Perdonami Guido

osservo preliminarmente che le piattaforma generative testuali SONO basate sugli LLM, quindi quello che producono viene dagli LLM. Quando si parla di Intelligenza Artificiale generativa in ambito testuale, che è quello più rilevante quando si parla di intelligenza e comprensione, si parla di LLM. Non intorbidiamo le acque.

Poi, sei tu che hai l'onere di fornire la prova «che le piattaforme generative fanno ben altro che predire stocasticamente il “prossimo token”».

Giacomo Tesio in un altro messaggio oggi ha chiesto

Il 07/05/2026 18:28, Giacomo Tesio via nexa ha scritto:
Ciao Giuseppe,

On Thu, 7 May 2026 14:04:24 +0000 Giuseppe Attardi wrote:

Ci sono numerosi casi di risultati che non sono ottenibili
“riorganizzando informazioni già presenti nei dati”.
Puoi condividere un paio di esempi riproducibili?

Giusto per non limitarsi ad aneddoti commerciali.

Stiamo ancora aspettando la risposta.

Che gli LLM funzionino esattamente come predittori del prossimo token, con una serie di ammenicoli di contorno che non cambiano la loro natura di fondo, è spiegato - tra l'altro - nello studio citato in questo articolo https://www.computerworld.com/article/4059383/openai-admits-ai-hallucinations-are-mathematically-inevitable-not-just-engineering-flaws.html

«/In a landmark study, OpenAI researchers reveal that large language models will always produce plausible but false outputs, even with perfect data, due to fundamental statistical and computational limits./»

Ribadisco quanto ho scritto nella mia prima risposta a Beppe:

/il dibattito di opinioni è libero, ci mancherebbe altro, ma quando andiamo su temi scientifici e tecnologici, e se vogliamo rimanere in un paradigma di conoscenza galileiano, le opinioni dovrebbero essere sostenute da evidenze sperimentali assai vaste e robuste, che mi pare non ci siano in questo momento./

Stefano Quintarelli, in una mail di poco fa, ha fatto un'ulteriore osservazione che chiunque si occupi di dimostrare in modo galileiano la natura di un qualche fenomeno dovrebbe ben tener presente (la riformulo con parole mie): siamo sicuri che non esistono altre cause che spieghino lo stesso risultato?

Quindi, d'ora in avanti, smetterò di replicare ad argomenti che non siano fondati su evidenze sperimentali, vaste, robuste e riproducibili.

Buona notte, Enrico


Il 07/05/2026 22:49, Guido Vetere ha scritto:
Tuttavia, quando vi si fa osservare – dati alla mano – che le piattaforme generative (da non confondere coi language model) fanno ben altro che predire stocasticamente il “prossimo token”, non arrivano repliche. La “verità” sulla quale chiamate a raccolta l’intera comunità scientifica è in effetti una opinione, e anche molto discutibile a quanto pare (ironico, per chi parla di “epistemia”). Se proprio si vuol fare la conta, non sarebbe più onesto fare un sondaggio o un questionario, piuttosto che una petizione? Perché invece di un appello all’autorità accademica (!) su qualcosa di controverso non si fa una onesta discussione di merito? Questo sarebbe anche un posto giusto. La petizione che avete proposto rischia anche di essere regressiva, specularmente all’intervista di Veltroni. Capire bene come stanno le cose è fondamentale per indirizzare la ricerca nella direzione del progresso (vs. del profitto), e se qualcuno che ha fatto l’NLP in Italia (parlo di Beppe, naturalmente) dice che state sbagliando qualcosa, forse sarebbe il caso di parlarne con calma.

G.
Il giorno 7 mag 2026, alle ore 18:40, Enrico Nardelli via nexa <[email protected]> ha scritto:

Dopo di che, il dibattito di opinioni è libero, ci mancherebbe altro, ma quando andiamo su temi scientifici e tecnologici, e se vogliamo rimanere in un paradigma di conoscenza galileiano, le opinioni dovrebbero essere sostenute da evidenze sperimentali assai vaste e robuste, che mi pare non ci siano in questo momento.

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Prof. Enrico Nardelli
Past President di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
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