--- Micron Engineering ha scritto: 
>>> di un'altra marca che ti vende il s.o. che vuoi tu, se tutto
>>> questo non
>>> basta te lo fai rimborsare.

>> vero in teoria, falso nella pratica

> no, no verissimo, te lo recapitano pure a casa o in azienda.

dipende molto da dove hai comprato il PC.
In alcuni casi il venditore propone di ridare i soldi del PC, se non è
stato rovinato, ma non rimborsa il solo sistema operativo.
Poi, non essendoci nella maggior parte dei casi un prezzo preciso del
sistema operativo, il rimborso è molto variabile.
In altri casi non si riesce ad ottenere il rimborso o per ottenerlo
bisogna spendere una marea di tempo e anche un po' di denaro
(telefonate, raccomandate, ...).

Il problema è come deve essere visto il PC. Per molti è un prodotto
finito da usare così com'è e per altri invece è uno strumento di lavoro
"modificabile" dall'utente.
Almeno fino a un po' di tempo fa c'erano licenze microsoft che
vietavano di rimuovere il proprio sistema operativo dal PC per
installarne un altro perché identificavano il prodotto come un tutt'uno
(questo soprattutto per i PC che la microsoft "dona" a scuole o altri
enti ... un ministro brasiliano ha paragonato questa pratica alla prima
dose di droga gratuita ...) ... addirittura vietavano di installare una
versione successiva dello stesso sistema operativo.
   
>>> Ti devi lamentare con i produttori di pc non di s.o. Gli accordi
>>> commerciali li fanno insieme e penso che un produttore di pc abbia
>>> la libertà di farli con chi preferisce.

non è così semplice.
Se sei un grosso venditore di hardware e sai che una grossa fetta delle
tue vendite dovrà avere un sistema operativo microsoft, non puoi non
fare un accordo che ti permette di installare legalmente tale software
ad un prezzo molto basso (non conosco le cifre, ma penso che il
risparmio sia intorno ai 150 euro).
Se non fai l'accordo devi per forza far pagare 150 euro in più per ogni
PC e quindi vedrai le tue vendite calare (legge di mercato). Se però
vuoi fare l'accordo devi sottostare a quanto detta mamma microsoft che
in passato (e probabilmente anche adesso) ha:
* vietato, in tali accordi, la vendita di altri sistemi operativi
* imposto il software che ci doveva essere installato e quello che non
ci doveva essere
* imposto patti segreti con i produttori per produrre fake-hardware e
l'obbligo di non rilevare le specifiche
* ...
Anche per questi motivi la microsoft ha subito un po' di processi in
tutto il mondo

>>> Vorrei ricordare a tutti che MS sta sviluppando in gran segreto
>>> una distribuzione ufficiale di Linux

questa è secondo me una bufala.
Già con la LGPL 1.1 e GPL 2.0 che coprono il 80-90% del software di una
distro GNU/Linux microsoft si brucerebbe i propri brevetti.

microsoft da parecchi anni vende parte del sistema GNU (gcc, gdb, make,
...), utilizzato per costruire gli strumenti per interconnettere
sistemi Unix con ms-windows. Se sei stato attento nelle accuse
infondate di pochi giorni fa, per violazione di brevetti in molti
software liberi, microsoft non ha per nulla accennato a improbabili
cause contro quella parte di software ... questo perché essendo lei
stessa a distribuirlo ha perso automaticamente tutti i diritti di
vantare in tribunale i brevetti su quei software.

Con la GPL 3.0 questo scenario cambierà al punto che la distribuzione
di un prodotto sotto tale licenza fa decadere tutti i brevetti detenuti
e contenuti in tale software.
Per questo motivo microsoft si troverà molto in difficoltà ... dovrà
continuare a distribuire i prodotti GNU con licenza GPL 2.0 e fra
qualche anno dovrà vedere di rimpiazzarli con altro o distribuirli con
licenza GPL 3.0 ...

Nota: ricordo che in Europa i brevetti sul software non hanno nessun
valore legale, come nella maggior parte del Mondo.

