On 02/13/2011 01:25 PM, Sandro Fontana wrote: > C'erano pero' delle anteriorita', quindi niente di fatto: > vedi ad es "Bruce Schneier - An Authenticated Camera" (del 1996!) > > Secondo me l'idea continia ad essere buona; in ogni caso per dare una > testimonianza plausibile, la firma dovrebbe essere realizzata da un > dispositivo sicuro, quindi ci vorrebbe almeno un crypto-chip > all'interno dell'apparato che realizza la foto, a sua volta non dico > certificato, ma almeno tamper evident.
Più o meno in quel periodo ricordo di averne discusso con qualcuno che si occupava di apparecchi elettromedicali per radiografie ecc. L'idea era che la macchina firmasse le immagini che produceva per garantirne l'origine e soprattutto l'inalterabilità , anche se non ricordo esattamente il business case. Immaginando che da allora qualcuno avesse pensato a implementare l'idea, ho fatto una rapida ricerca, pare che il formato DICOM (part 15) tratti il problema, ma non sembra che neppure in questo campo la funzionalità sia molto sfruttata: http://forum.dicom-cd.de/viewtopic.php?p=3803&sid=022c6d3cfec8e085a2560a38132f6a77 ciao - Claudio -- Claudio Telmon [email protected] http://www.telmon.org ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
