Il 8 gennaio 2015 12:00, Simone Saviolo <[email protected]> ha scritto: > Hai un esempio? Perché a memoria non me ne vengono. Direi che vocabolari > cattivi danno indicazioni sbagliate ;-)
Fondamentalmente le ambiguità nascono in due casi: 1) incontro fra vocale debole non accentata (i, u) e vocale qualsiasi accentata o meno; 2) parole risultanti dalla fusione di prefissi, suffissi o comunque derivate. In questi casi grammaticalmente l'iato non c'è e quindi salvo diversa indicazione le due vocali si debbono ritenere parti della stessa sillaba: il problema è che la "diversa indicazione" può provenire (si indica con un simbolo di dieresi sulla vocale debole) oppure no, a seconda di considerazioni di tipo semantico o etimologico non derivabili dalle lettere in se. Esempi: http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/V/viandante.aspx?query=viandante vian-dàn-te, http://dizionario.internazionale.it/lemma/127304/viandante vi-an-dàn-te; http://www.treccani.it/enciclopedia/divisione-in-sillabe_%28La_grammatica_italiana%29/ tran-sa-tlàn-ti-co, su-pe-ràt-ti-co o trans-a-tlàn-ti-co, su-per-àt-ti-co nello stesso volume :-) . _______________________________________________ Talk-it mailing list [email protected] https://lists.openstreetmap.org/listinfo/talk-it