Per questo dico che è una bufala.

> no, li sto cercando anche io visto che sviluppo anche su Linux
> perché temo molto l'alleanza Novell-Microsoft visto che Novell ha 
> acquisito la distribuzione SUSE. 

Il testo completo non è conosciuto, quindi non si può sapere
esattamente quali sono i termini dell'accordo.
Però è interessante notare che quando Moglen è andato in microsoft a
dire cosa si stava mettendo dentro la GPL 3.0, la microsoft ha iniziato
a buttare dalla finestra le licenze SUSE svendendole a destra e a manca
... altrimenti diventavano carta straccia. Probabilmente voleva usare
le licenze per "rubare" i clienti attuali di SUSE (vendendo le licenze
ad un prezzo inferiore)

Per come la vedo io gli accordi che microsoft sta facendo con aziende
che distribuiscono GNU/Linux servono principalmente a rallentare
l'adozione di tale sistema operativo da parte delle aziende grazie al
FUD che sparge. Altrimenti non mi spiegherei come mai in questi accordi
è sempre microsoft che versa una somma enorme alla controparte ...
questo, secondo me, è un metodo per stringere l'accordo e dettare le
condizioni dell'accordo. Il bello è che la stampa riporta sempre il
contrario: "microsoft fa un accordo con XYZ per violazione di brevetti
e si fa pagare", quando in realtà microsoft paga e, per ora, non è mai
risultato che l'oggetto del contratto fosse la violazione di brevetti

Inoltre bisogna tenere presente che:

1) il sistema dei brevetti, soprattutto quello software, è in fase di
revisione e anche la stessa microsoft ha richiesto questa revisione.
microsoft è attualmente attanagliata da decine di processi (forse anche
centinaia) per i brevetti sul software e per ognuno deve versare nelle
tasche degli avvocati un capitale non indifferente e in molti casi si
vede costretta a pagare anche la controparte (in alcuni casi con
accordi per evitare il processo) e magari eliminare dai propri prodotti
delle funzionalità. Ci sono aziende, soprattutto in USA che hanno solo
tre scopi: 
 a) raccogliere un grosso capitale iniziale 
 b) depositare brevetti sul software 
 c) far causa ad aziende che vendono software e che hanno molto denaro
    (microsoft principalmente)
Questa attività sembra redditizia perché i brevetti sul software sono
brevetti sulle idee: è sufficiente descrivere un'idea senza mai
realizzarla né indicare precisamente come realizzarla ... al contrario
dei brevetti non sul software dove occorre indicare precisamente come
si realizza il prodotto brevettato (... in realtà nel brevetto si può
tralasciare una percentuale fissa nella descrizione ... che però deve
essere fornita a chi si concede l'uso del brevetto)

2) microsoft ha in corso molti processi antitrust un po' in tutto il
mondo e guarda caso è quasi sempre condannata per non rispetto delle
norme

3) microsoft vede il suo mercato e quindi il suo monopolio disgregarsi
sempre più e deve cercare di rallentare tale processo. Quello che
secondo me sta facendo è cercare di "schiavizzare" i propri utenti
"incatenandoli" ai loro prodotti resi, volontariamente, incompatibili
con tutto il resto

4) microsoft è soltanto un'azienda commerciale che vende software, è
fortemente sbilanciata sulla parte commerciale. Analizzando i dati del
2004 emessi da microsoft risultava che meno del 10 percento del suo
capitale era investito nei costi di sviluppo e ricerca, mentre la quasi
totalità andava per campagne pubblicitarie, "donazioni" (compresi i
politici), "accordi", azioni di lobby, avvocati, ...

5) parte del prezzo dei suoi prodotti servono a pagare accordi fatti
con altre aziende (es: Sun) e pagamento per brevetti software ... se
non ricordo male per il suo sistema operativo qualcosa come circa 20
euro erano destinati al pagamento di questi costi

Questo spiega, secondo me, anche perché microsoft ha così tanta
liquidità in banca ... se perde qualche processo importante e non ha i
soldi liquidi necessari è costretta a svendersi o fallire; lo stesso
discorso vale se ha un periodo di vendite molto basse o un suo nuovo
prodotto non ha mercato.

