Alle 12:21, venerdì 9 novembre 2007, marco misitano ha scritto:
> > Comprendo perfettamente che la lingua inglese e' necessario conoscerla,
> > ma mi chiedo perche' in altre nazioni nessuno si pone questo problema e
> > ci sono esami "nazionalizzati" senza sminuire il valore della
> > certificazione conseguita, mentre da noi e' quasi tabu' parlarne e
> > chiedere spiegazioni per vie ufficiali...?
>
> Possiamo parlarne quanto vogliamo, ma il problema resta.. chi traduce le
> domande ?
>
> se c'e' qualcuno certificato CISSP (immagino sia un requisito) , mi
> faccio volontario per segnalare a clusit la lista aggregata delle
> persone che si offrono.
>
> La mia opinione (opinabile e quant'altro) e' che tutti i CISSP debbano
> parlare la stessa lingua, altrimenti se ci troviamo a parlare di
> "servente di chiavi", "servidor de chaves", "serveur de clés",
> "keyserver" e non so come si dice in tedesco, non ci passa piú.

comprendo la tua posizione.
Se il problema dei traduttori e' che devono gia' essere cissp, allora non 
posso candidarmi. La mia osservazione deriva dal fatto che mi sembra per 
quelle che sono le mie modeste capacita' con la lingua inglese, non sempre 
l'inglese usato nelle domande d'esame cissp siano veramente scritte in 
inglese corretto o comunque da madrelingua. 
Mi sono trovato a volte nella stessa situazione di quando ero a contatto, per 
lavoro, con diversi statunitensi (militari) che provenendo da diverse parti 
degli USA, avevano non sempre espressioni riconducibili sotto il dominio 
della lingua inglese per lo meno come io l'avevo studiata a scuola.
non so se altri hanno avuto la stessa impressione, in merito alle domande 
CISSP.
Poi, ovvio che e' inutile tradurre termini di accezione comune come computer 
piuttosto che key server, in italiano, ma io parlavo in generale delle 
espressioni. Per altro mi risulta che vi siano altre certificazioni 
altrettanto valide come cissp, che pero' si tengono anche in lingua italiana.
Concludo, condividendo con te la necessita' di parlare tutti una lingua comune 
(ovviamente oggi, almeno per alcuni anni, ancora 
l'american-messican/emigrat-inghilterr-indian-inglese...)

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kaleida
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