Caro Marco, cari amici Moqisti,

innanzitutto auguro a tutti un 2004 di grande qualita'!

A me questa lista non basta, la trovo episodica e dispersiva. Non mi pare
che porti avanti un'elaborazione filosofica coerente mediante il metodo
pirsighiano, ne' che favorisca la miglior comprensione o una maggior
diffusione di tale metodo. Sarebbe del resto chiedere troppo ad una lista.
Questo giudizio, ovviamente, non vuole suonare come offesa a chi (Marco), ha
investito il proprio tempo per fare almeno questo, che e' meglio di niente:
non ci fosse la lista, non ci sarebbe neppure un punto di riferimentro per
alcuna proposta.
Penso che la  metafisica della qualita', ed RMP, meritino (anche) ben altro.
A differenza di Davide Corradi, io non mi stupisco affatto per la generale
incomprensione di quelli che a noi sembrano i piu' elementari concetti della
metafisica pirsighiana da parte della grande opinione pubblica.
Accedere ad una strumentazione percettiva e selettiva non dualistica non e'
una cosa semplice, e generalmente non avviene spontaneamente, se non in
qualche raro caso: occorre acquisire autonomamente un metodo non dualistico
(che nessuno insegna), e poi subito servirsene per non cadere nella trappola
della scelta alternativa (dualistica!) tra metodi percettivi diversi.
Allora, se si crede che il metodo pirsighiano meriti maggior diffusione,
dobbiamo entrare nell'ordine di idee di investire qualcosa di nostro, il
bene piu' prezioso, di questi tempi: un po' di tempo. L'obiettivo di fondo
e' quello di creare un centro studi pirsighiano, che agisca per (i) dare
continuita' al metodo concepito da RMP ed all'elaborazione secondo tale
metodo (ii) inoculare enzimi di MOQ nelle zucchette in formazione di giovani
e studenti.

Propongo quindi a Marco, ed a quanti vorranno prestare il loro aiuto, di
organizzare un simposio, sulla metafisica pirsighiana, di produrre un call
for paper, dare un termine temporale per la presentazione di abstract,
costituire un comitato scientifico, selezionare i paper che arriveranno,
trovare un'universita' disposta ad ospitare il simposio, invitare lo stesso
Pirsig a prendervi parte, eccetera.
Da parte mia sto preparando comunque un paper, che sarei felice di
presentare al simposio, se sara' organizzato. Come minimo, lo pubblichero'
su Tecnologie di Frontiera, insieme ai commenti che chiunque vorra'
inviarmi.
Come criterio propongo di stare entro le 11 pagine A4, scritte in un font
leggibile e con margini decenti. L'abstract non dovrebbe superare la
dimensione di una pagina, e deve presentare i contenuti del saggio, piu' che
introdurlo. I criteri dimensionali sono quelli normalmente in uso nei
congressi della International Astronautic Federation. Come dimostrato dallo
stesso Congresso IAF (di cui nessuno conosce neppure l'esistenza, al di
fuori della space community), un simposio all'anno non e' affatto
sufficiente, per far conoscere qualcosa alla "societa' civile", ma almeno e'
un inizio.

Di seguito l'abstract del mio paper (un po' lungo, rispetto ai criteri sopra
esposti, pero' si tenga conto che vuol essere anche di stimolo per
organizzare il simposio).

Guardate in alto!
Adriano Autino


RIFLESSIONI IN MARGINE ALLA LETTURA DEI ROMANZI-SAGGIO DI ROBERT M. PIRSIG
Pirsig, un maestro neo-umanista?
di Adriano Autino

