2008/3/19 Marco Lombardo <[EMAIL PROTECTED]>:
[...]
>  a parte che RIPv3 non è correttissimo come termine, se parliamo del
>  supporto di RIP su IPv6 questo si chiama  RIP-NG (Next Generation), cmq
>  la pila deve essere vista nella sua interezza in fase di  coesistenza
>  prima e migrazione dopo, e a mio modo di vedere và fatta un'analisi
>  specifica anche e soprattuto delle applicazioni che supportano IPv6 in
>  quanto queste saranno le prime a sfruttare il nuovo protocollo, ed
>  eventualmente aggiornare a versioni nuove compatibili se sarà
>  strettamente necessario.
[...]

Sono d'accordo, ma per favore non dimentichiamoci che questo significa
spesso spendere budget per fissare delle applicazioni.

Chi è troppo "orientato alla rete" non si rende conto purtroppo di
certe cose: ci sono applicazioni in produzione che girano da decenni
(conosco installazioni di True64 Unix e HP/UX che letteralmente
funzionano da 10 anni e passa). Alcune applicazioni funzionano sono
state manipolate da orde di consulenti per decine di anni e funzionano
per miracolo e nessuno osa toccare una riga di codice...

...ovviamente si assume che ESISTA il SORGENTE di quella
applicazione... a volte nemmeno quello :-)

E' facile per voi smanettoni di router parlare di transizione,
pianificazione della rete... a volte esistono degli impedimenti che
sono tanto gravi quanto _idioti_...

Se non esiste una ragione di business stringente nessuno spende
milioni di €€ per qualcosa che si può evitare di fare. Tutto qua.


[...]
>  La necessità ci sarà con il passare del tempo, cominciare ad investire
>  in IPv6 oggi è una cosa assolutamente inteligente da fare,

Noi abbiamo pianificato IPv6 fin dall'inizio dell'allestimento di
tutti i data centre. Questo però non significa molto, quando tutto il
resto del mondo intorno a te funziona ancora in IPv4.


[...]
>  Quello che mi sento di esprimenre, è la necessità di mantenere il focus
>  su IPv6 sia personalmente che aziendalmente, anche se per il momento è
>  ancora erroneamente definito da molti end-user come sperimentale (è NON
>  lo è per niente, anzi !! se questo fosse vero 6Bone non avrebbe avuto
>  senso). E' necessario in questa fase cominciare ad implementarlo per
>  conoscerlo, costrunendo eventualmente servizi di test da mettere
>  limitatamente in produzione.

E' quello che cerco di fare nel mio piccolo. Ma è dura ;-)


>  Saluti
>
>  Marco Lombardo
>  Network Engineer & System Integrator
>
>  Certificazioni Personali:
[...]

Un consiglio - che è anche un obbligo di netiquette: signature di 4
righe. A nessuno interessa la sfilza delle tue certificazioni, se gli
interessa si va a vedere il tuo sito web, e comunque non danno alcuna
autorità in una discussione...


Cordiali saluti
-- 
Marco Ermini
[EMAIL PROTECTED] # mount -t life -o ro /dev/dna /genetic/research
http://www.markoer.org/ - https://www.linkedin.com/in/marcoermini
"Jesus saves... but Buddha makes incremental back-ups!"
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