2010/8/9 Sanata <[email protected]>:

> NON SAI cosa c'e' dietro la cloud, e quindi dire "la cloud e' piu'
> sicura da questo punto di vista" significa fare un atto di fede verso la
> faccia che la cloud propone. Puo' succedere o no, ma nel caso uscisse
> fuori un ipotetico "scandalo dipendenti corrotti Google" si fa presto a
> salire in cattedra col senno di poi.

Permettetemi di fare notare (solo in parte scherzosamente..) che se
chi prende decisioni in ambito IT ha paura di essere giudicato col
senno di poi, per lui esiste una famosa azienda con la caratteristica
che "chi la sceglie non è mai stato licenziato".. ;-)
Per quarto riguarda Google o chiunque altro, ci sono le certificazioni
e la reputazione dell'azienda, chiamiamoli pure "atti di fede" ma
penso che se ne facciano continuamente nelle decisioni aziendali e
nella vita di tutti i giorni.

> SICUREZZA (verso perdita di dati): anche qui ci sarebbe da parlarne
> (vedi disastro T-Mobile dell'anno scorso). Ma anche se
> mediamente la cloud fosse migliore, il guaio e' che il 99% degli utenti
> di un servizio email cloud lasciano le email nella cloud invece che
> scaricarsele in locale (d'altronde e' uno dei motivi del successo di
> Gmail no?), questo rende devastante uno scenario di disservizio. Non e'
> meglio tenere la posta in locale e affidarsi a un servizio
> esterno per il backup (ovviamente cifrato user-side)? Non e' una domanda
> retorica.

Google Apps Premier offre un di serie un servizio di archiviazione
(Postini), che dovrebbe garantire un ulteriore livello di sicurezza
contro la perdita di dati. Google comunque memorizza le informazioni
replicandole istantaneamente su datacenter diversi, quindi credo che
il rischio teorico sia più che altro quello della cancellazione di
ogni replica a causa di un bug o di una manovra errata (spero che
abbiano previsto qualche contromisura software contro questa
eventualità..).
Ricordo anche che è possibile realizzare un archivio locale di tutta
la posta di un dominio (in entrata e in uscita) utilizzando un gateway
in entrata sul quale dirigere gli MX, e specificando un gateway per la
posta in uscita nel pannello di controllo.

> COSTI: Gmail a parte (ci saranno servizi email gratuiti, italiani non
> cloud-based tralaltro), di quanto risparmio si parla rispetto a un
> servizio email tradizionale ? 20%? Fosse anche del 50%, per un'azienda
> di 10 dipendenti si traduce in? Non e' una domanda retorica.

Su questo penso che si potrebbe aprire una discussione abbastanza
articolata, ma che sarebbe off topic rispetto alle questioni di
sicurezza che si discutono qui. Se mi concedete qualche riga, secondo
me l'approccio giusto dovrebbe essere: prendete il sistema che avete
attualmente, chiedetevi dove volete arrivare, e confrontate i costi
delle alternative praticabili per la vostra realtà: Exchange/Outlook,
Lotus Domino/Notes, mail server free con IMAP/thunderbird, Google
Apps.. è chiaro che a seconda delle caratteristiche di partenza
(inclusa la disponibilità o meno di personale già esperto o che può
essere formato per una delle varie alternative) e dei risultati che si
vogliono ottenere, i costi/risparmi potrebbero essere molto diversi.
Es. ho una quota significativa di utenti che utilizzano computer
diversi, anche fuori dall'azienda, nonchè smartphone, non intendo
imparare ad amministrare un server di posta.. punti a favore di Google
Apps. Ho il 90% di utenti che hanno sempre usato Outlook, l'useranno
solo in azienda, non sono interessati ad altro oltre a un servizio di
base di email, amministro già sistemi MS.. punti a favore di Exchange.
Ecc ecc


> UPTIME: di nuovo, dipende. La stessa Gmail ha avuto qualche incidente
> negli ultimi due anni se non erro, di certo di piu' spesso che alcuni
> servizi di posta gestiti da sistemisti scalcagnati di cui non faccio

Beh, sono capaci tutti di avere un uptime migliore di Google: basta
non effettuare mai un cambio di release del server, non implementare
mai funzioni nuove, non dover mai sostituire dell'hardware, no? :-)
Per quanto riguarda Google, ricordo un down significativo, che ha
avuto un impatto quasi globale sulla loro clientela: quello di
settembre dell'anno scorso quando l'interfaccia web smise di
funzionare per molte ore (POP/IMAP e cellulari continuavano a
funzionare).
E' sicuramente un aspetto da tenere presente in fase di valutazione,
ed è bene avere un "piano B" nel caso un evento come quello sopra
menzionato si dovesse ripetere, per esempio configurando al volo
qualche Outlook Express con IMAP agli utenti più critici. Oltre ai
down di Google, mi preoccuperei dell'affidabilità della connettività
ad internet dell'azienda..


> PROFILAZIONE: beh qui non dico nulla, senonche' il problema per come la
> vedo io e' troppo spesso sottostimato. E, si', anche Hotmail e co.
> possono fare (fanno) profilazione, ma Google lo fa Meglio e Di Piu'.
>
> (non sono prevenuto contro Google, loro offrono un servizio e chiedono
> un prezzo in cambio, come tutti, personalmente e' un prezzo che non sono
> disposto a pagare ma qui sono opinioni)

Da dove risulta che Google (in particolare con Google Apps) faccia
profilazione (nel senso di cedere a terzi informazioni di dettaglio
sugli utenti)?

-- 
Ciao,
 P.
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