Il giorno dom, 25/01/2009 alle 16.37 +0100, Anne Ghisla ha scritto: > > Da parte mia, posso dedicare del tempo durante il meeting per > trasmettere le mie conoscenze (essenziali) di SVN e di Latex.
Lo farei volentieri anche io, ma temo che non avrò molto tempo a disposizione (anche concedendomi 3-4 ore di sonno per notte) > IMHO, per quanto riguarda la formazione di un gruppo di traduzione, e' > lodevole, ma ho in mente quello che e' successo con il manuale di > GRASS sul wiki: la traduzione rimane spesso un'iniziativa personale e > sporadica. Sarebbe opportuno ravvivare il progetto GRASS prima di > cominciare qualcosa di nuovo, o comunque capire perché non ha avuto il > successo atteso, altrimenti rischiamo di partire in quarta coi > migliori propositi e poi arenarci. > Non intendo denigrare il lavoro fatto finora dal gruppo di traduzione > di GRASS, anche perche' sono stata la prima ad abbandonare il campo. > Solo forse sarebbe bene mantenere piu' alta l'attenzione > sull'argomento: infatti, per buona parte dei potenziali nuovi utenti, > la documentazione nella propria lingua e' una vera manna. Un breve flashback: l'anno scorso a Perugia quando sono stato eletto nel consiglio direttivo dell'Associazione ho "promesso" che mi sarei dedicato alle traduzioni. Allora ero abbastanza impegnato nella traduzione del "GRASS Tutorial" di GDF, che al momento ho totalmente abbandonato per mancanza di tempo (e anche perché mi pare che ci sia stato un analogo stop upstream). Ho tentato diverse volte di raccogliere l'impegno di persone che sapevo essere interessate e già attive nell'opera di traduzione: Marco Curreli (GRASS), Antonio Falciano (GVSIG) e altri che ora non ricordo. Ho steso sul wiki nostro [0] così come su quello di OSGeo una bozza di infrastruttura tecnica che avrebbe minimizzato gli sforzi da parte delle persone che si avvicinavano alle traduzioni, che non avrebbe richiesto alcuna competenza di LaTeX o SVN (simile per certi versi alla piattaforma di Launchpad, per chi la conosce). La realizzazione di questa infrastruttura tecnica si è sempre arenata di fronte alla necessità di avere come base un server web configurabile ad hoc, perciò da molti mesi non ho più contatti con le persone interessate alle traduzioni. Inoltre, ho verificato che da parte dei gruppi di sviluppo upstream c'era una certa diffidenza (solo parzialmente motivata) nell'affidare la traduzione a persone esterne, e anche una certa ritrosia nell'accettare modifiche alla struttura del source tree che avrebbero agevolato le traduzioni via web (forse più comprensibile, ma comunque miope IMHO). So benissimo che la norma nel Translation Project così come in molti altri progetti di traduzione è quella di lavorare singolarmente su singoli programmi, ma a mio avviso questa strada ha mostrato di essere poco percorribile con le risorse attuali della comunità (e l'e-mail di Anne me lo conferma), mentre una infrastruttura di facile utilizzo e soprattutto condivisa tra il maggior numero possibile di progetti sarebbe l'ideale per translation party e cose del genere: in quel caso, invece che passare 3 ore a spiegare SVN al meeting, si potrebbe dedicare lo stesso tempo alle traduzioni! Scusate il lungo pippone. Era solo per dire che _si può fare_, basta un minimo di costanza e qualche accorgimento tecnico (anche se ormai mi sono convinto che nelle comunità "tecniche" manca totalmente il senso pratico che permette di realizzare semplici dispositivi in grado di migliorare la qualità delle attività). Ciao, Steko [0] http://wiki.gfoss.it/index.php/Traduzioni#Idee_per_una_piattaforma_di_traduzione -- Stefano Costa http://www.iosa.it/ Open Archaeology
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