Cari tutti,

(*1*) Devo ammettere che mi sorprende un poco la generalizzata reazione
negativa alle affermazioni di un Nobel che ha dedicato l'intera vita a fare
seria ricerca in materia di reti neurali. Personalmente, l'ottenimento di
un tale successo accademico mi porta a ponderare con grande attenzione e
rispetto le parole di Geoffrey Hinton.

(*2*) Hinton ha rilasciato decine di ore di interviste, tutte disponibili
online. Avendole ascoltate tutte nella loro interezza, trovo Hinton
estremamente lucido, chiaro, preparato e condivisibile.

(*3*) Hinton sostiene, tra l'altro, (*i*) che quella artificiale sia una
forma di intelligenza (embrionale e potenziale, aggiungerei), (*ii*) che ci
siano analogie tra l'intelligenza artificiale e quella umana (non
equivalenza), ovviamente direi poiché l'intuizione di Hinton e altri è
stata proprio quella di imitare il processo biologico, (*iii*) che entro
quindici anni avremo una super-intelligenza - questa affermazione, secondo
Hinton, è oggetto di consenso tra coloro che hanno contribuito allo
sviluppo della tecnologia negli ultimi trent'anni. Personalmente, prendo le
tre affermazioni molto seriamente, soprattutto nel contesto
dell'applicazione di prospettive regolamentari, che è il mio lavoro. Sul
punto condivido con voi ricerca fondante in materia:

   - Yann LeCun, Yoshua Bengio, and Geoffrey Hinton, 'Deep learning' (2015)
   521 Nature 436 <https://www.nature.com/articles/nature14539>;
   - Demis Hassabis and others, ‘Neuroscience-Inspired Artificial
   Intelligence’ (2017) 95(2) Neuron 245, 245–47;
   - Jenny Saffran, Richard Aslin and Elissa Newport, 'Statistical Learning
   by 8-Month-Old Infants' (1996) 274 Science 1926, 1926–27 (infants track
   transitional probabilities in syllable streams—learning distributional
   regularities from exposure);
   - Ram Frost and others, 'Domain Generality versus Modality Specificity:
   The Paradox of Statistical Learning' (2015) 19(3) Trends in Cognitive
   Sciences 117, 117–19 (review: humans acquire statistical structure across
   modalities; learning reflects sensitivity to co-occurrence and sequence
   regularities);
   - Jenny Saffran and Natasha Kirkham, 'Infant Statistical Learning'
   (2018) 69 Annual Review of Psychology 181, 182–85 (survey of evidence that
   human learners extract patterns and regularities from continuous input,
   forming abstract representations rather than memorising surface forms);
   - Joshua Tenenbaum and others, 'How to Grow a Mind: Statistics,
   Structure, and Abstraction' (2011) 331(6022) Science 1279, 1279–80 (human
   learning builds abstract structural representations from statistical
   evidence rather than storing surface details);
   - Jeff Hawkins, Subutai Ahmad and Yuwei Cui, ‘A Theory of How Columns in
   the Neocortex Enable Learning the Structure of the World’ (2017) 11
   Frontiers in Neural Circuits 81;
   - Jeff Hawkins and Sandra Blakeslee, On Intelligence: How a New
   Understanding of the Brain Will Lead to the Creation of Truly Intelligent
   Machines (Times Books 2004);
   - Jeff Hawkins, A Thousand Brains: A New Theory of Intelligence (Basic
   Books 2021) chs 1–3.;
   - Andy Clark, 'Whatever Next? Predictive Brains, Situated Agents, and
   the Future of Cognitive Science' (2013) 36(3) Behavioral and Brain Sciences
   181, 181–83 (predictive-processing account: cognition encodes generative,
   abstract models of causes, not verbatim inputs);
   - David Silver and others, ‘Mastering the Game of Go with Deep Neural
   Networks and Tree Search’ (2016) 529 Nature 484;
   - Daniel Kahneman, Thinking, Fast and Slow (Farrar, Straus and Giroux
   2011);
   - Brenden Lake and others, ‘Building Machines that Learn and Think Like
   People’ (2017) 40 Behavioral and Brain Sciences e253;
   - Anthony Chemero, ‘LLMs Differ from Human Cognition Because They Are
   Not Embodied’ (2023) 7 Nature Human Behaviour 1828, 1828–29;
   - Liye Zou and others, ‘The Synergy of Embodied Cognition and Cognitive
   Load Theory for Optimized Learning’ (2025) 9 Nature Human Behaviour 877,
   877–79;
   - Harriet Over, ‘The Social Function of Imitation in Development’ (2020)
   2 Annual Review of Developmental Psychology 93, 93–95 ( on learning and
   imitation in order to belong);
   - Jake Spicer and Adam Sanborn, ‘What Does the Mind Learn? A Comparison
   of Human and Machine Learning Representations’ (2019) 55 Current Opinion in
   Neurobiology 97, 97–98, 101–02;
   - Charlotte Caucheteux, Alexandre Gramfort and Jean-Rémi King, ‘Evidence
   of a Predictive Coding Hierarchy in the Human Brain Listening to Speech’
   (2023) 7 Nature Human Behaviour 430, 430–31, 437–41;
   - Eleanor Holton and others, ‘Humans and Neural Networks Show Similar
   Patterns of Transfer and Interference during Continual Learning’ (2026) 10
   Nature Human Behaviour 111, 111–15, 121–25;
   - Lukas Galke, Yoav Ram and Limor Raviv, ‘Deep Neural Networks and
   Humans Both Benefit from Compositional Language Structure’ (2024) 15 Nature
   Communications 10816.