> Personalmente fra le varie possibilità sto
> utilizzando/testando Ubuntu/Kubuntu così come in passato Mandrake.
> Sviluppando sw per aziende e quindi professionale non è pensabile
> entrare nell'universo Linux senza appoggiarsi ad una distribuzione
> commercialmente stabile e con un punto di riferimento per
> l'assistenza.

strano che allora Debian abbia incrementi di utilizzo così rilevanti
sui server e nei sistemi embedded sia il sistema operativo più usato.
Forse non tutti la pensano come te.

>> in un mercato LIBERO, *si*.
>> Dov'e' la liberta' di scelta del S.O. quando compri un portatile,
>> o un pc di marca?

> La libertà di non comprarlo. Comunque posso consigliare a tutti

come già detto dipende molto se intendi il PC: prodotto finito non
"modificabile" o un prodotto "modificabile".

I PC sono nati e usati in molti casi come strumenti composti da più
parti, dove l'utente può modificarne il funzionamento, modificare la
configurazione hardware e software.

L'hardware deve essere qualcosa completamente slegato dal software per
permettere all'utente di utilizzarlo liberamente ... altrimenti puoi
ritrovarti del fake-hardware che soltanto con poche versioni di un solo
sistema operativo funziona ...

> Certo che ce l'hanno, puoi comprare anche in altri stati che non
> hanno
> la nostra legge, ad esempio comprare cd in germania o in uk vuol dire
> non pagare la tassa siae ed è perfettamente legittimo.

perché non lo dici alla SIAE?
Recentemente ad un venditore tedesco è stato "vietato" di vendere suoi
CD in Italia senza i bollini (lui li vendeva su internet in Germania) e
ora ha fatto ricorso alla corte europea ...

Poi se hai la partita iva puoi richiedere alla SIAE il rimborso
sull'acquisto dei CD che non usi per duplicare musica ... non so se la
stessa cosa si possa fare anche per monitor, dischi fissi, ...

>> non penserai anche tu che linux e' comunista, e il software libero
>> e' contro il copyright?
>> ;-)
   
> no, però non è eticamente corretto pagare alcuni si ed altri no,
> del resto è n team allargato, fatto anche di persone che lavorano 2 
> ore al giorno, ma moltiplicato per il numero di sviluppatori il 
> numero di ore lavorate è astronomico.
> Ad esempio, legalmente se il team fosse tutto italiano e solo alcuni
> percepissero dei compensi e ci fossero dei proventi dal lavoro del
> team al completo si configurano i reati penali di concorrenza 
> illecita e reati legati al "lavoro nero". In generale i progetti open

> source non sono gestiti così ed il movimento ha dimostrato di 
> funzionare bene, ma come in tutti i casi ci sono le pecore nere.

non sono un esperto di leggi, ma quello che hai scritto qui sopra mi
sembra totalmente errato.
Guarda per esempio le associazioni di volontariato dove ci sono i
dipendenti dell'associazione che percepiscono uno stipendio e i
volontari che non percepiscono nulla ... però entrambi i soggetti
lavorano e il risultato del loro lavoro in molti casi si trasforma in
denaro.

Poi ci sono team di sviluppo di software libero quasi totalmente
italiani e in questi team di sicuro ci sono persone stipendiate ed
altre no per il lavoro svolto.

Il lavoro nero si ha quando qualcuno percepisce dei compensi per una
sua attività lavorativa senza "dichiararli" allo stato (cioè senza
pagare le tasse ... se dovute). La produzione di software libero è
totalmente estranea al lavoro nero.

La concorrenza illecita la puoi avere se un'azienda produce un bene che
costa 100, ma lo vende a 80 per far uscire dal mercato i concorrenti
che lo vendono a 110. La produzione e vendita di software libero è
totalmente estranea alla concorrenza illecita.

Ciao
Davide

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