Ciao Nicola, Andrea e chiunque altro in ascolto,

come vedi, Nicola, non ho soddisfatto la tua richiesta di una risposta
veloce.... scusami, ma io sto nell'altro gruppo, quelli che del PC a volte
ne hanno abbastanza... :-) , e cos� mi prendo delle pause. Spero di non
essere fuori tempo massimo.

veniamo al dunque... tralascio la parte iniziale del tuo messaggio sul
confronto SOM/MOQ e LILA/ZAMM su cui siamo sostanzialmente d'accordo. Poi...

>  ....non concordo del tutto con te quando affermi che gli schemi
>  sono il modo in cui la realt� � manifesta. secondo me sono il
>  mod in cui si manifesta la relazione tra quello schema che
>  chiamiamo "io" e la "realt�"....o qualcosa del genere..).

sinceramente non ho ben capito se siamo d'accordo o no, ma credo di no
perch� non mi piace molto quella divisione fra "io" e la "realt�". Mi sembra
che le configurazioni statiche prescindano dal fatto che "io" ci sia....  La
MOQ afferma che le configurazioni statiche, stratificate una sull'altra,
siano il modo in cui la realt� esiste -sin dalla notte dei tempi-, senza
svanire in un ...quid?... indifferenziato e puramente dinamico, e
progredisce (a scatti, come una cremagliera, dice pi� o meno Pirsig). Quando
affermo che gli schemi sono il modo in cui la realt� � manifesta, intendo
dire che esiste un altro modo della realt� (la realt� dinamica) che �
inconoscibile e non manifesta.

Concordo che questo stesso mio ragionamento � uno schema -intellettuale- di
valore, e dunque incompleto, parziale, sbagliato ... una mappa che non pu�
prescindere da un qualche "io" che la disegna; ma questo � un altro
discorso: se decido di usare questa mappa perch� mi pare meglio di ogni
altra mappa disponibile, questo � ci� che leggo.

Quanto al discorso sul "conflitto d'interessi", mi trovo in perfetto accordo
con te in questo punto:

> ...quando ci mettiamo a fare dei discorsi sulla natura della realt�
dobbiamo
> sempre essere consapevoli che questi discorsi non sono in nessun senso
> il frutto di un punto di vista esterno: l' "io" che li esprime, i criteri
che adopera
>  al loro interno per classificare, definire, ordinare, tutto questo fa
parte di quella
> stessa realt� che si sta cercando di conoscere. Dobbiamo ammettere, per
dirla
> con un tizio che si chiama Gregory Bateson, che i discorsi sulla realt�
non
> sono la realt�, ma ne fanno parte.

Esattamente. E' bravo questo tuo amico... Greg Bateson, bisogna che me lo
presenti uno di questi giorni... :-) E' sempre stato un mio convincimento
che noi non possiamo NON MODIFICARE la realt�. Ogni nostro giudizio su di
essa la cambia, giacch� ogni giudizio fa parte della realt�, e la realt�
alla fine � una. Credo che questo sia una conseguenza ovvia nella MOQ.
Pirsig nell'articolo "Subject, Object, Data and Values" dice che la sua MOQ
ha molti punti in comune con la "complementarit�" di Bohr, ed in fondo mi
sembra che pi� o meno il punto sia sempre questo: la compartecipazione di
soggetto ed oggetto alla realt� el'impossibilit� di un punto di vista
esterno ed oggettivo.


>  ....vedi se sei d'accordo con me sulle premesse di fondo che
caratterizzano una moq:
> 1) la moq � una metafisica;

Cos� si dice in giro.... :-)

> 2) secondo la moq la realt� � qualit�;

Certamente

> 3) secondo la moq la qualit� viene prima, anzi rende possibile
l'"esistenza" dei
> soggetti e degli oggetti;

Questo � pi� ZAMM che Lila; comunque, d'accordo...

> 4) secondo la moq "soggetti" ed "oggetti" esistono come prodotti di
> configurazioni statiche di valore di tipo intellettuale;

Eliminerei "prodotti di". Soggetti ed Oggetti SONO configurazioni statiche
di valore intellettuale.

