Ciao, >ok lato sviluppo. >ma lato utente sono (imho) più significativi i numeri. >un cliente medio capisce esclusivamente che una versione è la numero x, >l'altra la numero x+1, quindi più evoluta e migliorata (lasciamo perdere >il discorso sulla stabilità, non ci può arrivare). >in debian il nome della release resta tra parentesi e dopo il numero >(/etc/os-release) e credo sia il giusto ordine di importanza per >l'utilizzatore finale.
sul lato utente ti do ragione, ricordo che quando non mi interessavo dello "sviluppo" della distro a volte questi nomi sapevano essere ostici (il motivo forse è che gli utenti finali "imparano" il nome più o meno durante il rilascio, mentre chi sviluppa lo impara due anni prima e lo ricorda molto meglio :) ) >ricordiamoci frasi tipo "ah, no, linux è troppo difficile, io ho >ubuntu". già le distribuzioni sono il lato oscuro, figuriamoci i nomi >dei rilasci. lol true story, anche se come detto da altre parti, il fatto che Ubuntu supporti 5-7 anni (non ricordo), e che abbia nel rilascio anno e mese è una genialata assoluta. A colpo d'occhio puoi sapere quando sarà EOL una certa versione e quando è stata rilasciata (con approssimazioni di circa un mese per l'EOL) >utilissimi di contro i collegamenti stable, testing e unstable. queste >sì parole esplicative. verissimo >ps >https://www.youtube.com/watch?v=nmfzM1Km4cc&list=PLF53730F5072074FB > >:) non credo di aver capito la citazione, sorry! :) a presto, Gianfranco

