Andrea ha scritto:
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2050065
Avevo già letto questo articolo ieri e mi pare di capire che in Punto
Informatico vi sia una visione monotematica del Free Software, già
intravista in altri articoli precedenti.
Addirittura, questo pezzo ha un taglio che quasi definirei maccartista e
che starebbe bene se fosse pensato e scritto negli Stati Uniti, patria
del Free Enterprise System ad oltranza.
Si dà per scontato che l'unico modo per sostenere il software libero
siano le aziende e ciò non è vero. Se ne è parlato già qui in lista:
esistono le amministrazioni pubbliche, le fondazioni, le associazioni.
Il supporto delle prime rispetto alle seconde è indifferente dal punto
di vista dell'utente, perché il prodotto non dovrebbe differire.
La differenza è invece notevole per lo sviluppatore di software libero
che nell'azienda può fare *profitti*, in qualità di imprenditore, mentre
con le altre organizzazioni di sostegno dovrebbe guadagnare solo uno
stipendio, perché il grosso dell'attivo sarebbe reinvestito in base agli
interessi pubblici/statutari.
Ringraziando il Cielo, dal mio punto di vista, non siamo né negli Stati
Uniti, né nell'URSS ante muro, ma in un paese a economia mista che può
tranquillamente sopportare anche la GPL 3.0 non gradita dalle grandi
aziende.
IMO, il problema non è tanto la licenza, ma il costante intiepidimento
dell'entusiasmo dei sostenitori volontari del software libero dovuto a
un approccio troppo industriale allo stesso. Manca un equilibrio tra
l'anima imprenditoriale e quella idealista del movimento. Un esempio
pratico sono Mozilla Foundation e Mozilla Corporation.
All'utente sarebbe certamente bastata la prima per avere del buon
software libero. Ma si è voluta creare anche l'azienda. Perché? Non
certo per favorire l'utente o lo sviluppo. E' stata una questione di
profitti.
La stessa che limiterà (forse) l'adozione della GPL 3.0, perché le sue
clausole potrebbero erodere una fetta dei profitti per le corporation
derivanti dal software libero. Ma ciò non tocca minimamente il sistema
di sviluppo del software o gli utenti, perché tale sistema si basa sul
*poter* fare profitti non sul *doverli* fare a ogni costo. Se l'autore
dell'articolo non ha capito questo, è inutile continuare a discutere del
suo pensiero.
Saluti,
Gianluca
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Gianluca Turconi sono disponibili opere anche di altri scrittori.
Due volte vincitore del NeroPremio per la narrativa horror:
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