Carissimi, Per prima cosa mi scuso per il mio silenzio, che dura da cos� tanto tempo. Non vi preoccupate, la mia assenza non significa che io abbia abbandonato la MOQ, anzi... tutt'altro.
Abbandono il mio silenzio per un attimo perch� sento la necessit� di dire la mia su di un argomento che adesso "tira" tantissimo: la fecondazione assistita, e tutte le polemiche che sono sorte a fronte delle recenti decisioni politiche. In questi giorni ce ne hanno fatte vedere di tutti i colori. I cattolici per esempio, che difendono il punto di vista etico del diritto alla vita dell'embrione. Ammoniscono che la tecnica non deve prendere il sopravvento sull'uomo... parole belle e nobili, se non fosse che a loro la tecnica va benissimo quando si tratta di decidere se sia morale staccare o meno la spina ad un malato terminale tenuto artificialmente in vita da una macchina. Tecnica a parte, i cattolici rinfacciano ai laici di non avere un principio morale a cui appoggiarsi per sostenere la tesi opposta. I quali laici, dal canto loro, non sanno bene cosa ribadire. I pi� divertenti sono i verdi che sono pronti a stracciarsi le vesti per difendere il DNA dei pomodori da ogni tipo di manipolazione genetica, e sono favorevoli invece agli esperimenti sulle cellule staminali ricavate dagli embrioni. In effetti in genere quando si parla di etica i laici vanno un po' nel pallone, sentono puzza di dogma e preferiscono svicolare.... Come se i laici fossero esentati dal comportarsi in modo etico. A contorno, abbiamo un governo che difende questo diritto alla vita e manda i propri soldati in guerra; e si tagliano le pensioni perch� l'Italia invecchia e non ci fanno abbastanza figli... mah! Comunque non � il triste "teatrino della politica" che mi ha spinto ad interrompere il mio silenzio. Ho visto un amico -quasi- piangere. Mi ha detto che il tentativo -il decimo, credo- fatto qualche giorno fa da lui e sua moglie per avere finalmente un figlio sar� giocoforza l'ultimo, perch� con la nuova legge in pratica le possibilit� di averne, gi� esigue, diverranno praticamente zero. Mi ha spiegato che ora, a seguito di un pesante ciclo di trattamenti, se va bene su 10 embrioni se ne producono uno o due in condizioni tali da essere impiantabili. Con la nuova legge, invece, se ne dovranno produrre al massimo tre, e tutti quanti dovranno essere per forza impiantati. Che uno di questi si salvi diventa praticamente un terno al lotto. A queste condizioni i pesanti trattamenti ormonali necessari non varranno pi� la candela. Al danno di questa specie di castrazione legislativa, vede aggiungere la beffa di vedere gli altri, i "normali", ricevere il premio per il secondo figlio. Senza contare che nei dibattiti televisivi quelli come lui sono quasi dipinti come i cattivi; gente che in combutta con i loro complici medici, uccidono embrioni e disprezzano la vita! Questo mio intervento vuole essere un piccolo contributo a consolare questi potenziali genitori che alla fine da questa storia escono con le ossa rotte. Non siete voi i cattivi! Infatti, esiste un principio morale che pu� dare una interpretazione alternativa alla questione.Avrete certamente capito che mi riferisco alla Metafisica della Qualit�. Cosa dice? Che l'essere umano � "fatto di" 4 tipi di valori che si sovrappongono uno sull'altro: materia, vita, societ� ed intelletto. Stante questa semplice considerazione (oddio, semplice per chi ha letto Pirsig), cosa significa dunque "diritto alla vita?" Cosa � la vita? L'embrione, � vivo? L'essere "vivi" comporta di per s� avere dei diritti? Certo, l'embrione � vivo. Ma lo � anche il pomodoro dei verdi cui accennavo sopra. Il nostro DNA � al 98% identico a quello degli scimpanz�, e se andiamo ad analizzare quel 2% di differenza non si capisce bene come agisca a far s� che siamo tanto diversi - e lo siamo certamente- da loro. Il vero punto � che pensare che l'essere umano si identifichi con il suo proprio DNA � come dire che i Promessi Sposi sono fatti di carta ed inchiostro. Come pi� o meno dice Pirsig, il romanzo pu� essere scritto sulla pietra, o sull'hard disk del mio computer, ma resta sempre lo stesso romanzo. Certo, se io lo pubblico sul