Il giorno 12-12-2003 17:02, marco, [EMAIL PROTECTED] ha scritto: > Carissimi, > > Per prima cosa mi scuso per il mio silenzio, che dura da cos� tanto tempo. > Non vi preoccupate, la mia assenza non significa che io abbia abbandonato la > MOQ, anzi... tutt'altro. > > Abbandono il mio silenzio per un attimo perch� sento la necessit� di dire la > mia su di un argomento che adesso "tira" tantissimo: la fecondazione > assistita, e tutte le polemiche che sono sorte a fronte delle recenti > decisioni politiche. In questi giorni ce ne hanno fatte vedere di tutti i > colori. > > I cattolici per esempio, che difendono il punto di vista etico del diritto > alla vita dell'embrione. Ammoniscono che la tecnica non deve prendere il > sopravvento sull'uomo... parole belle e nobili, se non fosse che a loro la > tecnica va benissimo quando si tratta di decidere se sia morale staccare o > meno la spina ad un malato terminale tenuto artificialmente in vita da una > macchina. Tecnica a parte, i cattolici rinfacciano ai laici di non avere un > principio morale a cui appoggiarsi per sostenere la tesi opposta. > > I quali laici, dal canto loro, non sanno bene cosa ribadire. I pi� > divertenti sono i verdi che sono pronti a stracciarsi le vesti per difendere > il DNA dei pomodori da ogni tipo di manipolazione genetica, e sono > favorevoli invece agli esperimenti sulle cellule staminali ricavate dagli > embrioni. > > In effetti in genere quando si parla di etica i laici vanno un po' nel > pallone, sentono puzza di dogma e preferiscono svicolare.... Come se i laici > fossero esentati dal comportarsi in modo etico. > > A contorno, abbiamo un governo che difende questo diritto alla vita e manda > i propri soldati in guerra; e si tagliano le pensioni perch� l'Italia > invecchia e non ci fanno abbastanza figli... mah! > > Comunque non � il triste "teatrino della politica" che mi ha spinto ad > interrompere il mio silenzio. Ho visto un amico -quasi- piangere. Mi ha > detto che il tentativo -il decimo, credo- fatto qualche giorno fa da lui e > sua moglie per avere finalmente un figlio sar� giocoforza l'ultimo, perch� > con la nuova legge in pratica le possibilit� di averne, gi� esigue, > diverranno praticamente zero. Mi ha spiegato che ora, a seguito di un > pesante ciclo di trattamenti, se va bene su 10 embrioni se ne producono uno > o due in condizioni tali da essere impiantabili. Con la nuova legge, invece, > se ne dovranno produrre al massimo tre, e tutti quanti dovranno essere per > forza impiantati. Che uno di questi si salvi diventa praticamente un terno > al lotto. A queste condizioni i pesanti trattamenti ormonali necessari non > varranno pi� la candela. > > Al danno di questa specie di castrazione legislativa, vede aggiungere la > beffa di vedere gli altri, i "normali", ricevere il premio per il secondo > figlio. Senza contare che nei dibattiti televisivi quelli come lui sono > quasi dipinti come i cattivi; gente che in combutta con i loro complici > medici, uccidono embrioni e disprezzano la vita! > > Questo mio intervento vuole essere un piccolo contributo a consolare questi > potenziali genitori che alla fine da questa storia escono con le ossa rotte. > Non siete voi i cattivi! Infatti, esiste un principio morale che pu� dare > una interpretazione alternativa alla questione.Avrete certamente capito che > mi riferisco alla Metafisica della Qualit�. > > Cosa dice? Che l'essere umano � "fatto di" 4 tipi di valori che si > sovrappongono uno sull'altro: materia, vita, societ� ed intelletto. Stante > questa semplice considerazione (oddio, semplice per chi ha letto Pirsig), > cosa significa dunque "diritto alla vita?" Cosa � la vita? L'embrione, � > vivo? L'essere "vivi" comporta di per s� avere dei diritti? > > Certo, l'embrione � vivo. Ma lo � anche il pomodoro dei verdi cui accennavo > sopra. Il nostro DNA � al 98% identico a quello degli scimpanz�, e se > andiamo ad analizzare quel 2% di differenza non si capisce bene come agisca > a far s� che siamo tanto diversi - e lo siamo certamente- da loro. Il vero > punto � che pensare che l'essere umano si identifichi con il suo proprio DNA > � come dire che i Promessi Sposi sono fatti di carta ed inchiostro. Come pi� > o meno dice Pirsig, il romanzo pu� essere scritto sulla pietra, o sull'hard > disk del mio computer, ma resta sempre lo stesso romanzo. Certo, se io lo > pubblico sul web avr� delle potenzialit� che su carta non ho (ad es. posso > cliccare sull'indice per aprire un certo capitolo, cercare una frase con un > motore di ricerca, duplicarlo.....). In parole povere, il nostro DNA � il > miglior supporto biologico esistente, ma per dirsi uomini ci� non basta. > L'io cartesiano non � hardware. E' software. > > L'essere umano si