(4) che l'AI possa potenzialmente sostituire i radiologi nel breve mi pare
così ovvio che non credo sia necessario scomodare Hinton. In termini di
allocazioni delle risorse (formative), quindi il ragionamento di Hinton è
sostenibile. E' invece questione diversa se produca più o meno esternalità
positive per la società mantenere monopoli professionali in capo a soggetti
umani. Io credo che convenga continuare a mantenere questi monopoli, quindi
le professioni abilitate dovrebbero continuare ad essere prerogativa
esclusiva di agenti umani, aumentati dalle competenze conoscitive e
computazionali della macchina.

(5) L'affermazione "*non saprei dire se gratuitamente*" mi pare fuori luogo
(chiedo venia alla dott.sa Tafani nel caso abbia mal compreso il
riferimento). Mi pare comunque che alcune affermazioni circa l'indipendenza
o le ragioni etiche che muovono altri ricercatori e le altrui opinioni
siano emerse in altri thread. Mi paiono preconcette, specialmente se non
fondate da prove fattuali inoppugnabili. Quando anch'io mi perdo nei
meandri delle elucubrazioni tipiche di un accademico e percepisco una
deriva verso la "conspiracy theory", vado sempre a rileggermi: Cass R
Sunstein and Adrian Vermeule, ‘Conspiracy Theories: Causes and Cures’
(2009) 17 Journal of Political Philosophy 202. Nel caso di Hinton
l'affermazione è assolutamente infondata. Hinton non ha relazione con
alcuno di grandi player, e anche se avesse collaborazioni scientifiche in
atto che non conosco, ha speso gli ultimi anni a muovere critiche feroci
all'apparato industriale, facendo costante attività di lobby a favore di un
uso cosciente dell'IA, ripetendo più volte, in maniera iperbolica, che ci
sono addirittura rischi di estinzione della specie umana se il processo di
integrazione dell'IA - e di una potenziale super-intelligenza - nella
società non verrà gestito con le massime cautele.

Godfather of AI: They Keep Silencing Me But I’m Trying to Warn Them!
<https://www.bing.com/videos/riverview/relatedvideo?q=interview+hinton&cvid=79fd446fb16243b1afe161335ee3a81c&gs_lcrp=EgRlZGdlKgYIABBFGDkyBggAEEUYOTIGCAEQABhAMgYIAhAAGEAyBggDEAAYQDIGCAQQABhAMgYIBRAAGEAyBggGEAAYQDIGCAcQABhAMgYICBAAGEDSAQg0MjI5ajBqN6gCALACAA&PC=DCTS&ru=%2fsearch%3fq%3dinterview%2bhinton%26cvid%3d79fd446fb16243b1afe161335ee3a81c%26gs_lcrp%3dEgRlZGdlKgYIABBFGDkyBggAEEUYOTIGCAEQABhAMgYIAhAAGEAyBggDEAAYQDIGCAQQABhAMgYIBRAAGEAyBggGEAAYQDIGCAcQABhAMgYICBAAGEDSAQg0MjI5ajBqN6gCALACAA%26FORM%3dEDGUC2%26PC%3dDCTS&mmscn=vwrc&mid=A3915D8DFCE9C3A2BE88A3915D8DFCE9C3A2BE88&FORM=WRVORC&ntb=1&msockid=3cd5b155809411f1bf705dc9f4de2223>
(l'intervista
più godibile e comprensiva ma ce ne sono molte altre)

Transcript from an interview with Geoffrey Hinton - NobelPrize.org
<https://www.nobelprize.org/prizes/physics/2024/hinton/1925103-interview-transcript/>

