scopro con sorpresa dalle parole di Fabio che il riduzionismo, il
meccanicismo,  insomma le belle certezze delle fisiche  dure (e lo dico da
fisico) sono di nuovo in auge e che chi fa ricerca "e' andato oltre" nel
senso, immagino, che considera  l'epistemologia  un fardello inutile.
Se fabio,senza far girare un programma, e' in grado di predire in che
attrattore strano finirà un fenomeno non lineare me lo spieghi e si vinca il
suo meritatissimo Nobel . Nostalgia delle laplaciane?

fc

On 30/11/06, fabio sterpone <[EMAIL PROTECTED]> wrote:

intanto: non volevo polemizzare con la recensione, ma con una cosa
stantia che ormai Cini parla da 10 anni.

> A) Avrei dovuto specificare meglio: riduzionismo ontologico. Il
> riduzionismo metodologico è legittimo, e necessario. molte cose
> (almeno, il kauffman che cita Cini) nelle scienze della complessità
> piu' che riduzioniste sono strutturaliste (altra forma di riduzione,
> ma diversa da altre). Ma se avessi iniziato a fare qeusti distinguo,
> su Liberazione avrebbero tagliato il pezzo.
>
> B) non prevede nello stesso senso in cui lo faceva la fisica
> precedente (o almeno, il santino della fisica precedente). ho
> semplificato troppo?
Credo troppo, e non capisco cosa voglia dire. La prossima volta che si
fa una convention sul clima, e si prevedono le conseguenze dell'effetto
serra, applica esattamente quanto detto al concetto di previsione. Se
non c'e' previsione perche' ridurre le emissioni dei gas?


> C) E' necessario tutto cio' per il resto? forse si, almeno da un punto
> di vista epistemologico (nella prospettiva Cini). Se ammetti nelle
> scienze dure la difficoltà di previsione, allora anche le scienze
> sociali (politica, economia et al) possono essere scientifiche e in
> qualche modo autonome. Cioe', dice Cini, non possiamo pensare che solo
> la fisica sia la scienza (semplifico con l'accetta). E l'idea
> tecnocratica, progressista e prometeica di dominio sulla natura viene
> meno: si deve ragionare non solo nei termini della fisica laplaciana,
> ma aprire a diverse modalità, che forse possono far leggere meglio la
> natura. e comunque (dice Cini), una scelta etica è fondamentale.
>
La scelta etica non ha nulla a che fare con la possibilita' di predirre,
e il predirre non ha a che fare con il progresso. Perche non impariamo a
dire che la predizione deve solo fare i conti con scale teporali
diverse. In alcuni casi questo rende impossibile l'umana azione, che è
circoscritta esclusivamente ad una scala temporale.

Trovo monotono che l'epistemologia ancora sta a cercare di capire se la
fisica e' scienza regina, o meno, quando ormai ovunque chi fa ricerca, è
ben andato oltre, senza per questo lasciare 1) riduzionismo 2)
predizione 3) calcolo.
Che sono gli elementi essenziali di una scienza modellistica, come è
quella contemporanea.
ciaociaof
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