>
>
> innanzi tutto grazie per fatto uscire dalla "clandesitnità" il dossier
> «Garantismi o personalismi?» che ha dato inizio a questo thread, così
> ognuno può attingere alla fonte ed evitare i "sentito dire":
>
> https://aliprandi.org/2025/10/24/dossier-garante-privacy-rodota-omissis/


Grazie a te per aver messo qui il link. Non ci avevo pensato. Avevo dato
per scontato che ormai più o meno tutti avessero ricevuto il documento.
Questa versione da me pubblicata ha alcuni passaggi oscurati per evitare
querele e cause di risarcimento danni a mio carico; ma credo che il senso
generale del documento sia chiaro anche così.


> > Alla luce di quanto emerso in questi giorni, vorrei porre a Scorza
> pubblicamente qui un paio di domande
>
> Domande a cui anche a me piacerebbe leggere una risposta, qui.
>

Sono certo che il collega Scorza, nella sua massima trasparenza e nella sua
massima onestà intellettuale, risponderà appena avrà un po' di tempo e di
tranquillità. Sperando che non si sia perso queste email che lo riguardano.
Nel caso, possiamo sempre scrivergli sulla famosa email con il dominio
e-lex.it che a quanto pare utilizza ancora.


> Invece, ho io una domanda per te: alla luce di quanto emerso dopo
> l'inchiesta giornalistica di Report e de Il Fatto Quotidiano (in parte
> nascosto dietro paywall) ma _soprattutto_ alla luce delle seguenti
> considerazioni di Giacomo Tesio che io condivido verbatim:
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> Sai quanti ospedali e quante ASL usano GMail per comunicare dati medici e
> biomedici di pazienti perfettamente identificabili?  Sai quante scuole
> cedono ormai da anni i dati personali di milioni di studenti a società come
> Google, che li usano dichiaratamente anche per "migliorare i propri
> servizi", fra cui la profilazione e la conseguente manipolazione
> commerciale e politica degli stessi?  E vogliamo parlare dei partiti
> politici che subito prima delle elezioni trasferivano a Google (via
> Analytics) ogni visita effettuata da un elettore ai propri siti?
>
> Io posso rispondere a queste domande con un semplice script che analizzi
> il record MX del dominio email o le pagine web.  È difficile credere che al
> GDPD non ci sia un informatico in grado di fare altrettanto. Ne consegue
> logicamente che questi trattamenti dei dati personali (per altro di
> categorie fragili come minori, malati o lavoratori) sono avvenuti ed
> avvengono con l'implicito assenso del GDPD stesso, che sembra molto
> impegnato... ad ignorarli (anche quando vengono segnalati).
>
> Se così non fosse, il GDPD avrebbe comunque potuto multare tutti i
> trasferimenti transatlantici avvenuti per anni in palese violazione del
> GDPR fra Schrems II e il "Privacy Shield 2.0", che tu mi insegni non
> costituire una sanatoria per i trasferimenti illeciti commessi dai titolari
> del trattamento in quegli anni. In questo modo l'Autorità avrebbe
> dimostrato che la protezione dei dati personali è un davvero un diritto
> esigibile e che l'Autorità preposta a proteggerlo serve a qualcosa.
>
> Ma anche solo UNA MAIL del Garante, ai dirigenti di ASL e scuole, sarebbe
> stata sufficiente ad interrompere la maggioranza di quei trattamenti
> illeciti. E lo sarebbe anche adesso.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> ...tu Simone cosa pensi debba essere fatto nei confronti del GPDP?
>
> Non mi offenderei certo se mi invitassi a RTFM, perché magari hai già
> scritto in merito e io me lo sono perso. :-)
>