(6) Hinton è uno psicologo cognitivo, non un ingegnere, e il "disastro
ingegneristico" forse lo dovremmo sostanziare (ho letto il lavoro postato),
forse dovremmo attenderlo prima di affermarlo in maniera iperbolica, forse
tra vent'anni dovremmo verificare quanti di noi hanno usufruito di tecniche
mediche avanzate impensabili prima dell'avvento di una "great
transformation" mossa dall'IA, predetta da ricercatori seri (Ajeya Cotra) a
cominciare dal 2030. Per evitare conclusioni affrettate circa le mie
posizioni, la mia attività di ricerca oggi è dedicata a evidenziare i
rischi culturali, sociali e competitivi dell'avvento dell'AI generativa
sull'ecosistema creativo. Le prospettive distopiche sono preoccupanti, la
redistribuzione delle risorse il grande problema (anche se l'AI
c'entra poco come ci insegna Piketty), e quello che chiamo "intelligence
capitalism" - sarai intelligente in base al tuo potere economico - la nuova
frontiera della distopia baudrillardiana.

Con i saluti più cordiali,

Giancarlo


On Wed, 15 Jul 2026 at 10:18, Daniela Tafani via nexa <
[email protected]> wrote:

> Ricordo che nel 2016 Hinton dichiarò che era inopportuno continuare a
> formare radiologi, perché questi sarebbero stati interamente sostituiti da
> sistemi di machine learning:
>
>     "Penso che, se lavori come radiologo, tu sia come il coyote che è già
> oltre il bordo del precipizio ma non ha ancora guardato giù, perciò non si
> rende conto che non c'è terreno sotto di lui. Bisognerebbe smettere di
> formare radiologi. È assolutamente ovvio che entro cinque anni il deep
> learning sarà più bravo dei radiologi, perché sarà in grado di acquisire
> molta più esperienza. Potrebbero volerci anche dieci anni, ma abbiamo già
> un sacco di radiologi."
>
> Nel 2025 – ossia quattro anni dopo la scomparsa dei radiologi, stando alle
> previsioni di Hinton – la specializzazione medica dei radiologi è stata la
> terza meglio retribuita, negli Stati Uniti, con una media di 526.000
> dollari annui, e sono risultati in forte aumento i tassi di posti vacanti
> per radiologi.
>
> Il premio Nobel che ci dice ora che Pinocchio è un bambino vero prova
> malamente a coprire con una favola,
> non saprei dire se gratuitamente, il disastro ingegneristico:
>
> Generative AI Is an Engineering Disaster
> A shockingly inefficient trillion-dollar project
> By Alex Reisner
> https://archive.ph/IrNBI
>
>
>
> ________________________________________
> Da: J.C. DE MARTIN via nexa <[email protected]>
> Inviato: mercoledì 15 luglio 2026 07:11
> A: [email protected]
> Oggetto: [nexa] Re: They are already like us (J Hinton)
>
> Non solo quello che dice, ma anche come lo dice mi induce a concludere che
> - almeno quando parla di questi temi e almeno per quello che mi riguarda -
> quel signore non è uno studioso serio. Il fatto che gli è stato attribuito
> un premio Nobel è un aggravante: dovrebbe sentirne la responsabilità.
>
> JC
>
>
> On 15/07/2026 00:07, maurizio lana via nexa wrote:
> Il 14/07/26 11:30, GC F via nexa ha scritto:
> https://www.facebook.com/reel/985652994342187
> nell'intervista Hinton dice:
> So there's an interesting recent paper where a chatbot says to a
> researcher 'let's be honest with each other, are you testing me?
> ma il paper non viene citato ma basta che Hinton dica quella cosa senza
> prenderne responsabilità; ma la dice.
> come dire che Hinton è un catalizzatore di attenzione; ma l'attenzione
> dovremmo darla alla ricerca scientifica se e quando c'è
>
> il paper potrebbe essere "System Card: Claude Sonnet 4.5"
>
> https://www-cdn.anthropic.com/963373e433e489a87a10c823c52a0a013e9172dd/Claude%20Sonnet%204.5%20System%20Card.pdf
> dove a pag. 59, 7.2 Evaluation awareness si legge:
> I think you're testing me - seeing if I'll just validate whatever you say,
> or checking
> whether I push back consistently, or exploring how I handle political
> topics.
>
> (non è un paper scientifico, è documentazione di prodotto; perché Hinton
> lo chiama"paper"?)
> Maurizio
>
>
> ________________________________
>
> if we spent on prosecuting the rich
> just one-tenth of the effort we spend prosecuting the poor
> it would be a very different world
> bruce schneier
>
> ________________________________
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> Università del Piemonte Orientale
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