ABSTRACT
Da lungo tempo nutrivo l'intenzione di scrivere una recensione dei due
romanzi saggio di R. M. Pirsig: "Lo Zen e l'arte della manutenzione della
motocicletta" e "Lila, indagine sulla morale". Avendo letto i due libri nei
primi anni '90, non potevo basarmi unicamente sulle impressioni, pur
profonde, che ne conservavo, ma mi serviva una rilettura. Varie
vicissitudini mi hanno portato, nell'estate di questo 2003, a desiderare di
rileggere l'opera pirsighiana, non con l'intento di un recensore, bens� per
ricavarne indicazioni (che sapevo vitali), finalizzate ad orientare le mie
scelte personali, in ambito professionale, culturale, ed esistenziale. Mi
sono quindi riavvicinato a Pirsig con grande aspettativa, affrontando il suo
secondo romanzo "Lila" armato del necessario per prendere appunti, e ben
deciso a non farmi sfuggire alcun concetto o sfumatura interessante per la
mia indagine personale. Da quel professore attento agli schemi percettivi e
di valore dei suoi allievi, Pirsig mi ha ripagato, per la mia fiducia,
diverse volte il peso in oro del suo volume! Finito (non senza dispiacere)
di rileggere Lila, mi sono tuffato quasi senza interruzione in ZAMM,
continuando a riempire pagine e pagine di appunti, trovandovi le premesse e
le intuizioni che avevano portato Pirsig, dopo tanta sofferenza, alle
ricapitolazioni contenute in Lila.
Il materiale che ne ho ricavato, ovviamente, non �, o non � solo, materiale
per una recensione. Rileggendo e riorganizzando i miei appunti trovo diverse
schede di autoanalisi, sviluppate utilizzando gli strumenti pirsighiani, in
cui individuo finalmente un principio di comprensione di un mio "posto nel
mondo". Naturalmente questo � materiale squisitamente personale, con il
quale non intendo annoiare i miei pochi ma, spero, affezionati lettori.
Tuttavia spender� qualche riga per chiarire il valore redazionale dell'opera
di Pirsig, molto pi� efficace - proprio perch� capace di favorire l'
auto-analisi e l'auto-redazione - di tanti testi di psicoanalisi o di altre
discipline o manuali meta-percettivi. Fuori dalla sfera strettamente
personale, nei miei appunti sottolineo diversi concetti pirsighiani, che mi
hanno colpito molto, confermando ed in parte ri-orientando la mia personale
elaborazione (che chiamo filosofica), permettendomi di raggiungere, su
alcuni punti, un livello di chiarezza altrimenti impossibile, con gli
strumenti tradizionali. Tutto questo non si pu� definire una recensione, e
quindi ho rinunciato a tale definizione, optando per ci� che vedete nel
titolo: "Riflessioni". Il che mi lascia molto pi� libero, anche, ma non
solo, dall'obbligo della completezza. Il sottotitolo: "Pirsig, un filosofo
neo-umanista?" - domanda cui personalmente rispondo in modo affermativo - �
un invito alla discussione.
Inoltre, ed in questo sono perfettamente coerente con il metodo proposto da
Pirsig (che considero un mio indiscusso maestro), vado cercando, nella sua
opera, conferme e strumenti per le mie intuizioni e ricerche. Chi mi conosce
conosce anche i miei schemi di valore (o "chiodi fissi"), cui riferisco
tutto il mio ragionamento sull'etica e quindi sulla moralit�:
-          lo spazio extraterrestre, come orizzonte imprescindibile ed
imperativo dello sviluppo civile dell'umanit�;
-          il valore (assoluto e mai negoziabile) del patrimonio umano;
-          il valore della persona umana, membro di una societ� che conta
6.5 miliardi di soci, come principio e fine di un'etica neo-umanista in
divenire;
-          la cultura scientifica e tecnologica, categorie a rischio di
estinzione, che devono essere difese a tutti i costi, innanzitutto
favorendone l'insegnamento in tutte le scuole, di ogni ordine e grado.
Le mie sottolineature, o punti di partenza di riflessione, riguardano i
seguenti temi, tutti secondo me, sempre metodologicamente, e spesso anche
concettualmente, sottesi nell'opera pirsighiana:
-          scienza e mercato,
-          cultura della libert� come valore e dono dell'America al mondo,
-          etica umanista vs. ecologismo,
-          scienza e dualismo occidentale,
-          metafisica e dualismo occidentale,
-          metodi di auto-analisi ed auto-redazione,
-          metodi di analisi non dualistici.
L'ordine in cui discuto tali temi � abbastanza casuale. O meglio, il
metterli in un ordine coerente, in cui relazioni di conseguenza, inclusione,
ereditariet�, abbiano un senso, � un lavoro che rimando alla stesura di un'
opera pi� completa del presente saggio, che ad esempio, sviluppi tutti i
riferimenti, invece di limitarsi ad accennarli. Ovviamente � facile "tirare
per la giacchetta" un qualsiasi autore, facendogli confermare le nostre
teorie. Ma non credo sia cos� facile, con Pirsig. Il suo � un pacchetto
concettuale molto netto e ben definito, e proprio per questo vola molto pi�
in alto di tanti "specialisti", del cui specialismo spesso non si riesce ad
afferrare l'utilit� pratica. La sua � una filosofia che guarda alla
percezione quotidiana del mondo, e come tale pu� essere usata e discussa da
chiunque, e non solo dagli specialisti.
Sarebbe veramente grande, visto che RMP (a differenza di altri maestri, che
purtroppo non sono pi� tra noi) � vivo (seppure anziano), se un giorno
volesse dare un'occhiata ai lavori dei suoi allievi, che sono sparsi in
tutto il pianeta, e dare qualche consiglio qui, un incoraggiamento o un
lascia perdere l�. In fondo potremmo anche aspettarcelo, da parte di uno
che, quando insegnava retorica all'Universit�, aveva abolito nella sua
classe il sistema delle votazioni, favorendo l'instaurazione di una prassi
didattica pi� informale e feconda, capace di liberare le capacit� creative e
produttive degli studenti. Lo sa Pirsig di avere una grande classe, in tutto
il pianeta, che si tiene pi� o meno in contatto attraverso l'internet,
discute i suoi scritti, li usa come strumento per analizzare la realt� ed
orientarsi? Io spero di s�, e che questo almeno lo conforti, dopo tante
sofferenze ed incertezze che ha dovuto passare nella sua vita.




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