I soldi degli iscritti come vengono dichiarati o utilizzati?
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From: "Open: libera aperta anonima senza censura"
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Date: Fri, 13 Jul 2012 10:00:29 
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Subject: [Open #2499] Lettera dell'Avvocato di Carlo Brancati al Burocrate
        del Partito Pirata Italiano

Enjoy!
-

Scrivo in nome e per conto del Vostro associato dott. Carlo Brancati. Mi
riferisce il mio assistito che in data 19 giugno 2012 è stato espulso
dall’Associazione e dalla piattaforma Liquidfeedback in cui gli associati
siedono in assemblea permanente.

Tale provvedimento appare prima facie indubbiamente illegittimo perché
contrario allo statuto dell’associazione ed alle disposizioni normative del
Codice Civile.

Lasciando ulteriori e più specifiche valutazioni all’eventuale fase
giudiziaria mi limito al momento a segnalare quanto segue:

L’art. 6 dello Statuto del Partito Pirata (reperibile sul sito ufficiale
www.votopirata.it) prevede espressamente che unici motivi per l’esclusione
del pirata sono la “persistente violazione degli obblighi imposti dallo
Statuto, dal Manifesto, dai Regolamenti e dalle deliberazioni del Partito
Pirata” nonché il “danno agli scopi del Partito Pirata”.   
Si prevede inoltre che “l’assemblea stabilisce con Regolamento le procedure
da adottare per decidere sull’esclusione del Pirata. In ogni caso il
provvedimento deve essere motivato ed ha effetto dal trentesimo giorno
successivo alla sua comunicazione. Entro tale termine l’esclusione può
essere impugnata dal Pirata avanti all’Assemblea”.

Anche a voler glissare sulla plana circostanza che l’assemblea non ha mai
regolamentato la procedura di espulsione, l’effetto del provvedimento di
esclusione è da statuto fissato al 30° giorno successivo alla comunicazione
del medesimo. Ne consegue che ad oggi il dott. Carlo Brancati è un associato
del Partito Pirata a tutti gli effetti e con diritto di partecipazione e di
voto assembleare. Per altro l’illegittima espulsione dalla piattaforma
impedisce al mio assistito la formale impugnazione del provvedimento di
esclusione davanti all’assemblea come chiaramente riconosciuto dal sopra
citato articolo.

Il provvedimento di esclusione appare poi completamente immotivato. Ed
invero non è dato sapere quali obblighi avrebbe violato o quali danni
avrebbe cagionato (uniche cause di esclusione previste da statuto) il dott.
Brancati con la propria condotta.

In realtà è agevole dimostrare documentalmente che il vero motivo
dell’espulsione è manifesto quanto subdolo. In data 16 giugno2012,
nell’ambito dell’assemblea permanente degli associati, il dott. Brancati ha
presentato domanda di iscrizione per 35 nuovi associati, da lui certificati,
che avevano regolarmente compilato la propria scheda di iscrizione e pagato
la quota associativa. Ciò che di fatto avrebbe alterato i rapporti di
maggioranza in quel momento presente. Sarà forse un caso che il
provvedimento di espulsione è stato adottato il 19 giugno 2012 ovvero a soli
3 giorni dalla presentazione delle nuove certificazioni? La paura di perdere
il controllo dell’assemblea è stato il vero motivo che ha portato
all’illegittima esclusione del mio assistito che null’altro ha fatto che
rispettare tutte le procedure previste per l’ammissione di nuovi associati.
Non si può prima stabilire delle norme e poi dolersene se qualcuno le
applica perché non ne abbiamo calcolato i potenziali effetti.  

Ed invero, proprio in tema di rispetto di norme  l’occasione mi pare
propizia per segnalare alcune disposizioni statutarie che appaiono in
completo conflitto con le disposizioni del Codice Civile. Norme codicistiche
che disciplinano il fenomeno associativo ed alle quali tutti gli statuti,
ivi compreso quello del Partito Pirata, devono conformarsi. Una per tutte,
l’associazione deve avere una sede fisicamente determinata a tutela dei
terzi che con essa interagiscono. Sì che certamente essa può identificarsi
con la residenza del primo Presidente (Burocrate) ma non ne può certo subire
i successivi mutamenti di residenza o di incarico. Tanto è vero questo che
nessun riferimento si rinviene sul sito del Partito Pirata su chi sia il
burocrate attualmente in carica né su quale sia la sua residenza.

