vorrei prendere spunto dall'argomento precedente, dal titolo Re: [ml] 
Official: Changes in (ISC)2 Credential  Recertification Requirements to Start 
30 April 2008]

ed in particolare da questo messaggio di Marco Misitano:

Alle 12:24, giovedì 8 novembre 2007, marco misitano ha scritto:
> Si, probabilmente e' cosí. Dev'essere per evitare che qualcuno non
> sottomettesse nulla e poi centoventi punti fatti nei due mesi
> precedenti. Ha piu senso di come l'avevo intesa io. Certo che ISC2 a
> scrivere le cose criptiche e' proprio brava. del resto chi ha passato
> l'esame CISSP ha certamente dimostrato di avere i mad skillz per capire
> cosa intende ISC2 quando scrive :-)

per fare una considerazione da futuro candidato alla certificazione CISSP.
Ho provato a fare una prima volta l'esame. Non l'ho passato per una manciata 
di punti, rispetto al punteggio minimo. Studiero' di piu'!
La mia riflessione e', in particolare sulla certificazione CISSP, se sia 
necessario dover sostenere questi esami nella lingua inglese o se non sia 
piuttosto opportuno, sostenerli nella lingua di Dante Alighieri.
Ho notato che gli esami per la certificazione CISSP, a richiesta, vengono 
erogati anche in altre lingue differenti dall'inglese, e a mia domanda 
diretta, ISC2 ha risposto che per quanto riguarda l'Italia il problema 
principale e' che manca chi traduce le domande.
Comprendo perfettamente che la lingua inglese e' necessario conoscerla, ma mi 
chiedo perche' in altre nazioni nessuno si pone questo problema e ci sono 
esami "nazionalizzati" senza sminuire il valore della certificazione 
conseguita, mentre da noi e' quasi tabu' parlarne e chiedere spiegazioni per 
vie ufficiali...?

-- 
kaleida
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