Il giorno 27 luglio 2010 19.37, Rosario Russo <[email protected]> ha
scritto:

> Ma a questo punto, tra un (sottopagato e precario) sistemista italiano e un
> amministratore di sistema di Google forse (e dico: forse) e' preferibile il
> secondo. Poi si sa, la sicurezza non e' tutta "tecnologia", ma anche
> "persona". E qui sta sicuramente l'anello piu' debole.


infatti il "cazzone" lo trovi anche tra il personale di google.
spezzo una lancia (dedra...) in favore dei sistemisti anche precari e anche
sottopagati, ma che come me, fanno lo stesso il loro dovere, spesso,
insegnando al datore di lavoro come mettersi in regola con le leggi e
facendo dei mini corsi compatti ai "committenti".

la questione mi sta particolarmente a cuore, perch?? proprio partendo dallo
spunto dato dal "successo" almeno attuale del cloud computing, vorrei
dimostrare come sia possibile anche in Italia, dare lavoro a uno che abita a
Lampedusa e lavorando in "telelavoro" pu?? serenamente gestire una server
farm in Viale Lorenteggio che magari ospita il sito dell'Hotel ad
Agigento... o i 1000 terminali di una compagnia assicurativa sparsa per
tutta Italia.

Perch?? google va bene e un italiano in telelavoro no ?


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Calogero Bonasia - http://www.linuxteam.info/
Freelance System Administrator and Linux Trainer
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