Ciao,

di metriche capisco davvero poco, e ritengo che in generale sia
piuttosto facile manipolare i dati per sostenere una preconcetta idea,
di qualunque tipo.

e di geopolitica non m'intendo, ma mi pare che vent'anni di guerre
USA-Europa a esportare la democrazia con gli eserciti, cinquant'anni di
"guerra alla droga" in america latina, quattro anni di Trump, oltre
vent'anni di Putin, l'avanzata della Cina come modello espansivo
autoritario in Africa (oltre alla fine di Hong Kong ecc.), il
nazionalismo indù in India, il ripiegamento della Brexit,
l'autoritarismo galoppante nell'est Europa, i vari fondamentalismi
musulmani che si scannano anche fra loro, beh,

siano già di per sé pessimi segnali per gli stati liberali.

però purtroppo anche esperti di metriche sostengono la ritirata delle
democrazie (se vogliamo assimilarle agli stati liberali, con una qualche
forzatura), es. secondo una ONG davvero molto vicina al governo USA
(scelgo appositamente una fonte con cui non condivido nulla):

2020

https://freedomhouse.org/report/freedom-world/2020/leaderless-struggle-democracy

a occhio e croce le cose sono peggiorate con la pandemia. Nelle
situazioni emergenziali (ma c'è sempre un'emergenza: "guerra al
terrore", "antrace", "crisi finanziaria", ecc ecc...) lo Stato tende a
inglobare settori della società, a occuparsene. nei momenti non critici
lo Stato tende a ritirarsi, o meglio, la società civile tende a espandersi.

in relazione alla pandemia, la cosa è ben argomentata nel recente

Corbellini, Mingardi, La società chiusa in casa. La libertà dei moderni
dopo la pandemia, Marsilio, 2021.

le metriche di felicità sono davvero difficili da valutare, mi sa.

in maniera del tutto non scientifica, mi premuro sempre di chiedere come
la vedono alle persone con cui faccio formazioni e lezioni (dalle medie
inferiori all'università); negli ultimi anni le risposte che ricevono mi
dicono che la percezione è via via peggiorata e la fiducia nella
capacità delle istituzioni sminuita. ma, cosa a mio parere assai
peggiore, è diminuita la fiducia nelle proprie (individuali) possibilità
e capacità di far bene ciò che si desidera, e nelle possibilità di
incidere sulla realtà da parte dei gruppi a cui si appartiene. non parlo
solo dell'Italia, magari fosse cosa limitata a sud delle alpi!

quanto alla fiducia nella capacità di poter gestire gli strumenti
digitali, quella è caduta in picchiata negli ultimi quindici anni.
social, smartphones e invasione di interi settori da parte dei GAFAM
anche per i più disattenti hanno senz'altro aiutato.

e se non sono i ragazzi a sentirsi potenti e capaci di tutto, non vedo
proprio chi potrebbe... i tecnoburocrati? certo, vanno di moda, e loro
sì son capaci di tutto. hanno una "soluzione" per tutto, anche per la
democrazia naturalmente. un'IA magari.

vade retro

quindi direi che è senz'altro il caso di lasciare il pessimismo per
tempi migliori ;)

k.



Il 19/11/21 18:45, Giacomo Tesio ha scritto:
> On Fri, 19 Nov 2021 17:25:02 +0100 Stefano Quintarelli wrote:
> 
>> ciao
>>
>> On 19/11/21 17:07, karlessi wrote:
>>> 3. attualmente lo Stato liberale è in relativa crisi rispetto alle
>>> versioni più dispotico-autoritarie (Cina, Russia e dintorni)  
>>
>> questa e' una affermazione che e' molto condivisa.
>> tuttavia mi-ti chiedo, secondo quale metrica ?
>>
>> [...] per le altre metriche (salute, calorie, educazione, aspettativa
>> di vita, felicita', ecc. ecc.)  faccio fatica a riscontrare la crisi
>> degli stati liberali.
> 
> Temo dipenda da punto da cui osservi, Stefano.
> 
> 
> Giacomo
> 

-- 
"tecnologie appropriate - https://alekos.net";

"pedagogia hacker - https://circex.org";
_______________________________________________
nexa mailing list
[email protected]
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa

Reply via email to