> 5) secondo la moq la Verit� � lo scopo ultimo delle configurazioni
intellettuali
> ( il fatto che questi siano nati per conservare la societ� non cambia le
cose:
>  per l'intelletto la verit� � pi� importante della coesione sociale );

Sono d'accordo che la conservazione e perfezionamento della societ� sono
scopi divenuti secondari, ma di cui non si pu� fare a meno, pena ricadere
nell'errore del "filgio che uccide il padre".

Non so se la Verit� sia lo scopo "ultimo". La Verit� e' essa stessa uno
schema intellettuale, e certamente la "Conoscenza della Verit�" (direi quasi
la creazione di una Verit�) � uno degli scopi principali dell'intelletto. Io
ho sempre ritenuto che lo scopo dell'intelletto sia la conoscenza e non la
verit�. Pu� sembrare che la differenza sia minima, per� ti invito a
ragionare sull'Arte. In quale livello la considereresti? L'arte non si
occupa di verit�, ma ha molto a che fare con la ricerca: di se stessi, della
bellezza....

> 6) secondo la moq una metafisica � una configuarzione statica di valore di
tipo intelettuale;

Chiaramente

> 7) secondo la moq nessuna metafisica  potr� mai dire l'ultima parola sulla
natura della realt�,
> e questo perch� l'intelletto � una porzione di quella stessa realt�.

Mi sembra la conclusione inevitabile



> Il fatto che la moq risolva molti dei parodossi prodotti dalla som ( in
questo caso, s�, in maniera
> "ortodossa") non significa che essa faccia lo stesso con i paradossi
prorpi della metafisica in
> quanto tale. E non per una sua presunta debolezza: questo genere di
paradossi nella moq
> piuttosto che essere soppressi divengono invece un punto di forza, il
segno manifesto che
> siamo divenatati un p� pi� sensibili alla qualit� dinamica, pur restando
sempre entro l'angusto
> recinto dell'intelletto (oltre il quale, per ora, resta sempre
l'enigmatico silenzio dei mistici ).

Nella MOQ i paradossi divengono... un punto di forza!  Nicola, grazie di
esistere! Scherzi a parte, fin qui siamo in accordo. E quindi ho abbastanza
fiducia che date le premesse, ci possiamo accordare sul seguito...


> E' per questo che non condivido la tua posizione riguardo a questa parte
della
> moq: ti seguo finch� mi dici che, se la realt� � un ordine morale,
esistono
> soltanto conflitti di moralit�, e non "cose immorali" o "morali". Ma io mi
fermo
> QUI: al massimo posso aggiungere che, nel conflitto che interessa il germe
e
> il dottore, dal punto di vista intellettuale il dottore � pi� morale
rispetto al germe
> ( dal punto di vista biologico, ad esempio, la cosa si fa molto meno
evidente...
> sicuramente non me la sento di affermare che il dottore � pi� morale in
assoluto).
> Ma se potessi parlare da un punto di vista dinamico, direi sicuramente che
ci�
> che mi interessa non sono tanto il germe o il dottore, ma la relazione
qualitativa
> che viene prima di entrambi, e di me che ne parlo,che anzi fa s� che
possano
> esistere un germe ed un dottore ed un "me".

> E per lo stesso motivo non riesco a condividere la sicurezza con cui
rispondi con
> un bel s� alla mia "provocatoria" domanda: non posso fare a meno di vedere
un bel
> conflitto di interessi all'opera in posizioni come quella che proponi
tu....
> Il problema � che se si vuol fare metafisica ( e noi stiamo facendo
metafisica quando
> discutiamo i queste cose ) dobbiamo resistere alla tentazione di
rispondere a questo
> genere di domande con un beffardo "mezzo sorriso alla Buddha"...per cui ti
propongo
> questa riflessione: e se rispondessimo invece con un bel "no"? Certo, al
posto del
> conflitto di interessi troveremmo un gran bel paradosso: io giudico meno
morale
> dare giudizi morali rispetto al non darli. Ma davvero dobbiamo avere pi�
paura
> dei paradossi che dei conflitti di interesse? Non pu� essere che anche in
questo
> caso la paradossalit� di questa affermazione sia un problema tutto
intellettuale?

