In data 29 maggio 2011 alle ore 11:07:54, Andrea Pescetti <[email protected]> ha scritto:

Ed e' vero anche questo. Lo ha scritto bene Michael Meeks qualche tempo
fa: tutti i contributi di codice che a una prima revisione non appaiono
palesemente insensati vanno inclusi subito nel ramo principale dello
sviluppo, perche' comunque passeranno circa sei mesi prima che siano
distribuiti nella versione stabile. Il futuro modello e' ancora piu'
aperto: il codice va direttamente nella versione di sviluppo, senza
revisione da parte di uno sviluppatore esperto.

Questo non lo avevo letto.

Personalmente, non condivido molto questa visione, per non dire per nulla.

E' come lasciar crescere un numero non preventivabile di teste (bug) all'idra (LibO) e poi pretendere di tagliarle tutte entro sei mesi con una sola spada (la QA).

Questa visione raffredda molto, nuovamente, il mio entusiasmo per il progetto.

Meeks me l'aveva scritto direttamente qualche mese fa che sposava al 100% il modello bazar, ma evidentemente non avevo compreso gli effetti pratici di quel 100%.

Correggetemi se sbaglio: sarebbe un po' come avere Fedora e Red Hat Enterprise Linux, nel rapporto tra i *prodotti* TDF LibO e Novell/Canonical/RedHat/mettete-l'azienda-che-preferite LibO?

Dovrei farmi un'opinione chiara e precisa sulla risposta a questa domanda, perché su di essa si basa ogni mio possibile ulteriore contributo.

Saluti,

Gianluca
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