appoggia sulla materia e sul codice biologico memorizzato > nel DNA, ma � altro. E' un essere sociale, che si sviluppa assieme agli > altri (a partire dalla madre, possibilmente); ed � un essere intellettuale, > che � in grado di sviluppare una propria individualit�, proprie convinzioni > e dare il proprio apporto al resto della societ�. L'essere umano non � > semplicemente l'uomo biologico che cresce in relazione con gli altri, e che > sviluppa proprie idee. La persona ***e'*** la relazione. La persona ***�*** > le idee. Ora, come si pu� parlare di persona quando si tratta di una > cellula in una provetta? Se non c'� almeno un'altra persona con cui > intessere una qualunque minima relazione, se non c'� uno straccio di neurone > capace di elaborare una informazione, un concetto... che essere umano �? > > Lo � in potenza, alcuni possono ribattere. Certo. Ma la soluzione qual �? > Eliminare la potenzialit�? Rinunciare alla creazione di potenziali esseri > viventi? > > Ci si chiede allora dove comincia l'uomo. Innanzi tutto, come tutti i > confini, questi sono arbitrari. Ovunque noi mettiamo un confine, ci sar� > sempre un argomento valido a spostarlo un po' pi� in qua o in l�. Io ritengo > che un essere umano cominci socialmente nella relazione con la madre, per > cui certamente fino a quando non � impiantato -metaforicamente- nel cervello > di chi l'ha voluto, ancor prima che nel suo utero, socialmente non esiste. E > intellettualmente non esiste fino a quando almeno un cellula neuronale non > si � differenziata nel feto e comincia a "guardarsi intorno". E gi� cos� > sono convinto di essere stato molto dalla parte del sicuro. Qui cominciano i > diritti. Il diritto ad avere una vita, certamente. Ma soprattutto una vita > degna di essere vissuta. Il diritto di parola, di associazione, di pensiero, > quei diritti cio� che consentono lo sviluppo di un intelletto. > > Sembra semplice, solo che in una visione della realt� vista attraverso le > lenti di una metafisica soggetto/oggetto non lo �. Se non vedi che sopra > all'essere biologico esistono configurazioni ulteriori (a partire dal > Gigante sociale, che � talmente enorme che non riusciamo a vederlo), allora > ritieni che il top della evoluzione dell'universo siano un filamento di DNA > ed il suo genoma. Allora ti identifichi con esso, e ritieni che il genoma > sia di per s� un "soggetto" detentore di "diritti", e che � immorale > trattarlo come "oggetto". Una posizione che razionalmente � difficile da > sostenere, quando si tratta di preservare una cellula embrionale a discapito > della felicit� di un potenziale genitore. O di impedire che si utilizzi tale > cellula per cercare la cura di qualche malattia genetica. > > Di fronte a questa posizione evidentemente insostenibile, con cosa ci > ritroviamo? I cattolici si rifugiano nel dogma e vanno avanti per la loro > strada. E' cos� perch� deve essere cos�. Ma allora che differenza c'� con i > Testimoni di Geova che rifiutano le trasfusioni di sangue? O con i > fondamentalisti che applicano la sharia? I laici invece, sebbene > giustamente si oppongano a tale orrido irrazionalismo, non hanno una base > metafisica su cui costruire una morale alternativa alla morale cattolica, e > dunque senza argomenti si ritrovano chiusi all'angolo. > > Nel frattempo l'Italia continuer� ad invecchiare e ad essere fanalino di > coda nella ricerca. Prigioniera di chi ci rende sterili biologicamente e > sterili mentalmente. > > Ciononostante, resto ottimista. Perch� anch'io ho i miei dogmi: buono � un > sostantivo, meglio � un verbo. > > Un caro saluto a tutti, > Marco > > > > > > MOQ.ORG/ITALIA - http://www.moq.org/italia > > Archivio messaggi: http://www.moq.org/italia/qui/quiarchivio.html > Regolamento, istruzioni: http://www.moq.org/italia/qui/quiindex.html > Informazioni: mailto:[EMAIL PROTECTED] > > Per cancellarsi dalla mailing list, seguire le istruzioni all'indirizzo: > http://www.moq.org/italia/qui/quicome.html > Mi sono piaciute le tue argomentazioni e le condivido. Un unico dubbio: le pensioni non sono state tagliate,� stato modificato il sistema pensionistico secondo le necessit� della societ� attuale:� successo nella maggioranza degli stati europei Non voglio difendere nessuno,cerco di vedere le cose nell'ottica giusta come non sono d'accordo sulle leggi riguardanti la fecondazione assistita che sono prive di buon senso. ci risentiremo ciao
MOQ.ORG/ITALIA - http://www.moq.org/italia Archivio messaggi: http://www.moq.org/italia/qui/quiarchivio.html Regolamento, istruzioni: http://www.moq.org/italia/qui/quiindex.html Informazioni: mailto:[EMAIL PROTECTED] Per cancellarsi dalla mailing list, seguire le istruzioni all'indirizzo: http://www.moq.org/italia/qui/quicome.html
