Bel messaggio Andrea, mi concentro su questa parte, che e' ovviamente la piu' rilevante: ANDREA: > il punto di disaccordo, qui, e' sul fatto che tu hai implicitamente considerato la creazione di Qualita' Statica come frammentazione della Qualita' Dinamica. Il mio punto, strano a dirsi forse, e' esattamente l'opposto [...] la frammentazione e' qualcosa di originario nell'esperienza umana, e non ha a che vedere con la creazione di Qualita' Statica (che e' qualcosa che possiamo fare o non fare). MARCO: Mi piace molto l'immagine della attivita' umana come ricomposizione di una realta' frammentata... qualcosa come un puzzle infinito che cerchiamo di ricostruire. In questo senso pero' mi sembra di capire che i pezzi del puzzle esisterebbero gia', e l'artista e' chi e' in grado di ricomporre l'immagine; e' bello ed estremamente poetico anche pensare che, in qualche modo, QualcUno abbia frammentato l'immagine (di se stesso?) per darci la possibilit� di capirla, ed apprezzarla nella sua grandezza: invece di darcela gia' bella e pronta, ci chiede di ricostruirla, che e' certamente il modo migliore per conoscerla. Tralascio quest'ultimo aspetto (in verita' un po' troppo mistico per me), ma mantengo l'analogia con il puzzle, che mi sembra piuttosto adatta alla situazione. La mia visione e' soltanto un po' diversa dalla tua, e forse possiamo trovare un accordo. Secondo me non esistono in realta' dei pezzi * gia' * esistenti. Il nostro intelletto li crea a partire dai dati della percezione *continua* della realta' . Ovvero, io vedo la realta' come una specie di *ambiente* in cui ci muoviamo; e, di questa Realta', la Qualita' Dinamica e' una delle due componenti fondamentali. Quindi la QD non e' ne' qualcosa di primigenio (causa prima), ne' qualcosa di finale (causa ultima teleologica), ma qualcosa che accompagna il nostro agire, e che noi sperimentiamo come percezione. In questa visione, la creazione di aggregazioni sempre piu' complesse di qualita' statica e' un *allontanamento* dalla realta' immediata dinamica: l'esempio della stufa rovente ha il significato di dimostrare che non c'e' bisogno di grandi schemi intellettuali per capire la bassa Qualita' della situazione. Anzi, mi sembra che Pirsig affermi che il piu' rapido a saltar giu' e' chi ha meno schemi mentali che filtrano l'esperienza! Perseverando nell'esempio del puzzle, direi che a mano a mano che aggiungiamo pezzi, la realta' che costruiamo diviene sempre *piu' statica*, non perche' non ci sono piu' *pezzi liberi* (in quanto, come ho detto, siamo noi a costruirli); e nemmeno perch�' la costruzione e' completa; credo che la staticita' della costruzione dipenda dal riempimento dell'ambiente in cui la costruiamo. Un concetto che riassumerei con la frase: vuoto e' lo spazio dinamico, pieno e' lo spazio statico. Un po' quello che dice Pirsig a proposito della tazza di the': per assaggiarne del nuovo dovrai svuotare la tazza dal vecchio. Pero' manca ancora qualcosa. Se costruire e' allontanarsi dalla realta' immediata, allora perche' impegnarsi in questa titanica impresa? Dov'e' la * moralita' * in tale processo? Soprattutto, in quale modo l'evoluzione e' una fuga dagli schemi statici *verso* la Qualita' Dinamica? Ecco che a questo punto entra in scena la struttura "a livelli". La composizione del puzzle e' in realta' uno dei due aspetti attraverso cui l'evoluzione verso l'eccellenza si esprime. Ne esiste un'altro, ben piu' dinamico: l'inizio di un nuovo puzzle. Fino ad ora, abbiamo parlato di un puzzle, il puzzle della conoscenza. In precedenza ho affermato che non esistono pezzi da assemblare, perche' li creiamo alla bisogna; in questo potrei essere in qualche modo assimilato alla posizione degli idealisti (alla Elephant, per capirci), secondo cui tutta la conoscenza e' statica, e si contrappone ad un mondo puramente dinamico; in questa visione, il linguaggio e' lo strumento attraverso il quale creiamo i concetti (i pezzi del puzzle). Quello che mi differenzia da questa posizione e' che il nostro puzzle intellettuale e' soltanto l'ultimo della serie. La MOQ afferma che altri tre livelli di percezione e costruzione di una realta' statica preesistono al livello intellettuale, che e' soltanto l'ultimo della serie. Non solo: afferma anche che per iniziare la conquista di un nuovo livello, gli altri devono essere gia' presenti a sostenerlo. Ovvero, per come la vedo io, ogni costruzione statica ha lo scopo di permettere una nuova esplorazione dinamica di un ambiente inesplorato... che poi verra' riempito in modo da poterne sostenere un'altro. Riprendendo l'esempio della tazza di the': se vogliamo assaggiare del the' fresco dobbiamo svuotare la tazza. Questo e' quanto succede, di norma, nel caso delle rivoluzioni intellettuali; per esempio, le Rivoluzioni Copernicane di cui parla Kant. Di fronte alla necessita' di interpretare nuovi dati dell'esperienza che contraddicono la costruzione intellettuale precedende (Tolemaica), e' necessario distruggere buona parte della vecchia costruzione (liberare spazio), e ricombinare vecchie e nuove tessere del mosaico in direzione di una nuova costruzione. Ma se un bel giorno ti sei stufato di bere soltanto the'? Che ne dici di costruire una NUOVA TAZZA? Tutto questo cosa ha a che vedere con il futuro (medio-lungo) ? Beh, tantissimo. Quando abbiamo a che fare con una nuova tessera, non dobbiamo metterla a caso, perche' il modo con il quale la incaselliamo avra' ripercussioni con tutto quello che accadra' in seguito. Dobbiamo sistemarla in modo che ne risulti una immagine coerente, ma anche in modo da lasciare spazio per nuove tessere, altrimenti saremo costretti a distruggere quanto fatto e ricominciare daccapo. Dobbiamo lavorare *bene* per farlo, un po' come fanno i monaci Zen per cui il far *bene* le cose e' totalmente RiTuale, al punto che avviene automaticamente, senza pesarci, senza impegnarci. In questo modo, non solo avremo *ottimizzato* gli spazi, ma anche avremo la possibilita' di andare oltre quegli spazi. Ad esempio, ottimizzare la nostra necessaria vita sociale, evitando inutili complicazioni, deve servire a lasciare libero il tempo per la nostra vita intellettuale/artistica/individuale. Ritornando al punto da cui siamo partiti, non so se possiamo trovare un accordo. In ogni caso, sono piuttosto convinto che la Qualita' Dinamica sia una fonte inesauribile e continua alla quale attingere la materia prima con la quale il mondo che conosciamo e' stato costruito. Non stiamo semplicemente ricomponendo La Realta'; la stiamo costruendo. Tutto QUI Marco. p.s. Penso che faro' una partita a Tetris :-) MOQ.ORG/ITALIA - http://www.moq.org/italia Archivio messaggi: http://www.mail-archive.com/[email protected]/ Regolamento, istruzioni: http://www.moq.org/italia/qui/quiindex.html Informazioni: mailto:[EMAIL PROTECTED] Per cancellarsi dalla mailing list, seguire le istruzioni all'indirizzo: http://www.moq.org/italia/qui/quicome.html
