Il 06 gennaio 2012 20:12, Cal. <[email protected]> ha scritto:
> 2012/1/6 Michele Favara Pedarsi <[email protected]>:
>> Al momento non ti preoccupare dei limiti. E' OVVIO che AL MOMENTO sia
>> limitata, ma non e' ovvio che lo rimanga, soprattutto se ognuno di noi
>> inizia a sostenerla montandosi il proprio nodo.
>
> Ma anche no. Sto tentando di separare la questione tecnica da quella
> politica. Perché quando conquisteremo il mondo [cit] non ci stiamo
> niente a dire oooh, che belli questi millemila chilometri di fibra e
> rame: da adesso sono una rete libera [anche se probabilmente è più
> importante mettere le bibilioteche online, che posare cavi].


Sulle priorita' sarei d'accordo con te ma anche mettendo le
biblioteche on-line c'avresti la gente dentro Facebook e chat erotiche
piuttosto che in biblioteca...


> Se poi ci serve solo che sia sicura e protetta possiamo anche usare
> una vpn cifrata, eh. Non è che una mesh sia sicura per il solo fatto
> di essere mesh, anzi: massimizza la possibilità di accesso. Poi, visto
> che tutto ciò si baserà su chiavi crittografiche, bisognerà trovare
> una soglia di trust che un software sia in grado di riconoscere, per
> il login.

No, le chiavi crittografiche servono solo ad alzare la soglia diffusa;
ad impedire guai da me e te nerdoni squattrinati. Stai tranquillo che
se invece il mossad vuole avere delle informazioni da te, le
ottiene... o se i servizi cinesi vogliono ottenere una determinata
votazione su LQFB, la ottengono; non forzandoti la chiave ma infilando
un saldatore acceso nel culo a chi di competenza, o mandandogli un
treno di gnocche infinito fino a che un pezzo per una non ti abbiano
sfilato tutte le info che volevano.

La rete wireless "massimizza" E LOCALIZZA le possibilita' di accesso.
Segmentando dunque opportunamente (ie: spezzando lo spanning tree) e'
possibile proteggere le istanze locali da attaccanti remoti.
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