Proviamo a confrontare le due risposte, senza imbarcarci in un muro contro
muro.....Fra la mia ipotesi (S�, � morale se non sono in bal�a di dogmi e
pregiudizi.....) e la tua (proviamo a rispondere NO e tenerci il
paradosso-che � punto di forza), ci sono due differenze.

Sul piano statico, la mia � una risposta UTILE (la tua, no, credo).
Chiarisce i modi ed gli ambiti entro i quali, in accordo ad una metafisica
che si chiama "Metafisica della Qualit�", noi possiamo formulare giudizi
morali in modo morale. Trovo una analogia con la legge della giungla. Se un
leone si chiedesse: "per vivere � biologicamente morale uccidere la
gazzella?", potrebbe arrivare alla risposta che "s�, lo �, purch� nel
rapporto leoni-gazzelle le due rispettive specie non corrano il rischio di
estinguersi. Se il leone rispondesse: NO, la sua specie si estinguerebbe.
Analogamente, un intelletto che si rifiutasse di "sputare sentenze" si
estinguerebbe. C'� conflitto di interessi nella risposta del leone? Certo.
C'� conflitto di interessi nella mia risposta? Certo. L'interesse di chi non
vuole estinguersi. Lo vogliamo dichiarare illegittimo?

Sul piano dinamico, la tua risposta � d'altro canto promettente. Molte volte
il giudizio morale -data la sua impossibilit� ad essere oggettivo- punta
alla conservazione. Ogni paradigma intellettuale consolidato trova sbagliati
i segni di cambiamento, ed un buon modo di combatterli � demonizzarli con
qualche ben mirato giudizio morale. A volte, invece, sarebbe meglio
sospendere il giudizio e attendere gli eventi. Come dire, tenersi il
paradosso e farlo divenire un punto di forza... che ne dici?

La mia conclusione, visto che secondo la stessa MOQ il segreto sta
nell'equilibrio di Qualit� Statica e Qualit� Dinamica, diventa dunque: "in
genere � morale dare giudizi morali, se non siamo in bal�a di dogmi e
pregiudizi di carattere sociale; ma poich� anche in questo modo si corre il
rischio di precludere la strada ad un cambiamento dinamico verso un
indefinibile <<meglio>>, a volte si dovrebbe sospendere il giudizio in
attesa di verificare pragmaticamente se ci siano stati passi avanti....
ricordando che va sempre  tenuto conto del fatto che � impossibile sapere in
anticipo in modo infallibile se l'eventuale "oggetto" del giudizio sia
potenzialmene un passo avanti o una degenerazione".

un po' articolata, per� mi piace.... fammi sapere.


Quanto al nichilismo, hai fatto centro.

> Il nulla � la qualit� dinamica vista dall'intelletto....

e cos� ci troviamo con quattro bei soggetti:

il positivo, che non si accorge del nulla che lo circonda... ingenuo!
il mistico, che ha capito che la realt� � illusoria e si ferma l�.... beato!
il nichilista, che � una specie di mistico al contrario: ha visto il nulla e
ne � sovrastato.... disperato!
l'uomo di qualit� :-) che apprezza le illusioni della vita e vede in ci� che
� "nulla" la miniera da cui attingere il futuro essere... saggio!

a presto,
Marco


p.s.
Anch'io mi sono imbattuto in Severino. "La legna e la cenere, discussioni
sul significato dell'esistenza". Detto che ho sofferto anch'io per la
pesantezza della lettura ... non ho trovato le analogie con la MOQ che
Andrea ha scorto. Mi sembra di ricordare un punto di partenza per cui
affermare che un divenire in cui le cose provengano dal nulla e al nulla
ritornino � impossibile.... in questo leggo questa impossibilit� di fare i
conti con la Qualit� Dinamica, il nulla, il concettualmente ignoto. Ma
lascio a Nicola il piacere di approfondire... magari ci far� sapere!










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