quale potrebbe essere lo strumento giuridico per tutelare i diritti di intere collettività? Il GDPR no, siamo /quindi/ condannati ad _arrabattarci_ singolarmente, una segnalazione per volta, affinché ci vengano concessi quelli che dovrebbero essere nostri diritti o esiste uno strumento collettivo? [...] > Sarei lieto di essere smentito da un argomento che, per una volta, non > ricorra alla parola “innovazione” (di cui proporrei una moratoria > quinquennale:-). giusto, dovremmo sostituirla con "debugging", intesa ala Thomas Edison 1878 circa [...] saluti, 380° -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
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