No no, non ti mando a RTFM... Anzi, è un problema noto che però pochi
vogliono sollevare, quello di una generale inerzia del Garante Privacy nei
confronti di alcune situazioni di palese violazione delle norme sulla data
protection. Quella che avete citato di Gmail è solo una di queste. Ce ne
sono molte.
Il Garante Privacy, in quanto autorità amministrativa indipendente, ha un
certo grado di autonomia nello stabilire le priorità dei temi su cui
concentrarsi e dei fascicoli ritenuti più urgenti.
Ad esempio può scegliere di bloccare ChatGPT nel giro di due giorni ma di
attendere anni per bloccare Phica.net. Perché?! Boh, lo sa Zeus. O ancora
può decidere di fare un provvedimento a favore di Raoul Bova nel giro di 36
ore o un provvedimento a favore di Sangiuliano proprio tre giorni prima
dell'inizio della nuova stagione della trasmissione TV contro cui
Sangiuliano ha fatto reclamo... mentre ci sono cittadini che per un
provvedimento devono attendere a volte due anni... Con la beffa che poi si
trovano in mano con provvedimenti inutili, perché sono facilmente
impugnabili per decorrenza dei termini o perché semplicemente l'azienda
reclamata nel frattempo ha chiuso o si è trasferita all'estero. E con
l'ulteriore beffa che il cittadino comune dovrebbe poter far affidamento
sullo strumento del reclamo ex art. 77 GDPR (gratuito, senza necessità di
assistenza di un avvocato); mentre un Bova e un Sangiuliano possono anche
attivarsi con strumenti diversi, servirsi di grandi studi legali,
utilizzare agenzie private per la tutela della reputazione. No, alla fine
il Garante dà priorità a questi e non ci spiega nemmeno il motivo; se non
il fatto che "visto che sono famosi l'impatto sulla loro privacy può essere
maggiore"... che mi sembra una motivazione insensata. Proprio perché sono
personaggi pubblici, che hanno scelto di fare gli attori o i ministri,
devono accettare un restringimento della loro sfera privata.
Tutte queste cose sono sotto gli occhi di tutti da anni e nessuno (tranne
io e pochi altri) ha mai avuto il coraggio di denunciarle.
Se da un lato il Garante non è un tribunale ordinario (che ha un ruolo
pubblico in cui vengono iscritte la cause), ma appunto un'autorità
amministrativa indipendente con un legittimo livello di autonomia di
stabilire le sue priorità; dall'altro lato non è mai chiaro quali siano i
criteri con cui vengono stabilite queste priorità... Se non appunto
influenze politiche, interessi particolari e simpatie personali, come
appunto mostrato nelle inchieste giornalistiche di questi giorni.

Tu mi chiedi che cosa si può fare?
La prima soluzione è ovviamente quella che in questi giorni è diventata
chiara a tutti: cioè chiedere con forza le dimissioni del collegio e dei
massimi dirigenti, perché sono stati la rovina di questa autorità. Primo
tra tutti il nostro amico compagno di lista che ha preso quella autorità
come un luogo di promozione delle proprie iniziative personali e
soprattutto delle attività di suoi amici, colleghi, parenti.
La seconda soluzione è quella di segnalare la cosa nelle sedi opportune. E
qui le sedi opportune sono il Comitato europeo per la Protezione dei Dati
(EDPB) e soprattutto la Corte di Giustizia UE. Esistono infatti già alcune
sentenze che hanno sanzionato altre autorità europee per la loro
ingiustificata inerzia di fronte a palesi violazioni del GDPR o per
archiviazioni di procedimenti troppo sbrigative e non sufficientemente
motivate. So già di alcuni colleghi avvocati che si stanno attivando. Da
parte mia sto agendo presso ANAC e presso Corte dei Conti (come avete già
avuto modo di segnalare), ma nei prossimi giorni annuncerò altre azioni
simili ancora più incisive.

E ancora: ora che c'è "Privacy Shield 2.0" ha ancora senso il GDPR, serve a
> "proteggerci" dai Russi e dai Cinesi?!? (ma possiamo stare tranquilli, a
> brevissimo TikTok sarà statunitense!)
>

Su questo mi astengo.


