>Primo e fondamentale punto: è falso che si fosse trovato un consenso alla 
>modifica.>Basta leggere le due discussioni per rendersene conto.>Luca Meloni 
>ha modificato tutti i nomi prima che la prima discussione fosse terminata.>Era 
>liberissimo di farlo, ma non può continuare a  sostenere di avere avuto 
>l'approvazione della community.>Quando dopo qualche mese un utente ha rimesso 
>i nomi originari si aperta una seconda discussione, che ha avuto 
>ulteriori>adesioni contarie alla doppia denominazione; ma ciononostante Luca 
>Meloni ha ripristinato le sue modifiche.>Il solo fatto che ancora adesso si 
>discute dell'opportunità di mantenere o no la doppia denominazione è indice 
>che non c'è >consenso. Non si cerca certo l'unanimità ma quanto meno una 
>maggioranza: qui non c'è nemmeno quella.
La discussione è continuata ma la maggioranza c'era. Il punto è che tu hai 
sommato i pareri contrari dati in periodi molto distanti fra loro, il che non 
ha senso. Perché gente è arrivata, gente se ne è andata e c'è chi, come 
Francesca Valentina, nel frattempo ha cambiato idea. Il riaprire la discussione 
non è necessariamente indice di mancanza di consenso ma, come in questo caso, 
mancanza di un consenso unanime. Ma l'unanimità è, in buona parte dei casi, e 
per argomenti come questo, spesso impossibile. 


>Secondo punto: la questione è tutta su quale nome mettere sul tag name, 
>nessuno nega che si debba indicare il toponimo in>sardo nell'apposito 
>campo.>Nessun problema a mettere la doppia denominazione, ma solo se 
>effettivamente è normativamente prevista.
Lo è, come già ho scritto i doppi nomi compaiono ovunque. E a dire la verità 
questo accade non solo nei comuni, ma anche (e forse anche di più) con le 
provincie e la Regione. Ad esempio, questo è il logo che compare nei siti 
istituzionali della regione (da quello principale 
http://www.regione.sardegna.it/ a quelli tematici sulla cultura come 
http://www.sardegnadigitallibrary.it/ o sul turismo come 
http://sardegnaturismo.it/) e nella quasi totalità dei suoi cartelloni stampati:

http://www.regione.sardegna.it/immagini/1_240_20120705162029.gif

Nome sardo/nome italiano, appunto. 


>Sono sbagliati i parallelismi con Bolzano: può sembrare una situazione analoga 
>(tutela della minoranza linguistica) ma è>legislativamente disciplinata in 
>modo diverso. Lì c'è un obbligo di bilinguismo in una moltitudine di settori, 
>che implica la doppia>denominazione di un comune. Ciò non vuol dire che il 
>nome del capoluogo sia Bolzano/Bozen, ma che abbia entrambi i nomi in 
>una condizione di parità: Bolzano in italiano e Bozen in tedesco. E' dunque 
>necessaria la doppia denominazione nel tag name, 
>oltre a name:it=Bolzano e name:de=Bozen.>In Sardegna non è così.
Il fatto che sia normata in maniera diversa non implica che non ci sia una 
tutela anche in Sardegna, e non cambia il bilinguismo sia di fatto che 
istituzionale. Ad esempio, è possibile per qualcuno davanti ad un tribunale 
richiedere il processo in lingua sarda (diritto confermato dalla cassazione nel 
2014), se lo desidera. Mi sembra abbastanza chiaro che il riconoscimento c'è. 

>Ai fini che ci interessa vige il solo bilinguismo visivo, cioè l'indicazione 
>nella cartellonistica stradale, ma il>nome della località rimane unico (almeno 
>finché non verrà appositamente stabilito diversamente) 

La cartellonistica è fondamentale per chi le mappe le usa per spostarsi, ad 
esempio utilizzando un navigatore con i dati OSM. E, in ogni caso, è un'altra 
prova, piuttosto grossa, del bilinguismo e dell'importanza delle lingue locali. 
Dato che, appunto, non si tratta dell'opera di un singolo comune.

>come si può vedere consultando qualunque mappa.
Non credo facciano testo le altre mappe, altrimenti molti dei dati che vengono 
inseriti qui non dovrebbero esserci. E comunque mappe sia bilingui che in sardo 
ce ne sono una miriade, solitamente si possono trovare stampate ed appese anche 
negli uffici pubblici e nelle scuole.



>Ulteriori informazioni vanno indicate negli specifici campi già previsti 
>(loc_name, alt_name, name:language, old_name ecc. ecc.).
Anche name:it sarebbe tra quelli da inserire, però, anche dove coincide con 
"name".


----------------------
>Nella Région Autonoma de la Vallée d'Aoste non di rado accade che al toponimo 
>dialettale (Fiernaz Dameun) si affianchi la>versione francese (Fiernaz Dessus) 
>e quella italiana (Fiernaz Superiore). Con i prefissi linguistici ciascuno 
>visualizza il toponimo>nella sua lingua/dialetto preferito, vederli accostati 
>accenderebbe probabilmente lunghe discussioni sul diritto di precedenza.

Mi sono basato solo sulla lingua locale principale del posto per il doppio nome 
(è il motivo per cui la città di Sassari è solo Sassari, dato che in sassarese 
è uguale) ed ho seguito il principio della lingua madre come in Trentino-Alto 
Adige/Südtirol. Oltre all'inserire tutti i tag con i prefissi specifici nelle 
varie lingue per ricerche ed eventuali filtri da parte di programmi esterni. In 
teoria dovrebbe risolvere il problema.
 

    Il Martedì 2 Agosto 2016 21:54, Gian Mario Navillod 
<[email protected]> ha scritto:
 

 Sono d'accordo con Valentina: la duttilità di OpenStreetMap permette di 
rappresentare tutta la ricchezza toponomastica del nostro bel paese.

Soprattutto nelle zone di confine dove la storia ha modificato nel tempo l'uso 
della lingua i toponimi si moltiplicano: nomi diversi per indicare gli stessi 
luoghi. Ne ho raccolto un piccolo esempio qui: 
http://tapazovaldoten.altervista.org/toponimi_valle_aosta.html.

Capisco che per alcuni mappatori vedere affiancato al toponimo italiano quello 
nella loro lingua possa essere un traguardo importante ma se posso permettermi 
un consiglio dalla Regione Autonoma della Valle d'Aosta inviterei tutti a 
mappare nella loro lingua (o nel loro dialetto) i toponimi usando i prefissi 
linguistici che ha indicato Fayor Uno.

Nella Région Autonoma de la Vallée d'Aoste non di rado accade che al toponimo 
dialettale (Fiernaz Dameun) si affianchi la versione francese (Fiernaz Dessus) 
e quella italiana (Fiernaz Superiore). Con i prefissi linguistici ciascuno 
visualizza il toponimo nella sua lingua/dialetto preferito, vederli accostati 
accenderebbe probabilmente lunghe discussioni sul diritto di precedenza.

:-)

Mi piacerebbe si potesse applicare una semplice regola alle correzioni della 
mappa:

1) la correzione proposta diventa effettiva solo con il consenso di chi ha 
mappato per primo l'elemento.
2) Se non vi è consenso occorre l'intervento di un mappatore terzo che dirime 
la questione.

Riuscissimo ad usare più spesso questo tipo di gestione dei conflitti 
eviteremmo forse un po' di discussioni e di correzioni di correzioni di 
correzioni.

;-)

Buon mapping a tutti.

Gian Mario Navillod
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