Enjoy! - Scrivo in nome e per conto del Vostro associato dott. Carlo Brancati. Mi riferisce il mio assistito che in data 19 giugno 2012 è stato espulso dallAssociazione e dalla piattaforma Liquidfeedback in cui gli associati siedono in assemblea permanente.
Tale provvedimento appare prima facie indubbiamente illegittimo perché contrario allo statuto dellassociazione ed alle disposizioni normative del Codice Civile. Lasciando ulteriori e più specifiche valutazioni alleventuale fase giudiziaria mi limito al momento a segnalare quanto segue: Lart. 6 dello Statuto del Partito Pirata (reperibile sul sito ufficiale www.votopirata.it) prevede espressamente che unici motivi per lesclusione del pirata sono la persistente violazione degli obblighi imposti dallo Statuto, dal Manifesto, dai Regolamenti e dalle deliberazioni del Partito Pirata nonché il danno agli scopi del Partito Pirata. Si prevede inoltre che lassemblea stabilisce con Regolamento le procedure da adottare per decidere sullesclusione del Pirata. In ogni caso il provvedimento deve essere motivato ed ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla sua comunicazione. Entro tale termine lesclusione può essere impugnata dal Pirata avanti allAssemblea. Anche a voler glissare sulla plana circostanza che lassemblea non ha mai regolamentato la procedura di espulsione, leffetto del provvedimento di esclusione è da statuto fissato al 30° giorno successivo alla comunicazione del medesimo. Ne consegue che ad oggi il dott. Carlo Brancati è un associato del Partito Pirata a tutti gli effetti e con diritto di partecipazione e di voto assembleare. Per altro lillegittima espulsione dalla piattaforma impedisce al mio assistito la formale impugnazione del provvedimento di esclusione davanti allassemblea come chiaramente riconosciuto dal sopra citato articolo. Il provvedimento di esclusione appare poi completamente immotivato. Ed invero non è dato sapere quali obblighi avrebbe violato o quali danni avrebbe cagionato (uniche cause di esclusione previste da statuto) il dott. Brancati con la propria condotta. In realtà è agevole dimostrare documentalmente che il vero motivo dellespulsione è manifesto quanto subdolo. In data 16 giugno2012, nellambito dellassemblea permanente degli associati, il dott. Brancati ha presentato domanda di iscrizione per 35 nuovi associati, da lui certificati, che avevano regolarmente compilato la propria scheda di iscrizione e pagato la quota associativa. Ciò che di fatto avrebbe alterato i rapporti di maggioranza in quel momento presente. Sarà forse un caso che il provvedimento di espulsione è stato adottato il 19 giugno 2012 ovvero a soli 3 giorni dalla presentazione delle nuove certificazioni? La paura di perdere il controllo dellassemblea è stato il vero motivo che ha portato allillegittima esclusione del mio assistito che nullaltro ha fatto che rispettare tutte le procedure previste per lammissione di nuovi associati. Non si può prima stabilire delle norme e poi dolersene se qualcuno le applica perché non ne abbiamo calcolato i potenziali effetti. Ed invero, proprio in tema di rispetto di norme loccasione mi pare propizia per segnalare alcune disposizioni statutarie che appaiono in completo conflitto con le disposizioni del Codice Civile. Norme codicistiche che disciplinano il fenomeno associativo ed alle quali tutti gli statuti, ivi compreso quello del Partito Pirata, devono conformarsi. Una per tutte, lassociazione deve avere una sede fisicamente determinata a tutela dei terzi che con essa interagiscono. Sì che certamente essa può identificarsi con la residenza del primo Presidente (Burocrate) ma non ne può certo subire i successivi mutamenti di residenza o di incarico. Tanto è vero questo che nessun riferimento si rinviene sul sito del Partito Pirata su chi sia il burocrate attualmente in carica né su quale sia la sua residenza. Mentre sul sito è invece reperibile il verbale di una assemblea ordinaria del 19 febbraio 2012 nel quale si è votato lammissibilità o meno (per quella assemblea) delle deleghe degli associati. Anche tale modus operandi è del tutto illegittimo posto che le modalità di votazione devono esattamente definite e predeterminate in sede di statuto. Il che pone nel nulla giuridico tutte le assemblee e le votazioni ad oggi adottate. Come del resto sono inevitabilmente nulle tutte le decisioni assunte dopo lillegittima espulsione del mio assistito e la mancata associazione dei 35 nuovi membri certificati dal dott. Brancati. Anche la gestione meramente economica dellassociazione mi risulta alquanto difficile da comprendere. Mi riferisce infatti il mio assistito che il patrimonio associativo è gestito da tale Luciana Dolhascu sul cui conto corrente bancario personale, e non su quello apposito che dovrebbe avere lassociazione intestato a suo nome, fa affluire le quote versate dagli associati. Mi risulta poi che sul sito http://partitopirata.spreadshirt.it/ lassociazione vende a qualunque terzo magliette e gadgets del Partito Pirata. Tale attività si configura come commerciale perché non inquadrabile (proprio perché diretta a favore di generiche terze persone) nellambito delle facilitazioni di cui allart. 5 del d.lgs 460/97 (decreto espressamente richiamato anche nellart. 1 dello statuto). Ciò anche perché non è dato sapere se lo statuto stesso è stato redatto (come richiesto dalla succitata normativa al fine di usufruire di tali agevolazioni), per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. Resta il fatto che lesercizio della suddetta attività commerciale obbliga lassociazione alla tenuta di una specifica contabilità separata al fine precipuo di adempiere ai dovuti obblighi fiscali. Posto che è interesse del mio assistito porre fine alla palese situazione di discriminazione dalla vita associativa dovuta alla sua illegittima espulsione e che il medesimo intende esercitare il suo pieno diritto di accesso alle documentazioni obbligatorie dellassociazione, con la presente il dott. Brancati per mio tramite formalmente DIFFIDA Lassociazione Partito Pirata, in persona del suo Presidente Burocrate pro tempore: - a revocare il provvedimento di espulsione illegittimamente adottato nei confronti del dott. Carlo Brancati; - a dichiarare nulle tutte le votazioni rese dallassemblea permanente successivamente allillegittima espulsione del mio assistito; - a riammettere con decorrenza immediata il dott. Brancati nellassemblea permanente nella stessa composizione così come cristallizzata al giorno 16 giugno 2012; - ad ammettere contestualmente alla riammissione del dott. Brancati i 35 nuovi associati certificati dal medesimo e per i quali è stata integralmente corrisposta la quota associativa; - a fornire al mio assistito, anche per via telematica, i bilanci dellassociazione degli ultimi tre anni e le rispettive delibere assembleari di approvazione degli stessi; - a fornire al mio assistito, anche per via telematica la rendicontazione separata dellattività commerciale svolta attraverso il sito http://partitopirata.spreadshirt.it/; - a fornire al mio assistito, anche per via telematica lelenco nominativo dei membri ad oggi associati al Partito Pirata. Quanto sopra entro giorni 3 dal ricevimento della presente decorsi inutilmente i quali, stante il grave pregiudizio che sta subendo il mio assistito, promuoverò acconcio ricorso durgenza nelle competenti sedi giudiziali. La presente viene inviata a mezzo Posta Elettronica Certificata a valere ad ogni effetto di legge. _______________________________________________ Open mailing list [email protected] http://lists.partito-pirata.it/cgi-bin/mailman/listinfo/open
