Il giorno 23/gen/09, alle ore 18:21, Andrea Peri ha scritto:


Quindi in definitiva basta avere la mappa geologica della zona e poi
la mappatura del radon viene da se'.

eeehhhmmmm :)


ps: si fa per dire, poi magari il modello e' complicatissimo.

Ecco, magari. Piu' che altro direi che e' impossibile, cosi' come lo poni tu. :D

La geologia non e' una scienza "esatta" come la matematica o la meccanica razionale.... Qui stiamo parlando di una tale quantita' di parametri che interagiscono tra loro che si passa dal determinismo al caos puro, e quindi proprio per questo si fanno rilievi, campionamenti e mappature dello stato di fatto...

Pensare di mappare fenomeni geologici, tra l'altro poco conosciuti come quello di cui parliamo, in maniera del tutto induttiva sulla base di modelli teorici puri e' proprio un approccio errato, direi un errore non solo metodologico ma concettuale. Presupporrebbe 1) la perfetta conoscenza di tutti i processi, cosa che al momento non e' data, e 2) che tutti questi processi potessero essere modellizzati in maniera risolvibile, cosa ancora meno data. Ricordo che oltre un certo ordine (n>4, fatti salvi alcuni casi particolari) un'equazione non PUO' essere risolta, e' un limite intrinseco della matematica che governa il mondo.

ciao
Marco
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