Complimenti, ha ragione!

-----Messaggio originale-----
Da: Aldo Colamartino [mailto:[email protected]] 
Inviato: venerdì 31 agosto 2012 20:36
A: [email protected]
Oggetto: Re: [utenti] fork

Io non sono così addentro alle questioni come voi, parlo da semplice utente.
L'impressione che ho tratto è che ci fosse una battaglia con colossi del 
software coinvolti (IBM, ORACLE) e, francamente, quanto più posso distanziarmi 
dalle "major" del software, così come dalle major in genere, per me è meglio.
Quello che ho letto sui tiri mancini di IBM mi basta e avanza.
Ho avuto anche l'impressione che Open Office fosse sviluppato in modo meno 
dinamico e fecondo di LibreOffice.
Quindi sono passato a LibreOffice e non ho intenzione di tornare indietro, se 
le cose continuano così non ne vedo il motivo.
Tra l'altro vedo che LibreOffice ha raggiunto un ottima qualità.

Ciao

Aldo


Il 31/08/2012 12:53, Italo Vignoli ha scritto:
> Il 31/08/2012 12:17, Francesca Chiarelli ha scritto:
>> A me pare di capire che si va male a dare una motivazione unica e
>> ufficiale da leggere, per noi comuni utenti. Mi pare di capire che ci
>> sono forti tensioni e punti di vista non condivisi, quindi ciascuno non
>> può che esprimere il proprio, che, come ha evidenziato Italo, potrebbe
>> suscitare vespai, appunto perché Ú un punto di vista, non un fatto
>> oggettivo indiscusso.
> Il fatto oggettivo Ú che TDF ha annunciato il fork il 28 settembre del
> 2010, dichiarando la propria scelta per le licenze (weak) copyleft: LGPL
> e MPL.
>
> In quella occasione, ha anche invitato tutta la comunità - comprese le
> aziende - ad aderire (le dichiarazioni di adesione sono sul sito, e
> parlano da sole).
>
> Dopo aver ribadito a IBM durante una serie di incontri, l'ultimo dei
> quali in teleconferenza il 28 aprile 2011 (per la cronaca, io ero lungo
> l'autostrada Adriatica, e mi sono fermato in un'area di servizio vicino
> a Foggia), che TDF non avrebbe assolutamente aderito a un progetto OOo
> con licenza permissiva Apache License, e che questo avrebbe diviso la
> comunità  (purtroppo, a un anno di distanza, divide solo la comunitÃ
> italiana, perché negli altri Paesi la comunità - con qualche eccezione,
> legata soprattutto a individui a cui abbiamo negato la membership TDF -
> Ú passata a LibreOffice).
>
> Il 1° giugno 2011 Oracle ha annunciato il relicensing di OOo con Apache
> License, e questo Ú stato salutato da IBM con un comunicato stampa e tre
> post nel giro di 20 minuti (IBM normalmente richiede 15 giorni per
> l'approvazione di un comunicato stampa).
>
> Contemporaneamente, gli esponenti di IBM - con Rob Weir in prima fila -
> hanno iniziato una campagna di discredito nei confronti di TDF, che non
> si Ú ancora fermata. Il culmine Ú stato a Berlino al LinuxTag, dove uno
> sviluppatore di IBM Ú salito sul podio per parlar male di LibreOffice e
> TDF, fornendo informazioni assolutamente false sull'entità del progetto
> Apache OO (soprattutto sul numero degli sviluppatori, tra i quali ha
> incluso anche coloro che contribuiscono solo a sito e wiki, e persino i
> bot che rispondono in modo automatico agli email: tutto questo Ú stato
> confermato e criticato pubblicamente da un VP Intel che era presente
> all'evento).
>
>> E come Guido "guarom" contino a restare con AOO, per motivi simili ai
>> suoi, confidando che il mio manualone (http://ooo.fchiarelli.it/) valga
>> grosso modo per entrambi, almeno nell'immediato.
> LibreOffice ha un ciclo di sviluppo molto più rapido, tanto che Ú
> arrivato alla versione 3.6, e ha introdotto molte nuove funzionalitÃ
> (quasi sempre dei miglioramenti incrementali, ma in qualche caso novitÃ
> importanti come nel caso dei filtri sui formati) oltre a svecchiare il
> codice sorgente (questo si vede di meno, ma Ú fondamentale per avere
> versioni online e mobili di LibreOffice).
>
>> Da quanto ho capito, in maggioranza, chi usa ambiente Win (come me)
>> continua con Aoo, chi usa Linux ha optato per LibreOffice. E' così?
> Assolutamente falso. LibreOffice Ú lo standard de facto in ambiente
> Linux, in quanto tutte le distribuzioni hanno optato per LibreOffice
> (perché la pacchettizzazione e il ciclo di rilascio "time based" sono
> ottimizzati per Linux), ma più dell'80% dei download di LibreOffice sono
> in ambiente Windows e quasi tutte le migrazioni avvengono in ambiente
> Windows (Governo Francese, Regione Umbria, Ospedali Danesi, e così via).
>
> Intel distribuisce una versione di LibreOffice per Windows, e collabora
> con TDF all'ottimizzazione della versione per Windows (lo stesso vale
> per AMD, con cui siamo recentemente entrati in contatto).
>
> IBM, ovviamente, ha fatto di tutto per diffondere informazioni scorrette
> su The Document Foundation e LibreOffice. Come ho già detto più volte,
> la mia pinione personale Ú che IBM - o meglio, la divisione software di
> IBM, perché al resto di IBM la cosa non interessa - ha il chiaro
> obiettivo di annientare The Document Foundation, perché non vuole un
> progetto indipendente (ma questa opinione non Ú condivisa dai membri di
> TDF, per cui continua a esistere la segreta speranza che si possa
> verificare una riunificazione intorno alla licenza MPL, da cui l'assenza
> di motivazioni "separatiste" sul sito, sulle quali non sarei peraltro
> d'accordo nemmeno io, in quanto la separazione Ú stata voluta da qualcun
> altro e dovrebbe essere lui a spiegare i motivi di questa scelta).
>



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