On 24/02/2011 11:23, rino lo turco wrote:
credo che il problema sia :
quanto indicato nell'immagine ? corrispondente al vero?
se la domanda ? questa allora non esiste alcun modo tranne che l'uso di
altra fonte che dia la stessa informazione .

mmm... ad un certo punto qualche componente la devi considerare "trusted". La componente che ho in mente è il primo processore grafico, quello che legge il sensore e che genera il RAW, con il quale l'utente non può interagire. Se firmo con la mia chiave privata un RAW a sua volta firmato da una chiave privata legata al processore, chiunque con le 2 chiavi pubbliche a disposizione può stabilire 1. che il file è il mio. 2. che è stato generato dal processore RAW XYZ che per definizione non ha possibilità di modificare il risultato su comando dell'utente.

Quello che secondo me non è considerabile trusted è il secondo processore che a partire dal RAW in memoria della macchina e di alcune impostazioni utente ti genera il jpg.

se firmo una immagine cosa faccio , la rendo corrispondente al vero?
ovvero nel firmarla rendo la sua rappresentazione della realt? come una
copia vera della realta' ? io credo di no.
Io credo di si, nel momento in cui consideri la fotocamera come uno strumento di misura con le succitate considerazioni.

Se poi uno fotografa da lontano in condizioni di luce pessime e con il delirio tremens il cartonato di un VIP vicino alla velina di turno, allora ha rappresentato la realtà ma usando una scala di misura inadeguata, per cui la misura non è valida. Ha misurato il diametro di un batterio con il metro della sarta.


se invece voglio trovare la paternit? di un'immagine allora il raw ?
sicuramente lo strumento e se si vuole trovare l'originale di una seria
di immagini  .. idem .

si e no ... da un RAW ricavi un JPG che "assomiglia" al RAW, ma da un JPG non risali al RAW. non credo tu riesca a dare prova inconfutabile di corrispondenza. Firmando adeguatamente si.

Nota di colore: ai tempi di pellicola e stampe pare si usasse ritagliare una cornice dalla stampa. La cornice esterna veniva trattenuta dal fotografo. In caso di contenzioso l'operazione consisteva nel riposizionare la stampa dentro la cornice per verificarne la corrispondenza.

In ogni caso la prima parte della discussione (uso della fotocamera come strumento di misura della realtà) è interessante.

La seconda parte (digital rights management) è un problema che al momento non ha forse molto senso risolvere per l'utente di basso profilo che continuerà ad essere incazzato perchè gli hanno fregato le foto su flickr.

 Un saluto a ML-PhotoShop :)


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