a volte si perde il filo del discorso .

Eravamo arrivati a due condizioni 

1 - decompili , apri, studi, per recuperare i tuoi dati o per sapere come 
funziona il software perché il fornitore NON TI FORNISCE I TRACCIATI RECORD 
ADEGUATI (perché questo era il problema originale) 
Su questo mi pare che tutti (me compreso) tranne pochi sono d'accordo nel dire 
che non incorri in nessuna sanzione o rischio perché se il fornitore non fa il 
suo dovere tu hai il diritto di difenderti con qualsiasi mezzo. Fermo restando 
che PRIMA devi chiedere al fornitore di fare il suo dovere.

2 - decompili per copiare 
In questo caso (come nell'auto) puoi studiare i minimi dettagli ma se fai un 
pezzo uguale ad uno  originale coperto da brevetto, paghi una sanzione. 
Sul software credo che se fai un software uguale a quello del tuo fornitore, 
copiando spudoratamente il codice che hai de compilato , qualche sanzione la 
rischi non c'è il brevetto ma c'è una licenza d'uso.

quali leggi, 
la licenza d'uso è un contratto (scrittura privata) che l'utente accetta. Non 
rispettarne le clausole da diritto ad un risarcimento in sede civile. Sentire 
un avvocato per maggiori dettagli.

claudio

> -----Messaggio originale-----
> Da: [EMAIL PROTECTED] [mailto:[EMAIL PROTECTED] Per
> conto di simo
> Inviato: lunedì 17 marzo 2008 12.31
> A: [email protected]
> Oggetto: Re: R: R: [lex] Chiarimento su un articolo...
> 
> 
> On Sun, 2008-03-09 at 12:06 +0100, Multimedia IT - Claudio Caprara
> wrote:
> 
> > Certo, immaginiamo che tu produca un software di calcolo
> strutturale.
> > Per usarlo non hai mica bisogno di conoscere gli algoritmi di calcolo
> > (e come il software dispone i dati per eseguirlo), devi conoscere la
> > struttura dei dati da inserire e, a mio parere, devi avere la
> > possibilità di recuperare i dati inseriti... vedi dopo.
> 
> In genere, e soprattutto nel caso specifico del calcolo strutturale e'
> quasi indispensabile conoscere quali algoritmi vengono applicati per
> poter fare un uso consapevole del programma e sapere come leggerne i
> risultati. Non e' necessario sapere come vengono implementati in
> software, ma e' necessario sapere qual'e' l'errore introdotto dalla
> particolare implementazione (i calcolo non sono mai perfetti) in modo
> da poterne tenere conto quando si studiano le tolleranze.
> 
> > Attenzione però nell'esempio che ho fatto prima la decodifica dei
> dati
> > interni al programma potrebbe configurarsi come violazione di
> > proprietà industriale;
> 
> Potresti indicare esattamente quali leggi pensi si potrebbero violare
> decompilando un programma ? Mi risulta che la decompilazione (e quindi
> lo studio dei meccanismi interni) non sia vietata per legge, ma mi
> potrei sbagliare, di sicuro ci sono casi in cui il "reverse
> engineering"
> e' perfettamente ammesso, per esempio per ricavare i propri dati o per
> scopi di interoperabilita'.
> 
> >  in fondo ricavi il funzionamento di un algoritmo che non è
> > assolutamente indispensabile al recupero dei TUOI dati e potresti
> > farlo con lo scopo di costruirne uno alternativo e concorrenziale.
> 
> Questo credo si possa determinare solo caso per caso.
> 
> >  delicata la questione. Parliamo sempre di recupero DEI TUOI DATI non
> > di quelli  generati dal software per il suo funzionamento e non
> > indispensabili per il suo uso corretto.
> 
> Mi viene in mente di spostare il discorso su un analogia, se io smonto
> una automobile che ho acquistato, fin nelle minime parti, e ne studio
> il funzionamento, dove sta il problema ? E' possibile paragonare le due
> situazioni ? O ci sono leggi (sarebbe bello citarle) o condizioni che
> rendono i due casi differenti ?
> 
> Simo.

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