> Aggiungo solo questo: _anche_ questo episodio dimostra, se ce ne fosse
> ancora bisogno, che questo tipo di norme sono troppo facilmente utilizzate
> come _clava_ per mettere a tacere chi fa domande o diffonde notizie scomode
> (tipo la multa a Report di 150k €) e per rendere difficile la vita a chi
> non ha santi in paradiso.
>

Sì, sono in parte d'accordo. Anche se secondo me qui il problema è
malcostume italiano che porta chi assume cariche di quel tipo a non
sentirsi un servitore della res publica ma una persona di potere. Come ha
scritto il famoso Rodotà Dall'Aldilà, l'autorità è stata trasformata da
luogo di tutela di un diritto della persona (delicato come quello alla
riservatezza) a centro di potere e poltronificio per burocrati e politici.
Esempio lampante di questa deriva: di fronte all'inchiesta di Report, la
prima preoccupazione dei nostri eroi non è stata quella di fare una seria
riflessione sul proprio operato e sul perché tra i dipendenti dell'autorità
ci sia un malcontento tale da portarli a riferire cose ai giornalisti. No;
la loro prima preoccupazione è stata "squinzagliate i cani e trovatemi la
talpa che ha osato infangare la nostra reputazione!". Con il risultato che
hanno peggiorato le cose, si sono infilati in un vicolo cieco, si sono
fatti degli autogol pazzeschi; e ora difficilmente potranno uscirne se non
con le dimissioni.


> > Perché - inutile far finta di nulla - è tutto di una gravità enorme e
> difficilmente si potrà far finta di nulla a livello istituzionale;
>
> Beh certo che /qualcosa/ faranno, tipo "Il Gattopardo".
>

Quando hai scritto questa tua email non era ancora emerso l'ultimo colpo di
scena; cioè il fatto che il segretario generale volesse violare la privacy
dei dipendenti in modo massivo, con il beneplacito (o forse dietro
indicazione) del collegio. Questo potrebbe essere davvero il punto di non
ritorno. Attendo la puntata di Report di domani sera e poi vediamo se
lunedì mattina hanno ancora la faccia di presentarsi al telegiornale
dicendo "andiamo avanti, è stato tutto un complotto dei giornalisti".

> anzi, c'è pure il rischio che adesso la macchia d'olio si estenda anche
> ad altri soggetti e altre autorità.
>
> Ma magari, magari!!!  Lottizzate pesantemente pure quelle.
>

Eh sì, vedremo.


> Comunque, chi pensa di voler "addebitare" all'ultimo governo e relativo
> parlamento i problemi derivanti sia dai conflitti di interesse che dalla
> lottizzazione (partitocrazia) delle istituzioni tutte credo pecchi di
> sfacciata ipocrisia.
>

Concordo, questo l'ho sempre trovato assurdo fin dall'inizio. Ho fatto
anche dei video esplicativi in cui spiegavo che questi non sono stati messi
lì da questo governo e in generale non rispondono al governo proprio in
virtù della loro indipendenza. Motivo per cui non si può nemmeno utilizzare
lo strumento dell'interrogazione parlamentare; l'interrogazione infatti va
rivolta al ministro competente o alla Presidenza del Consiglio, ma
qui appunto il Governo non ha competenza.


> Un caro saluto, 380°
>

Un caro saluto a te; e grazie per avermi dato modo di approfondire le varie
questioni.

PS:
Ma alla fine non ho capito... Questa famosa talpa hanno capito chi è? E il
famoso autore del dossier Rodotà circolato a luglio l'hanno beccato? E se
l'hanno beccato, gli hanno già dato una medaglia al valore per aver
denunciato con tre mesi di anticipo tutto quello che poi è uscito?

Restiamo in religiosa attesa che il collega Scorza risponda a questi spunti
e a queste provocazioni che civilmente gli stiamo ponendo. Credo che a
breve avrà molto tempo libero e quindi potrà dedicare qualche minuto anche
a questa lista.

Grazie a tutti per l'attenzione. E cari saluti a tutti i membri della lista.
-- 
Simone Aliprandi

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