Spherik,


a proposito del fascismo...

d'accordo che il ventennio ha cambiato molto il paese; d'altra parte, fra tutti i 
sistemi politici, la dittatura � evidentemente la pi� efficace quando si tratta di 
prendere decisioni, senza dover tenere conto dal parere democratico di un vero 
parlamento. Ma a che prezzo... 

Mi sembra che un qualche cambiamento fosse inevitabile, in quel periodo, ed il 
fascismo abbia preso il potere pi� che altro per impedire il cambiamento, o per 
incanalarlo senza procurare troppi danni a chi il potere lo deteneva gi�. Parafrasando 
il tuo conterraneo Tomasi di Lampedusa: bisognava cambiare tutto perch� tutto restasse 
come prima.

Rispetto ad una "Rivoluzione", secondo l'accezione di Connor, il fascismo � stato 
tutt'altra cosa. Non una rivolta spontanea di piazza
contro il potere; non masse di affamati che ghigliottinano il re o lo zar o chi per 
lui; non un esercito sorto dal nulla che combatte
l'invasore o il dittatore di turno. Il Re d'Italia rimase al suo posto, il Papa anche, 
i grandi industriali del nord e i latifondisti del sud
pure, se non erro.  

Con questo non voglio assolutamente dire che si dovesse ghigliottinare il Papa, per 
carit�! Soltanto che il fascismo non �
assimilabile alle rivoluzioni Americana, Francese, Russa, Cubana...


Non sono nemmeno d'accordo sulla interpretazione che offri della situazione dell'epoca:

> comunque, in termini di MOQ, sicuramente il livello
> biologico pervadeva la socialit�...pensiamo alla
> guerra stessa, alla sua esaltazione..che non � altro
> che l'esaltazione dello scontro, fisico (quindi al
> livello biologico), al superomismo etc...

il fascismo secondo me � stato l'esaltazione del livello sociale. Tutti quei richiami 
al nazionalismo, all'autarchia, all'impero... la guerra � il culmine del livello 
sociale: cos'altro � un esercito se non il braccio di quel "gigante" sociale che 
divora le vite biologiche dei
propri componenti/soldati? L'esaltazione dell'eroismo � proprio l'esaltazione di chi 
sacrifica la propria esistenza per il bene della
nazione.

[Questo mi porta a proporre un altra discussione "di base". Forse sarebbe bene 
chiarirci sulla natura dei famosi quattro livelli di
qualit� statica... Pirsig, credo volutamente, non chiarisce completamente secondo 
quali "regole" definire i quattro livelli. Ha senso dare una definizione di ogni 
livello? Se s�, quale?]



Vorrei invece tornare a ragionare sulla Destra e la Sinistra, come recita l'oggetto 
del messaggio. In precedenza avevo cercato di esprimere i miei dubbi sulle posizioni 
"classiche" dei due schieramenti. Nel senso che, almeno per quanto mi riguarda, non ho 
difficolt� a dire che in entrambe trovo cose che mi piacciono e cose che non mi 
piacciono. E credo che questo, soprattutto oggi che le ideologie sono morte (o, 
quantomeno, moribonde), valga un po' per tutti quelli che provano ad usare la propria 
testa. E' notizia di questi giorni la protesta dei radicali, Bonino in testa. Non � 
questione di essere d'accordo o meno con le loro idee, � per� certo che loro nel 
classico schema destra/sinistra non si ritrovano. E difatti non sono mai riusciti ad 
andare d'accordo con nessuno.... L'altra sera, in una intervista, la Bonino stava 
sostenendo le sue idee (in particolare si parlava di eutanasia). Le � stato obiettato 
che quella � una questione di coscienza e che dunque spacca in due

 o

"E allora?",  ho pensato. Questo vale anche per tantissime altre questioni, non solo 
per quelle poste dai Radicali ...  eutanasia, ricerca scientifica, legalizzazione 
delle droghe, modello di scuola, di sanit�, pluralit� di informazione, accoglienza 
degli immigrati, sicurezza dei cittadini, difesa dell'ambiente...   nel frattempo 
leggo che gli osservatori internazionali (che ovviamente vedono le cose
da fuori, e quindi con molto distacco) stentano a trovare significative differenze fra 
i programmi dei due candidati principali.... quindi
dobbiamo rassegnarci a delle non-decisioni su temi etici?

E' per questo che io credo che Destra contro Sinistra non sia pi� la migliore 
"divisione" della realt� di un paese come l'Italia. Le vere
questioni che interessano (pi� o meno direttamente) le persone inevitabilmente oggi 
"spaccano" gli schieramenti. Non si tratta pi� di
discutere la legittimit� della propriet� privata, dell'adesione alla NATO....   fra 
l'altro sono decisioni che oramai vengono prese di
concerto con altri paesi, per cui rispetto a questi temi anche le elezioni politiche 
sono elezioni "locali". Invece, quando si tratta di
discutere di temi che pongono i diritti dell'individuo contro le pretese della 
societ�, ovvero il livello intellettuale contro il livello
sociale, la politica cos� come � intesa oggi mi sembra incapace di affrontare i 
problemi.

Con questo non sostengo assolutamente l'inutilit� del voto, o l'eguaglianza di Polo e 
Ulivo. Ho un'idea precisa, andr� certamente a
votare, ma senza pensare che la vittoria dell'uno o dell'altro sia La Soluzione. 
Potranno trovare buone ricette economiche, creare posti di lavoro, e certamente sono 
tutte cose ottime di cui i governi devono occuparsi. Ma sono cose che riguardano pi� 
la tecnica che l'etica. Sto soltanto cercando di immaginare una politica diversa.... e 
scusate se sogno! 

O dovremmo rinunciare ad una politica che si occupi di etica?  


Ciao.
Marco.




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