On 01/24/2010 02:33 PM, Marco Esposito wrote:
> quindi una azienda mette soldi>sviluppo>codice
> un privato tempo>sviluppo>codice.

questo mi sembra un "riassunto" perfetto, che condivido in pieno

potremmo sosituire, nel caso di un privato, la parola "tempo" con "curiosita'", "interesse" o qualunque altra fa al caso del singolo

> Il coinvolgimento delle aziende è proprio la linea rossa
> che distingue il Free Software (o come insisteva Stallman
> qualche giorno fa: Software Libero) dell'Open Source, su
> cui esistono delle cointeressenze da parte degli
> sviluppatori (aziende e singoli privati) a collaborare.

su questo invece ci andrei con piu' cautela; quello che la Open Source Initiative professa infatti e' la liberta' di poter accedere, nel senso di visionare, il codice sorgente dell'applicazione

questo con l'obiettivo per esempio di rendere piu' semplice l'individuazione dei bug e piu' sicure le implementazioni

quello che la GNU si professa di tutelare invece sono le liberta' di accesso e _anche_ di utilizzo del codice sorgente

http://www.gnu.org/philosophy/open-source-misses-the-point.html

la differenza e' che nel primo caso il fatto che un utente abbia accesso al codice non implica che abbia il diritto di riutilizzarlo e/o modificarlo per i suoi scopi, invece nel secondo si

nessuno dei due comunque si occupa della questione economica e comunque va detto che la free software foundation _incoraggia_ la vendita del software libero

http://www.gnu.org/philosophy/selling.html

il problema infatti non e' tanto se sia una compagnia come Red Hat o un privato a contribuire, ne' nel prezzo, ma quanto appunto nella tutela delle liberta' dell'utente e quindi nella licenza con la quale il software viene distribuito
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