A mio avviso, nella ricerca della verit�, tra i tanti ostacoli che occorre
affrontare, ve n'� uno particolarmente difficile: "riuscire a capire cosa
significa conoscere".

Probabilmente questo obiettivo non � stato mai veramente raggiunto (ne mai
forse lo sar�). Ma senza dare un'interpretazione al modo con cui noi
conosciamo il mondo (interpretazione che si spera resti valida il pi� a
lungo possibile), le conclusioni a cui possiamo giungere nei nostri
ragionamenti, sul mondo che ci circonda, saranno sempre fragili e poco
convincenti.

Certamente molto � stato detto su questo argomento ma non mi pare siano
emerse delle risposte definitive.

Non so quale sia la posizione della MOQ in proposito.

Vorrei qui comunque esprimere il mio punto di vista su ci� che considero una
possibile premessa (il corpo ed il cervello) per affrontare questo
argomento.

IL CORPO
L'uomo � immerso nel mondo, ne fa parte. Il suo corpo appartiene al mondo e
ne � sostanzialmente indistinguibile. Ad una prima valutazione il mio corpo
non ha nulla di qualitativamente differente da qualsiasi altro corpo umano.
Non � "unico", se non, magari, nella forma; ma la sua sostanza � identica a
quella di qualsiasi altro essere umano.

Se poi voglio indagare pi� a fondo, nella struttura stessa dei miei organi,
questa sua equivalenza si espande sempre pi� fino ad abbracciare ogni altro
oggetto materiale, sia esso animale, vegetale o minerale.
Al livello elementare dei mattoni che compongono il mio corpo (atomi e
molecole) non trovo infatti alcuna differenza con i mattoni di qualsiasi
altro.

Inoltre, il mio corpo diviene continuamente. Il ricambio � continuo, io
assimilo nuovi materiali per la rigenerazione dei miei tessuti e, nello
stesso tempo, ne scarto di vecchi.
Che forse quell'atomo di ferro, che era presente in quella foglia di
insalata che ho mangiato, ora che � nel mio sangue, vale di pi�? Ha un
significato diverso? E se invece che nel sangue fosse andato a comporre un
mio prezioso neurone cerebrale? Non sarebbe pi� lo stesso atomo?
E poi, quando lo scarto e finisce in quello che, a prima vista, sembra
immondo escremento, vale allora di meno?

No. Non vi � differenza di sostanza tra me, il mio corpo beninteso, e
qualsiasi altra materia dell'universo.

L'unica vera differenza sembra risiedere nel livello di complessit�
organizzativa e funzionale con la quale i componenti, le strutture che
costituiscono il corpo, interagiscono tra loro.
Sotto questa luce risulta cos� che noi, esseri umani, siamo molto pi�
complessi, almeno per quel che riguarda il cervello, degli altri esseri.

Un alto grado di complessit� sembra pertanto corrispondere ad un altrettanto
alto livello di razionalit�.
Cos� come, negli animali, aventi un pi� basso livello di complessit�
rispetto al nostro, sembra esservi una pi� bassa razionalit�.

(Quanto allora dovrebbe essere stupido un sasso, che � tanto semplicemente
strutturato!)

IL CERVELLO
Ma perch� l'uomo, e molti animali, hanno un cervello? E quale lo scopo,
quale la differenza rispetto ad un altro organo qualsiasi? Se differenza ve
n'�.

Lo scopo di molti organi sembra essere particolarmente chiaro:
Il cuore per far scorrere il sangue, lo stomaco per digerire il cibo, le
gambe per muoversi.
Ma il cervello, che scopo ha?

Sarei del parere che lo scopo principale del cervello sia quello di dirigere
le attivit� volontarie del corpo. Come ogni funzione necessaria trova, nel
corpo, il suo organo corrispondente, cos� la funzione di comando viene
svolta dal cervello.

Ma cosa significa funzione di comando?
Far fare al corpo le azioni ad esso utili, scegliere quello che per esso �
bene, utile per la sua sopravvivenza.

Ogni organo, in effetti, lavora per il bene di tutto il corpo, quindi anche
il cervello lavora per il suo benessere.

Come fa a discriminare quale azione � utile e quale invece � dannosa?

Il cervello comunica con il resto del mondo tramite il corpo.
Tramite i cinque sensi, le informazioni riguardanti il mondo raggiungono il
cervello e, sulla base di queste, esso decide il comportamento da adottare.

Le informazioni ricevute nel presente, da sole, sarebbero insufficienti per
una proficua gestione del corpo.
E' necessaria infatti anche la memoria delle informazioni precedentemente
ricevute, cos� come i risultati delle elaborazioni svolte su di esse.
Se avvicino la mia mano ad un fuoco, non sapendo cosa pu� succedere, mi
scotter�, prover� dolore, il cervello ne verr� informato e subito comander�
alla mano di ritirarsi.
Senza memoria per�, questa esperienza non verrebbe registrata (fuoco =
dolore), e potrei cos� tranquillamente ripetere un'infinit� di volte questa
esperienza dolorosa. Senza perci� imparare.

Le elaborazioni che si svolgono nel cervello sono sostanzialmente
utilitaristiche: lo scopo dell'elaborazione ha come fine il bene del corpo.
Per soddisfare questo obiettivo l'elaborazione segue una logica (come il
cuore segue una sua logica per pompare il sangue) che tratta le informazioni
considerandone la relazione: causa - effetto.
Dato un certo evento e una certa situazione si studiano quali sono, o
potrebbero essere, gli effetti.

Certo la razionalit� pu� specializzarsi sempre pi�, e realizzare cos�
pensieri sempre pi� complessi. Ma la sua matrice � sempre quella: analizzare
le relazioni che intercorrono tra gli oggetti fisici e tra i pensieri da
essi generati.
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Scusate la lunghezza dell'intervento (che poi � solo una possibile
premessa).

Cari saluti

Roberto





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