web avr� delle potenzialit� che su carta non ho (ad es. posso cliccare sull'indice per aprire un certo capitolo, cercare una frase con un motore di ricerca, duplicarlo.....). In parole povere, il nostro DNA � il miglior supporto biologico esistente, ma per dirsi uomini ci� non basta. L'io cartesiano non � hardware. E' software. L'essere umano si appoggia sulla materia e sul codice biologico memorizzato nel DNA, ma � altro. E' un essere sociale, che si sviluppa assieme agli altri (a partire dalla madre, possibilmente); ed � un essere intellettuale, che � in grado di sviluppare una propria individualit�, proprie convinzioni e dare il proprio apporto al resto della societ�. L'essere umano non � semplicemente l'uomo biologico che cresce in relazione con gli altri, e che sviluppa proprie idee. La persona ***e'*** la relazione. La persona ***�*** le idee. Ora, come si pu� parlare di persona quando si tratta di una cellula in una provetta? Se non c'� almeno un'altra persona con cui intessere una qualunque minima relazione, se non c'� uno straccio di neurone capace di elaborare una informazione, un concetto... che essere umano �? Lo � in potenza, alcuni possono ribattere. Certo. Ma la soluzione qual �? Eliminare la potenzialit�? Rinunciare alla creazione di potenziali esseri viventi? Ci si chiede allora dove comincia l'uomo. Innanzi tutto, come tutti i confini, questi sono arbitrari. Ovunque noi mettiamo un confine, ci sar� sempre un argomento valido a spostarlo un po' pi� in qua o in l�. Io ritengo che un essere umano cominci socialmente nella relazione con la madre, per cui certamente fino a quando non � impiantato -metaforicamente- nel cervello di chi l'ha voluto, ancor prima che nel suo utero, socialmente non esiste. E intellettualmente non esiste fino a quando almeno un cellula neuronale non si � differenziata nel feto e comincia a "guardarsi intorno". E gi� cos� sono convinto di essere stato molto dalla parte del sicuro. Qui cominciano i diritti. Il diritto ad avere una vita, certamente. Ma soprattutto una vita degna di essere vissuta. Il diritto di parola, di associazione, di pensiero, quei diritti cio� che consentono lo sviluppo di un intelletto. Sembra semplice, solo che in una visione della realt� vista attraverso le lenti di una metafisica soggetto/oggetto non lo �. Se non vedi che sopra all'essere biologico esistono configurazioni ulteriori (a partire dal Gigante sociale, che � talmente enorme che non riusciamo a vederlo), allora ritieni che il top della evoluzione dell'universo siano un filamento di DNA ed il suo genoma. Allora ti identifichi con esso, e ritieni che il genoma sia di per s� un "soggetto" detentore di "diritti", e che � immorale trattarlo come "oggetto". Una posizione che razionalmente � difficile da sostenere, quando si tratta di preservare una cellula embrionale a discapito della felicit� di un potenziale genitore. O di impedire che si utilizzi tale cellula per cercare la cura di qualche malattia genetica. Di fronte a questa posizione evidentemente insostenibile, con cosa ci ritroviamo? I cattolici si rifugiano nel dogma e vanno avanti per la loro strada. E' cos� perch� deve essere cos�. Ma allora che differenza c'� con i Testimoni di Geova che rifiutano le trasfusioni di sangue? O con i fondamentalisti che applicano la sharia? I laici invece, sebbene giustamente si oppongano a tale orrido irrazionalismo, non hanno una base metafisica su cui costruire una morale alternativa alla morale cattolica, e dunque senza argomenti si ritrovano chiusi all'angolo. Nel frattempo l'Italia continuer� ad invecchiare e ad essere fanalino di coda nella ricerca. Prigioniera di chi ci rende sterili biologicamente e sterili mentalmente. Ciononostante, resto ottimista. Perch� anch'io ho i miei dogmi: buono � un sostantivo, meglio � un verbo. Un caro saluto a tutti, Marco MOQ.ORG/ITALIA - http://www.moq.org/italia Archivio messaggi: http://www.moq.org/italia/qui/quiarchivio.html Regolamento, istruzioni: http://www.moq.org/italia/qui/quiindex.html Informazioni: mailto:[EMAIL PROTECTED] Per cancellarsi dalla mailing list, seguire le istruzioni all'indirizzo: http://www.moq.org/italia/qui/quicome.html
