Grazie, mi sembra un buon spunto di riflessione. Il giorno 14 luglio 2011 16:03, Niccolo Rigacci <[email protected]> ha scritto:
> On Wed, Jul 13, 2011 at 10:24:22PM +0200, Renzo Carlucci wrote: > > Mi sento di dover intervenire, anche se con un pò di difficoltà, > considerato > > il fraintendimento che con il mio articolo ho generato. > > Propongo questa chiave di lettura del fraintendimento: > nell'articolo originale di Carlucci, nelle sue slide "GIS e P.A." > e nella sua mail in questa lista NON COMPARE MAI una parola > chiave: LICENZA. > giusto. > > A mio parere Carlucci manca proprio in questo, non individua il > nocciolo del problema: chi si occupa di Open Data ha come primo > obiettivo definire una licenza (libera) da applicare al dato > (geografico). Non per niente Stallman con il Software Libero > iniziò proprio scrivendo una licenza (la GPL). > > La confusione di partenza si riassume nella frase di Carlucci: > "Quindi dati geografici liberi sì…. ma non gratuiti". > > vero > Il costo non ci interessa affatto, ci interessa la licenza! Se la > licenza è libera allora il costo diventerà marginale > automaticamente. > > e qui siamo perfettamente d'accordo. > Detto questo sarebbe utile che Carlucci spiegasse meglio come una > licenza libera sul dato geografico potrebbe essere deleteria per > la nostra società civile. > > Si potrebbe dimostrare che il ricavo della vendita del dato > geografico da parte della P.A. contribuisce in modo sostanziale > alla sua produzione. > Si potrebbe dimostrare come una licenza (libera) possa influire > negativamente sulla qualità del dato, magari prendendo spunto > dall'immensa mole di dati di Pubblico Dominio USA. > io mi preoccupo di eventuali effetti collaterali. > > Si potrebbe anche dimostrare che l'acquisto delle Ortofoto del > PCN con licenza non libera (si dice al costo di 1/8 rispetto alla > licenza libera), siano state un reale vantaggio per la > collettività, e che le stesse foto non siano state poi comprate > più e più volte da altri enti pubblici. > > Io di queste dimostrazioni non ne ho mai viste, quindi dubito che > esistano. > > certamente, abbiamo comprato le stesse informazioni più volte e più volte le abbiamo pagate care, ricordiamoci del famoso DTM che non si poteva usare perchè, dopo averlo pagato, lo Stato non ne aveva diritti di uso! E' ora di farla finita con queste cose. Anche per questo sono stato promotore della ricostituzione di una Commissione Geodetica che ponesse un freno a tale speculazione. www.commissionegeodetica.it Qualcuno negli anni '70 con l'avvento delle regioni cancellò il ruolo degli organi cartografici di stato, abolendo la Commissione Geodetica Italiana che aveva il compito di coordinamento. Simili ripetizioni di acquisti non si sarebbero avute se il controllo della cartografia fosse rimasto sotto l'armonizzazione di una commissione o authority che dir si voglia. Il ripetersi di acquisti e appalti simili tra le Regioni dimostra che abbiamo ventuplicato la spesa pubblica nella struttura del dato geografico. Non lo dico io, andate a vedere i reports di Inspire nelle Regioni Italiane. (anzi a dire il vero mi vien da pensare all'enorme sacrificio economico che oggi dobbiamo sostenere avendo replicato strutture) A me sembra che non abbiamo neanche adottato un unico Sistema di Riferimento Cartografico in sostituzione di quello "ufficiale" Gauss-Boaga. Ho visto cose turche per queste mancanze, aeroporti che non avevano l'allineamento tra gli aerei in discesa (WGS84) e la mappa del radar (ED50), migliaia di cause per espropri sbagliati nella sovrapposizione catasto (cassini soldner)-ctr (Roma40) (ampliamento 3° corsia Autostrade) Interi quartieri sorti in zona di vincolo Galasso, magari grazie a sistemi GIS con i sistemi di riferimento errati (vedi Parco Leonardo a Roma nella zona alluvionale del Tevere) > Infine una nota personale: alla domanda di Carlucci "affidereste > mai la vostra navigazione ai dati "liberi"?" la mia risposta è > "assolutamente sì, lo faccio tutti i giorni". Vi garantisco che i > risultati sono del tutto paragonabili a chi si affida ai dati di > TeleAtlas. > > Ribadisco che questa frase era provocatoria e vi invito a vedere quale uso viene fatto di ignari utenti da parte di teleatlas, che su questo ha basato il rialzo in borsa e la successiva vendita a Tom Tom (ultime slides della mia presentazione, ricavate da loro shot pubblicitari) > Forse la domanda di Carlucci voleva essere questa: "con i dati > liberi a chi posso dare la colpa se qualcosa va storto?". Ma > scaricare la responsabilità è un problema, fare le cose per bene > è un altro. > > Quella del dato certificato è poi tutta un'altra questione. Pensiamo al rilascio di un certificato di destinazione urbanistica, o alla VIA, d'altronde i documenti di progettazione della Torino-Lione riportavano una corretta valutazione di VIA. > -- > Niccolo Rigacci > Firenze - Italy > Tel. ufficio: 055-0118525 > -- Renzo Carlucci
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