Mentre sul sito è invece reperibile il verbale di una assemblea ordinaria
del 19 febbraio 2012 nel quale si è votato l’ammissibilità o meno (per
quella assemblea) delle deleghe degli associati. Anche tale modus operandi è
del tutto illegittimo posto che le modalità di votazione devono esattamente
definite e predeterminate in sede di statuto. Il che pone nel nulla
giuridico tutte le assemblee e le votazioni ad oggi adottate. Come del resto
sono inevitabilmente nulle tutte le decisioni assunte dopo l’illegittima
espulsione del mio assistito e la mancata associazione dei 35 nuovi membri
certificati dal dott. Brancati.

Anche la gestione meramente economica dell’associazione mi risulta alquanto
difficile da comprendere. Mi riferisce infatti il mio assistito che il
patrimonio associativo è gestito da tale Luciana Dolhascu sul cui conto
corrente bancario personale, e non su quello apposito che dovrebbe avere
l’associazione intestato a suo nome, fa affluire le quote versate dagli
associati.

Mi risulta poi che sul sito http://partitopirata.spreadshirt.it/
l’associazione vende a qualunque terzo magliette e gadgets del Partito
Pirata. Tale attività si configura come commerciale perché non inquadrabile
(proprio perché diretta a favore di generiche terze persone) nell’ambito
delle facilitazioni di cui all’art. 5 del d.lgs 460/97 (decreto
espressamente richiamato anche nell’art. 1 dello statuto). Ciò anche perché
non è dato sapere se lo statuto stesso è stato redatto (come richiesto dalla
succitata normativa al fine di usufruire di tali agevolazioni), per atto
pubblico o per scrittura privata autenticata.

Resta il fatto che l’esercizio della suddetta attività commerciale obbliga
l’associazione alla tenuta di una specifica contabilità separata al fine
precipuo di adempiere ai dovuti obblighi fiscali.

Posto che è interesse del mio assistito porre fine alla palese situazione di
discriminazione dalla vita associativa dovuta alla sua illegittima
espulsione e che il medesimo intende esercitare il suo pieno diritto di
accesso alle documentazioni obbligatorie dell’associazione, con la presente
il dott. Brancati per mio tramite formalmente 

DIFFIDA

L’associazione Partito Pirata, in persona del suo Presidente Burocrate pro
tempore:

-          a revocare il provvedimento di espulsione illegittimamente
adottato nei confronti del dott. Carlo Brancati;

-          a dichiarare nulle tutte le votazioni rese dall’assemblea
permanente successivamente all’illegittima espulsione del mio assistito;

-          a riammettere con decorrenza immediata il dott. Brancati
nell’assemblea permanente nella stessa composizione così come cristallizzata
al giorno 16 giugno 2012;

-          ad ammettere contestualmente alla riammissione del dott. Brancati
i 35 nuovi associati certificati dal medesimo e per i quali è stata
integralmente corrisposta la quota associativa;

-          a fornire al mio assistito, anche per via telematica, i bilanci
dell’associazione degli ultimi tre anni e le rispettive delibere assembleari
di approvazione degli stessi;

-          a fornire al mio assistito, anche per via telematica la
rendicontazione separata dell’attività commerciale svolta attraverso il sito
http://partitopirata.spreadshirt.it/;

-          a fornire al mio assistito, anche per via telematica l’elenco
nominativo dei membri ad oggi associati al Partito Pirata.

Quanto sopra entro giorni 3 dal ricevimento della presente decorsi
inutilmente i quali, stante il grave pregiudizio che sta subendo il mio
assistito, promuoverò acconcio ricorso d’urgenza nelle competenti sedi
giudiziali.

La presente viene inviata a mezzo Posta Elettronica Certificata a valere ad
ogni effetto di legge.



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Open mailing list
[email protected]
http://lists.partito-pirata.it/cgi-bin/mailman/listinfo/open
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