Visto che ci sono diverse persone completamente nuove tra quelle iscritte a questa lista, e che non si è mai discusso delle licenze (che per alcuni sono delle sigle senza grosso significato), credo sia opportuno chiarire cosa significano queste sigle, e qual è la posizione di The Document Foundation in relazione a ciascuna di esse.
Premetto che ciascuno è assolutamente libero di scegliere se rilasciare il proprio lavoro con licenza LGPLv3+/MPL, in modo che possa essere utilizzato da LibreOffice, oppure se rilasciarlo anche con licenza AL2, in modo che possa essere usato anche da Apache OpenOffice. Mi scuso in anticipo per la lunghezza del messaggio, e per il tono (che in alcuni passaggi non è particolarmente simpatico), che è prima di tutto espressione della mia posizione personale, e successivamente - quando specificato - della posizione del Board of Directors di The Document Foundation. The Document Foundation ha scelto di adottare due licenze copyleft, ovvero LGPL (Lesser General Public License, la stessa di OOo) e MPL (Mozilla Public License, la stessa di Firefox e Thunderbird). Le licenze copyleft (LGPL più "forte" e MPL più "debole") obbligano a condividere con la comunità tutto quello che viene sviluppato a partire dal codice sorgente, anche in caso di eventuali versioni "proprietarie" (consentite dalla MPL, che per questo viene definita "weak copyleft"). La licenza MPL è stata adottata proprio per consentire alle aziende di sviluppare, per i propri legittimi fini commerciali, una versione proprietaria di LibreOffice, senza però ignorare quella comunità senza il contributo della quale non potrebbero avere porzioni importanti - e spesso fondamentali - dello stesso software. Le licenze proprietarie, tanto per intenderci, sono quelle di Microsoft Windows e Microsoft Office, e di Lotus Symphony, il software proprietario e gratuito (freeware) che IBM ha sviluppato dal codice sorgente di OOo, e continuerà a sviluppare dal codice sorgente di Apache OpenOffice. La AL (Apache License) è una licenza cosiddetta "permissiva", in quanto consente a un'azienda di sviluppare un software proprietario a partire dal codice sorgente, ma non la obbliga a restituire alla comunità le porzioni di codice che ha sviluppato (in modo che tutti ne possano beneficiare, nello spirito del software libero). Personalmente, e in questo sono molto più restrittivo degli altri membri del Board of Directors di The Document Foundation, ritengo che la Apache License sia veramente pessima, e piuttosto che "permissiva" dovrebbe essere definita "predatoria". IBM ha sviluppato Lotus Symphony prima sfruttando la SISSL (acronimo che non ricordo, ma che contraddistingueva una licenza "permissiva" come la AL, utilizzata da Sun per consentire ad altre aziende di sfruttare il codice di OOo per dei prodotti proprietari, ma che è stata adottata solo da IBM, tanto che è stata abbandonata con la versione 2.0 di OOo), e poi firmando un contratto con Sun che le consentiva di creare un prodotto proprietario da un codice sorgente open source. La donazione del codice di OOo ad Apache Software Foundation è stata ispirata da IBM (che infatti ha "salutato" l'annuncio con un comunicato stampa e tre post nei 30 minuti successivi al rilascio della notizia da parte di Oracle, a dimostrazione - se mai ce ne fosse stato bisogno - della sua regia), che in questo modo può continuare a creare un software proprietario senza dare nessun contributo. Il fatto che IBM abbia assunto 5 ex sviluppatori di OOo, infatti, non è certo il segno di un mutato atteggiamento nei confronti del progetto, ma è solo una dimostrazione della latitanza dei contributi nel progetto AOOoI (com'era peraltro evidente da mesi, visto che la preannunciata "esplosione" dei committer non c'è stata, anche perché i progetti basati su licenze "permissive" hanno - in media - meno della metà dei committer dei progetti basati su licenze copyleft). The Document Foundation ritiene che l'uso della AL consenta a IBM di perpetuare nel tempo un comportamento estremamente scorretto nei confronti della comunità (visto che può usare il lavoro dei volontari in modo unilaterale, a fini commerciali, e ignorare i principi del software libero). Per questo motivo, il Board of Directors di The Document Foundation scoraggia l'uso della Apache License, pur lasciando ciascuno - nello spirito autentico del software libero - libero di decidere secondo la propria coscienza. A chi volesse approfondire i contenuti e le caratteristiche delle tre licenze LGPLv3, MPL e AL consiglio di partire dalle relative voci di Wikipedia in versione inglese, che oltre a spiegare in modo chiaro il contenuto delle licenze stesse forniscono numerosi link di supporto. Cordiali saluti a tutti, e buon 2012 Italo Vignoli Member of the Board of Directors The Document Foundation [email protected] cell +39.348.5653829 - skype italovignoli (sent from a mobile device) -- Come cancellarsi: E-mail [email protected] Problemi? http://it.libreoffice.org/supporto/mailing-lists/come-cancellarsi/ Linee guida per postare + altro: http://wiki.documentfoundation.org/Netiquette Archivio della lista: http://listarchives.libreoffice.org/it/l10n/ Tutti i messaggi inviati a questa lista vengono archiviati pubblicamente e non sono eliminabili
