Marco Pratesi wrote:
[...]
Non mi sembra neanche paragonabile col casino che viene fuori usando
roba come msoffice ;-)
Intanto, quello che è successo a te non avrebbe potuto capitare, visto
che non mi risulta che sui PDF esistano le revisioni.
Poi, se il problema è ottenere una impaginazione rigida e sicura, il PDF
va bene, i formati di word processing no.
Hai perfettamente ragione. Infatti, per l'altra storia di cui si parlava
qualche tempo fa su management, sto spingendo per introdurre PDF come
formato di ripiego dopo .odt e lasciare .rtf come extrema ratio, *molto*
estrema e solo perché lo conoscono in tanti, sottolineandone i difetti.
Lo so che l'avevi pure suggerito a suo tempo, ma finché non ci si scotta
di persona... :(
[...]
Se non usi font "esotici", non c'è problema comunque.
Se ne usi, stai nell'ambito di chi cerca guai, per lo meno per la
situazione che hai citato tu, dato che immagino che tu voglia essere
giudicato per la qualità dei tuoi scritti, più che per la figheria dei
font che usi ;-)
Spero bene! ;-P
Però io non intendevo niente di veramente esotico, ma per esempio se nel
PDF vengono inclusi font ttf (non tutti i programmi hanno molte opzioni
di scelta e anche OOo ne potrebbe avere di più) e si va in stampa su
macchine che usano postscript classici tipo Georgia e Helvetica *e* la
macchina si incasina perché vuole corrispondenze tipografiche perfette
(nessun font esterno o proprio Georgia e Helvetica), il problema esiste.
Non sarà colpa del PDF, ma della macchina/software produttore del PDF,
però il problema c'è, anche se limitato a servizi come i print on demand
o quelli tipografici "fatti in casa". Dopo si va a selezionare le
aziende che offrono servizi migliori e a più ampio raggio, ovvio, però
ogni tanto ci si incappa e si perde tempo.
[...]
IMO non ci arriverai mai: a costo di essere noioso, ripeto: l'ODT è un
formato per l'*elaborazione* di testi, e, per una cosa che deve essere
solo letta con impaginazione congelata, mandare un formato di
*elaborazione* non è la cosa più opportuna.
Se la scelta è mia, io stampo su carta. :) Il problema maggiore
nell'impostazione che hai dato dipende dal processo di produzione nelle
case editrici.
Sempre di più, piccole ma anche grandi, sono andate a semplificare la
fase di selezione e prestampa eliminando la lettura su supporto cartaceo
per avere il lavoro pronto in un formato digeribile nella fase di
editing che pare essere diventata un must irrinunciabile, forse per la
sfiducia nella cura del prodotto proposto dall'autore.
Quindi per semplificare la vita a chi stampa, la si complica a chi
scrive. Se si ha il potere contrattuale di una Tamaro ti vengono a
prendere il lavoro a casa e rattoppano pure i buchi. Se rientri nel
restante 99% del mondo, magari impegnato in narrativa di genere, si
cerca di stare a galla e di accettare anche le imposizioni dei formati.
E se sbagli (per colpa o per iella), paghi... :(
Per questo dicevo che avere un formato di eleborazione come .odt
accessibile da tutti indipendentemente dal software usato per aprirlo,
sarebbe il massimo per me.
Ciao,
Gianluca
Ciao,
Gianluca
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